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Concetti Chiave

  • Il doping mina i principi etici nello sport, alterando le prestazioni e compromettendo la salute degli atleti, sia professionisti che giovani.
  • Il caso di Ben Johnson nel 1988 evidenzia come la violazione delle norme antidoping possa portare all'annullamento di record e vittorie, minando la credibilità sportiva.
  • Negli ultimi trent'anni, il fenomeno del doping ha coinvolto non solo atleti di alto livello, ma anche molti giovani, spesso influenzati da allenatori e dalla pressione di ottenere risultati.
  • È necessario un cambio culturale nella percezione del doping, affinché venga riconosciuto come una violazione grave e dannosa per tutti gli attori coinvolti nello sport.
  • Le istituzioni sportive e i governi devono collaborare per migliorare l'educazione e la sensibilizzazione sui rischi del doping, promuovendo una cultura sportiva basata su onestà e rispetto delle regole.

Il rispetto dei principi etici nello sport

L’attività sportiva deve essere improntata al rispetto dei principi etici e dei valori educativi, oltre a promuovere la salute individuale e collettiva. Tuttavia sempre più spesso, atleti di ogni livello ricorrono al doping per modificare le condizioni psicofisiche o biologiche nell’organismo, tentando di alterare le proprie prestazioni agonistiche. Il candidato esprima le proprie considerazioni sul fenomeno in questione.

Un caso emblematico: Ben Johnson

Era il settembre del 1988, quando il corridore canadese Ben Johnson vinceva la finale dei centro metri piani, stabilendo il nuovo record mondiale, avendo percorso la distanza in questione in nove secondi e settantanove centesimi. Soltanto tre giorni dopo, in seguito ai test effettuati dal comitato olimpico internazionale, l’atleta veniva squalificato per aver violato le norme antidoping, e la sua vittoria annullata.

Casi celebri di doping nello sport

Quattordici anni dopo, nel gennaio 2002, la sentenza di primo grado del processo penale per doping che coinvolge la Juventus (poi ribaltata in secondo e in cassazione), condannava a un anno e due mesi il medico sociale del prestigioso club italiano, per “frode sportiva e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute”. In quel processo furono ascoltati in qualità di testimoni, alcuni tra i più importanti campioni del calcio internazionale degli ultimi venti anni. Ancora, maggio 2006: la polizia spagnola arresta il medico spagnolo Eufemiano Fuentes, dopo aver ritrovato nella sua clinica cento sacche di sangue, steroidi anabolizzanti, e macchine per eseguire trasfusioni. Il materiale, secondo i verbali, sarebbe stato utilizzato per una serie di emotrasfusioni capaci di falsare il risultato sportivo di alcuni ciclisti tra i più importanti del panorama mondiale.

Diffusione del doping nello sport

I casi di doping citati, sono solo alcuni tra i più rilevanti che hanno coinvolto importanti campioni di differenti sport negli ultimi anni. Il doping però (“Abuso di sostanze o medicinali vietati con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento e le prestazioni di un atleta”) è una pratica che non riguarda, purtroppo, soltanto sportivi di primo piano, o in generale il mondo del professionismo. Sono tantissimi, infatti, i casi di giovani atleti che negli ultimi si sono avvicinati (spesso condizionati mentalmente o invogliati dalle le insistenze dei propri allenatori o preparatori) al mondo del doping, dando vita a un fenomeno che nell’ultimo trentennio in particolar modo, ha conosciuto dimensioni enormi.

La necessità di un approccio preventivo

I sistemi di controllo abbastanza efficaci ed affidabili, tuttavia, sviluppatisi negli ultimi tempi (a cominciare dai cosiddetti “test incrociati”, e dalle analisi sempre più approfondite), hanno fatto si che il momento della punizione continui ad essere preminente, per quanto riguarda la giustizia sportiva, rispetto a quello della prevenzione. Se allo stato attuale, per esempio, è molto più facile rispetto a quindici o venti anni fa, che chi faccia uso o abuso di sostanze illecite venga smascherato e punito, molto meno le istituzioni sportive sono riuscite a fare per spiegare ai giovani quanto la pratica del doping sia una pratica estremamente dannosa e negativa, sia dal punto di vista morale, che da quello fisico.

Il fattore etico e i rischi per la salute

Innanzitutto, infatti, bisogna tenere in considerazione il fattore etico che entra in gioco nel momento in cui si parla di doping. Non si può ignorare la questione riguardante un risultato sportivo falsato, e la mancanza di correttezza nei confronti dell’intera macchina sportiva (in primo luogo gli avversari che hanno rispettato le regole, e i tifosi, che si trovano ad assistere a una competizione non vera). Ancora più delicata, però, è la questione che riguarda i rischi che gli atleti corrono, ancora di più se si pensa che moltissimi tra loro si avvicinano al mondo del doping giovanissimi, proprio nella fase in cui i risultati sportivi diventano fondamentali, per esempio, per il passaggio dal dilettantismo al professionismo.

Necessità di un cambio culturale

I fattori che causano questo avvicinamento sono senz’altro molteplici: innanzitutto la pressione esercitata sugli atleti, come già sottolineato, dettata dalla necessità di ottenere risultati; in secondo luogo le insistenze di alcuni preparatori, soprattutto a livello giovanile, le cui carriere sono indissolubilmente legate a quelle degli stessi sportivi che essi assistono; infine una cultura sportiva e del lavoro assolutamente insufficiente, tale da non far considerare una violazione così palese delle regole come qualcosa di deprecabile, e altamente dannosa per tutti gli altri attori in gioco in una competizione sportiva.

Impegno nella lotta al doping

Molto è stato fatto, dagli organismi internazionali sportivi dal punto di vista del controllo e tanti risultati sono stati ottenuti negli ultimi quindi anni soprattutto. Dal 1999, proprio il Comitato olimpico internazionale ha promosso la nascita della WADA (Word Anti-Doping Agency), una fondazione a partecipazione pubblica-privata, nata con l’obiettivo di contrastare la diffusione del doping nel mondo dello sport. La stessa WADA, che lavora in collaborazione con le singole federazioni sportive, ha ottenuto dei risultati importanti in questi anni. I passi più importanti, tuttavia, sono stati fatti nel miglioramento dei test antidoping e nelle attività di ricerca. Nonostante i grandi investimenti economici, però, l’aspetto facente riferimento all’educazione - che la WADA porta avanti con l’aiuto dei governi dei singoli paesi - sembra non essere ancora sufficiente ad un adeguato contrasto del fenomeno. Iniziative e laboratori all’interno tanto delle scuole quanto degli impianti sportivi, così come importanti campagne di istruzione e pubblicitarie (che mettono in guardia dai rischi per la salute, e provano a spiegare quanto possa essere nocivo il doping), non sono state infatti, purtroppo, finora sufficienti, non solo a sconfiggere, ma quantomeno a limitare seriamente il fenomeno doping, che allo stato attuale costituisce il problema più grande per il mondo dello sport internazionale.

Combattere il doping per un futuro sportivo etico e salutare

In conclusione, è imperativo adottare un approccio globale e multifattoriale per contrastare il fenomeno del doping nello sport. Non solo dobbiamo intensificare gli sforzi nel migliorare i controlli e le sanzioni, ma anche concentrarci sull'educazione e sulla sensibilizzazione dei giovani atleti sui rischi e sulle conseguenze del doping. Le istituzioni sportive, insieme alle autorità governative e alle organizzazioni internazionali, devono collaborare strettamente per promuovere una cultura sportiva basata sull'onestà, sull'integrità e sul rispetto delle regole. Solo così potremo garantire un futuro sportivo etico, equo e soprattutto salutare, dove i veri campioni emergano per le proprie abilità e il loro impegno, senza l'uso di sostanze proibite che mettono a rischio la loro salute e l'integrità dello sport stesso.
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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del rispetto dei principi etici nello sport?
  2. L'attività sportiva deve essere improntata al rispetto dei principi etici e dei valori educativi, promuovendo la salute individuale e collettiva, come sottolineato nel testo.

  3. Qual è un caso emblematico di doping nella storia dello sport?
  4. Un caso emblematico è quello di Ben Johnson, che nel 1988 vinse la finale dei cento metri piani, ma fu squalificato tre giorni dopo per doping, annullando la sua vittoria.

  5. Quali sono le conseguenze del doping per gli atleti?
  6. Il doping non solo falsifica i risultati sportivi, ma comporta anche gravi rischi per la salute degli atleti, specialmente per i giovani che si avvicinano a queste pratiche in cerca di prestazioni migliori.

  7. Qual è la situazione attuale riguardo alla lotta contro il doping?
  8. Nonostante i progressi nei controlli e nelle sanzioni, l'educazione sui rischi del doping rimane insufficiente, e il fenomeno continua a rappresentare una grande sfida per il mondo dello sport.

  9. Qual è la proposta per un futuro sportivo etico?
  10. È necessario adottare un approccio globale che combini il miglioramento dei controlli con l'educazione e la sensibilizzazione dei giovani atleti, promuovendo una cultura sportiva basata sull'onestà e il rispetto delle regole.

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