Concetti Chiave
- Il Risorgimento è un movimento storico che ha cercato di creare uno Stato unitario e liberale in Italia, coinvolgendo processi ideali e socioeconomici oltre alla politica.
- Le polemiche storiografiche riflettono dibattiti risorgimentali, con la storiografia idealista che enfatizza la crescita culturale e la scuola economico-giuridica che analizza i fenomeni economici del Settecento.
- Nel primo dopoguerra, giovani studiosi hanno riconsiderato il Risorgimento, evidenziando la frattura tra intellettuali e popolo e criticando la conquista regia in nome della democrazia.
- La storiografia gramsciana ha analizzato i contrasti tra classe dirigente e masse popolari, considerando la mancata partecipazione popolare come causa delle debolezze dello Stato italiano postunitario.
- Il Risorgimento ha rappresentato il reingresso dell'Italia nella vita europea, dopo un lungo periodo di dominazione straniera e decadenza civile.
Il Risorgimento e la sua definizione
La storiografia contemporanea ha definito Risorgimento il movimento che, delineatosi verso la fine del sec. XVIII e consolidatosi poi nell'Ottocento, si propose di costituire uno Stato unitario e liberale in Italia. La definizione può essere accettata soprattutto se non la si limita agli aspetti della soluzione politico-territoriale data dai patrioti alla questione nazionale, ma la si estende a quel complesso processo ideale, ma anche socioeconomico, che sostanziò le differenti fasi del Risorgimento. La storiografia si è più volte confrontata sulla questione, esprimendo nel tempo, e nell'ottica di diverse prospettive ideologiche, giudizi contrastanti. Ma al di là del valore delle diverse prese di posizione, il Risorgimento ha significato il reingresso dell'Italia nella vita europea, dopo secoli di dominazione straniera e di decadenza civile.
Dibattiti storiografici sul Risorgimento
Le polemiche storiografiche hanno spesso fatto eco a polemiche risorgimentali. Mentre la storiografia idealista ha visto nel Risorgimento soprattutto il concretarsi di un processo di crescita culturale ed etico-religiosa sotto la croce sabauda, sottolineando i caratteri autoctoni e originali a scapito delle influenze politiche e culturali provenienti dall'esterno (ovverosia dalla Rivoluzione francese e dall'epoca napoleonica), la cosiddetta scuola economico giuridica ha rivolto la sua attenzione ai fenomeni economici e sociali del Settecento, mettendo in risalto in particolare i rapporti politici e diplomatici dell'Italia con l'Europa e arretrando contemporaneamente il terminus a quo del Risorgimento, sino talvolta a disperderne le peculiarità nel quadro di una più generale e generica storia d'Italia del sec.
XVIII.
Riconsiderazioni post-belliche del Risorgimento
L'atmosfera e le tensioni del primo dopoguerra condussero alcuni giovani studiosi, ricchi di una fervida passione politica, a riconsiderare il Risorgimento nel suo complesso e in particolare a dare risalto alla già sottolineata frattura fra minoranza intellettuale e popolo (Piero Gobetti, Guido Dorso). Si ricominciò a parlare di conquista regia sull'onda dell'insegnamento democratico di Gaetano Salvemini, di tradimento degli ideali democratici, morali e religiosi dei padri del Risorgimento (in primo luogo di Giuseppe Mazzini), proprio mentre una nuova agiografia filofascista riempiva i libri di storia di immagini oleografiche inneggianti alla casa Savoia e ai suoi fasti.
Storiografia gramsciana e il Risorgimento
Nel secondo dopoguerra, l'affermarsi della storiografia gramsciana ha portato a riconsiderare dissidi e contrasti fra classe dirigente e masse popolari, e ha posto l'accento sui caratteri di classe dello Stato liberale postunitario. Nel Risorgimento sono state viste le matrici dei nodi storici dell'Italia unita, e nella mancata partecipazione delle classi popolari al moto risorgimentale la causa prima delle successive debolezze e contraddizioni dello Stato italiano.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di Risorgimento secondo la storiografia contemporanea?
- Come si sono confrontate le diverse scuole storiografiche riguardo al Risorgimento?
- Quali sono state le riconsiderazioni del Risorgimento nel primo dopoguerra?
- Qual è il contributo della storiografia gramsciana alla comprensione del Risorgimento?
Il Risorgimento è definito come un movimento che, nato alla fine del XVIII secolo e consolidatosi nell'Ottocento, mirava a costituire uno Stato unitario e liberale in Italia, estendendo il suo significato a un complesso processo ideale e socioeconomico (testo).
Le polemiche storiografiche hanno visto l'idealismo enfatizzare la crescita culturale sotto la croce sabauda, mentre la scuola economico-giuridica ha messo in risalto i fenomeni economici e sociali del Settecento, spostando il focus sui rapporti politici con l'Europa (testo).
Nel primo dopoguerra, alcuni studiosi hanno riconsiderato il Risorgimento evidenziando la frattura tra intellettuali e popolo, parlando di conquista regia e tradimento degli ideali democratici, mentre una nuova agiografia filofascista celebrava la casa Savoia (testo).
La storiografia gramsciana ha riconsiderato i conflitti tra classe dirigente e masse popolari, vedendo nel Risorgimento le radici delle debolezze dello Stato italiano, sottolineando la mancata partecipazione delle classi popolari come causa delle contraddizioni successive (testo).