Concetti Chiave
- L'Illuminismo è un movimento europeo del XVIII secolo che promuove la conoscenza e la ragione come strumenti per combattere l'ignoranza e i dogmi religiosi.
- Si sviluppa principalmente in Francia, influenzato da pensatori come Voltaire, Rousseau e Montesquieu, con l'obbiettivo di criticare le istituzioni tradizionali e promuovere uguali diritti.
- L'Enciclopedia di Diderot e D'Alembert rappresenta un'opera fondamentale dell'Illuminismo, raccogliendo e diffondendo il sapere umano in tutte le sue forme.
- In Italia, l'Illuminismo si radica grazie al sostegno di sovrani riformatori e alla diffusione di idee attraverso riviste come "Il Caffè", promuovendo una cultura più accessibile.
- Figure chiave come Cesare Beccaria e Pietro Verri contribuiscono al dibattito illuminista con opere che criticano le pratiche punitive e sostengono l'importanza della sensazione come fonte di conoscenza.
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Nasce così una mentalità aperta, basata sulla coscienza che la loro età segnerà una svolta fondamentale nella storia, poiché darà inizio a un nuovo mondo migliore, conforme al modello della ragione. Si sviluppa una nuova tolleranza verso il prossimo in quanto tutti sono portatori di ragione. Tutto ciò si racchiude nella frase di Voltaire nella quale dice: “Non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee”. Si crei inoltre il concetto di religione che deve scaturire da un convincimento razionale e non più dalla fede dogmatica e talvolta fanatica. Dio è quindi inteso come l’Essere Supremo regolatore del mondo.
L’illuminismo si basa sul sensismo, ossia ogni tipo di conoscenza si deve basare sulla natura, alla quale si applica l’esperienza sensibile che diventa il sinonimo di criterio di verità. Natura e ragione sono in perfetta armonia ed equilibrio. Gli affetti, i sentimenti devono essere guidati dalla razionalità.
L’illuminismo si radica in Inghilterra, con l’empirismo di Locke e le innovazioni scientifiche di Newton, e si diffonde successivamente in Francia con i filosofi Cartesio e Bacone e si sviluppa successivamente anche in Italia, con Galilei e Copernico. Il terreno più fertile e quello francese che diffonde brillantemente le idee in tutta Europa, ma ammira comunque l’Inghilterra borghese e il suo sistema politico. La Francia aveva infatti le condizioni necessarie affinché si sviluppassero e prendessero piede idee che mirassero all’uguaglianza sociale, in quanto vigevano i privilegi dei più potenti. In Inghilterra invece la condizione di vita era di gran lunga migliore per via della monarchia costituzionale. Il sistema illuministico è infatti espressione della classe emergente della borghesia la quale aspira a diventare classe dirigente. Ciò non esclude comunque che vi siano aristocratici illuministi che si fanno portavoce della classe borghese, ricca di energie e di possibilità rivoluzionarie, la quale diventa l’emblema della ragione.
Illuminismo in Francia
L’illuminismo in Francia si diffonde dopo la morte di Luigi XIV, il quale deteneva un clima cattolico devoto e intollerante. Tanto è vero che gli intellettuali illuministi, per divulgare le loro idee, dovettero adottare il sistema dei pamphlet, brevi opere saggistiche stampate in clandestinità, in cui spesso, per aggirare la censura ecclesiastica, il nome dell’autore, la data e il luogo di stampa erano fittizi. E’ proprio per questo che illustri pensatori e intellettuali intraprendevano viaggi nel resto d’Europa per conoscere e confrontare con quello francese altri sistemi sociali di governo. La politica progressista della monarchia inglese diviene così il modello da seguire. Gli scritti storico-politici di Voltaire, Rousseau e Montesquieu si rifanno infatti all’empirismo di Locke il quale puntava alla difesa dei diritti dell’individuo di libertà e proprietà.
Nel 1751, ad opera di D’Alambert e Diderot, viene pubblicata L’Enciclopedia, detta anche “Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri” poiché i lavori manuali erano altrettanto importanti come la scienza e l’arte. Questa presentava tutto lo scibile umano, e aveva quindi lo scopo di riportare alla luce tutto il sapere umano del passato sino ad arrivare a quello del presente. Era un’opera vastissima che si occupava di tutte le discipline e i campi del sapere. L’opera comprende 17 volumi e 11 tavole illustrative. Nonostante la mole e il prezzo, l’Enciclopedia ottenne immediato e vasto successo, in quanto la sua caratteristica rivoluzionaria principale fu quella di far entrare l’ambito della tecnologia e del lavoro nel mondo della cultura. Il sapere diventa quindi a disposizione di tutti.
Il mezzo di divulgazione delle idee filosofiche illuministe diventa il romanzo filosofico, il quale si caratterizza per le dimensioni contenute, a metà fra il racconto e la narrazione lunga.
Denis Diderot
Nacque a Langres nel 1713. conseguì la laurea in lettere nel 1732 e le sue opere d’esordio, tra cui i Pensieri filosofici, furono osteggiate dal potere ecclesiastico e gli costarono la detenzione nel carcere di Vincennes.
Diderot occupa uno spazio importantissimo nella storia della cultura perché a lui si deve la progettazione e la direzione dell’Enciclopedia, che può essere considerata il simbolo dell’Età dei Lumi. L’opera richiese un ventennio di lavoro, portata a compimento nel 1772, riflette le esigenze, tipicamente illuministe, di sottoporre all’osservazione razionale tutti i campi dello scibile umano e di mettere a disposizione del vasto pubblico i risultati di tale operazione. Terminato l’impegno, Diderot si dedicò alla letteratura.
Voltaire
Nasce a Parigi nel 1694 da una famiglia appartenente alla classe borghese. Per aver osato sfidare un principe a duello dovette trasferirsi per tre anni a Londra, ditta nella quale potrà apprezzare il progresso e il grado della civiltà. Nel 1734 scrive “Lettere Filosofiche”, nelle quali elogia la tolleranza politica e religiosa che regolava la vita inglese, che gli costerà un mandato di cattura e il rifugio per circa un decennio nel castello di Madame de Chatelet. Susseguirono anni di rifugio nelle corti di Federico di Prussia, in un monastero, in campagna a Ginevra e così via, nei quali si dedicò agli studi storici, a tragedie e romanzi e a scritti di orientamento politico. Voltaire scrive romanzi filosofici, forme narrative contenute, piane e piacevoli. Ricordiamo tra questi “Candido e l’ottimismo”, nel quale lo scrittore rappresenta le disavventure della vita e l’amara condizione umana attraverso il personaggio Candide, il quale affronterà avventure mirabolanti, umilianti e mutilanti per inseguire la propria felicità. Emerge inoltre il modello di condotta esistenziale che esalta il dovere, il duro lavoro da condurre per perseguire i propri sogni.
Montesquieu
Di origine nobile nasce a La Bradé nel 1689 e diventa a 27 anni presidente della corte di giustizia della sua città. I vari viaggi in Europa gli diedero numerosi spunti di riflessione per la sua opera epistolare “Lettere Persiane”, nella quale attraverso una focalizzazione straniata di due persiani giunti in Francia, riesce a offrire un efficace quadro critico della realtà sociale francese. Nel 1743 scrive “Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani”, uno dei primi e più illustri esempi della filosofia moderna della storia e nel 1748 il celebre trattato sullo “Spirito delle leggi”, il quale delinea il modello politico da seguire basato sulla suddivisione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Questo sistema così moderno impedisce eventuali abusi di potere in quando essendo apparati indipendenti, si limitano l’uno con l’altro.
Rousseau
Nasce a Ginevra nel 1689 ma vive a lungo in Francia, dove collabora per qualche anno all’Enciclopedia.
Pur muovendo da posizioni illuministiche, egli se ne distacca assumendo un atteggiamento critico nei confronti di alcune nozioni fondamentali dell’illuminismo, come la fiducia nella razionalità e nel progresso. Nel Discorso sulle scienze e sulle arti Rousseau sostiene che l’uomo ha perduto il suo antico “stato di natura”, giudica pertanto gli esiti dell’evoluzione storica come un inesorabile processo di decadenza, iniziato con l’avvento della proprietà privata e la tendenza a sviluppare un’intelligenza di tipo razionale. Entrambe sono conseguenze del linguaggio, che ha separato l’uomo dall’esperienza diretta della realtà, sostituendovi l’astrazione del pensiero. Ne deriva una disuguaglianza tra gli uomini che solo un nuovo accordo tra ricchi e poveri, reso possibile da una corretta educazione potrebbe attenuare (Contratto sociale). Ai problemi dell’educazione, intesa come strumento per costruire una società più giusta, Rousseau dedica una specifica attenzione nell’Emilio o dell’educazione, la prima opera ad affrontare la psicologia del bambino e dell’adolescente, privilegiando il punto di vista dell’allievo rispetto a quello dell’insegnante. La novità risiede nel fatto che l’autore condiziona il processo d’apprendimento agli interessi e alle caratteristiche individuali del bambino. Dopo la condanna dell’Emilio, l’autore, isolato e ridotto all’indigenza, diede pubblica lettura a Parigi di alcuni brani delle Confessioni.
Illuminismo in Italia
L’illuminismo in Italia si basa sul modello di quello francese, così efficace nella sua opera di divulgazione. Le principali città in cui la cultura illuminista italiana ebbe modo di fiorire furono Milano e Napoli, guidate da sovrani riformatori.
A Napoli infatti gli intellettuali illuministi appoggiavano le iniziative giurisdizionaliste dei sovrani, quali i Borbone, che miravano a rivendicare i diritti dello Stato contro i secolari privilegi della Chiesa.
A Milano si instaurò una notevole e armonica collaborazione tra illuministi e sovrani illuminati, Maria Teresa e Giuseppe II. Borghesia e austriaci mirarono infatti alla riorganizzazione dell’apparato amministrativo e all’incremento delle attività industriali e commerciali. L’obbiettivo principale dei progressisti lombardi era quello di divulgare le nuove idee presso un pubblico di non letterati, mediante lo strumento giornalistico. Fu fondata da Pietro e Alessandro Verri, con il contributo del filosofo Cesare Beccaria, la rivista “Il Caffè”, la quale trattava di argomenti vivi e attuali promuovendo un’apertura cosmopolita in ogni campo della conoscenza umana, che diventerà l’emblema della nuova cultura.
Venne criticata in modo acceso dagli illuministi la lingua promossa dall’Accademia della Crusca della prima metà del Settecento, la quale non permetteva l’uso di un linguaggio immediato, semplice, teso ad esprimere con maggior chiarezza possibile le nuove idee. Bisogna liberarsi dalle difficoltà del classicismo in quanto è’ importante l’utilizzo di una lingua viva che consenta a chi scrive di trasmettere al meglio al proprio pubblico le conquiste della scienza e della ragione.
Gli intellettuali collaboravano con i sovrani o con gli apparati statali, diventando una figura importante ma soprattutto necessaria per il funzionamento dello Stato. Il rapporto però si interromperà quando sarà chiaro la diversità degli scopi degli uni e degli altri. Il sovrano tende infatti ad imporre la sua autorevolezza, l’intellettuale a una eguaglianza sociale.
I luoghi della produzione letteraria furono le accademie, la stampa periodica, le corti e i salotti, i quali erano ritrovi pubblici aperti a chiunque volesse entrarvi, dove avvenivano gli scambi di opinioni.
Cesare Beccaria
Nacque a Milano nel 1738 da una nobile famiglia, nonno di Alessandro Manzoni, fu tra i collaboratori del “Caffè” e ricoprì importanti incarichi nell’amministrazione dello Stato milanese. Il saggio “Dei delitti e delle pene” secondo il quale la tortura e la pena di morte sono dei metodi punitivi immorali e incapaci di annullare il delitto. E’ necessaria quindi una profonda ridefinizione della pena: si deve attuare un metodo giuridico proporzionato al delitto in modo tale che questo non venga più commesso. L’opera ottenne un grande successo anche all’estero, e ispirò la riforma attuata in Russia da Caterina II. Successivamente si dedicò agli studi di economia e alla compilazione delle Ricerche intorno alla natura dello stile, una storia generale del progresso civile dell’umanità, che tuttavia l’autore non arrivò a concludere.
Pietro Verri
Nacque nel 1728 da una nobile famiglia milanese, e, insieme al fratello Alessandro Verri fondò il “Caffè”.
E’ autore di trattati filosofici che recepiscono le teorie sensiste secondo le quali la sensazione è la fonte esclusiva di ogni conoscenza, che si sviluppa attraverso il linguaggio. All’interesse filosofico egli affianca l’impegno come funzionario e consigliere del governo austriaco in materia economica. Alcune delle sue opere sono infine dedicate alla ricerca storica, un esempio e l’opera le Osservazioni sulla tortura, nelle quali sono sottoposte a dura critica le pratiche giudiziarie adottate nei processi agli “untori” accusati di diffondere il contagio durante la peste del 1630.
Domande da interrogazione
- Qual è l'obiettivo principale dell'Illuminismo?
- Come viene vista la tradizione dagli illuministi?
- Qual è il ruolo dell'Enciclopedia nell'Illuminismo?
- In che modo l'Illuminismo si è diffuso in Francia?
- Qual è la posizione di Rousseau rispetto all'Illuminismo?
L'Illuminismo mira a illuminare l'ignoranza umana attraverso la conoscenza, utilizzando la ragione e l'esperienza concreta come metri per giudicare la realtà.
Gli illuministi criticano la tradizione, l'autorità e la fede, considerando il passato, in particolare il Medio Evo, come una lunga serie di errori.
L'Enciclopedia, pubblicata da D'Alembert e Diderot, rappresenta un'opera fondamentale che raccoglie e diffonde il sapere umano, rendendolo accessibile a tutti e sottolineando l'importanza della tecnologia e del lavoro.
In Francia, l'Illuminismo si è diffuso dopo la morte di Luigi XIV, grazie all'uso di pamphlet e alla circolazione di idee attraverso viaggi in Europa, con l'Inghilterra come modello di tolleranza politica e sociale.
Rousseau, pur partendo da posizioni illuministiche, critica la fiducia nella razionalità e nel progresso, sostenendo che l'evoluzione storica ha portato a una decadenza dell'uomo rispetto al suo stato di natura.