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Concetti Chiave

  • L'Impero romano entra in crisi nel III secolo a causa della sua vastità e della minaccia dei Germani, che richiede un potenziamento dell'esercito per difendere i confini.
  • L'instabilità politica è accentuata dall'interferenza dell'esercito, che impone imperatori attraverso violenze, portando a frequenti rovesciamenti di potere.
  • Settimio Severo e Caracalla, rappresentanti della dinastia dei Severi, influenzano la situazione aumentando la paga dei soldati e estendendo la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero.
  • La crisi economica si aggrava con spese elevate per l'esercito e il mantenimento delle opere pubbliche, portando a nuove tasse che colpiscono i piccoli contadini.
  • Molti contadini cedono le terre ai latifondisti a causa dell'indebitamento, trasformandosi in dipendenti dei grandi proprietari e aggravando la crisi sociale.

Crisi dell'impero romano

A partire dal III secolo, l’Impero romano entra in crisi per diversi motivi.

Innanzitutto l’Impero è troppo vasto e alle frontiere è sempre presente la minaccia incombente dei Germani, chiamati dai Romani “barbari”. Questa circostanza crea la necessità di incrementare la difesa dei confini e di conseguenza fa accrescere l’importanza dell’esercito: infatti esso viene riorganizzato e sia qualitativamente che quantitativamente potenziato.

Instabilità politica e militare

Sentendosi più potente, l’esercito comincia ad intromettersi nella vita politica, imponendo il comandante di turno come imperatore, non senza aver ucciso prima quello in carica. Per questo motivo, il governo non è stabile; infatti, si hanno disordini e frequenti rovesciamenti politici in quanto gli imperatori non riescono a consolidare il proprio potere; di conseguenze si ha un’anarchia militare (in 50 anni si hanno ben 2 Addirittura, nel 193 d.C., i pretoriani arrivano perfino a mettere l’Impero all’asta. Questo prova che il potere imperiale aveva ormai perso ogni prestigio1 imperatori, quasi tutti assassinati) Il predominio dell’esercito raggiunge il suo apice con la dinastia dei Severi quali Settimio Severo, Caracalla, Eliogabalo e Severo Alessandro. In particolare, Settimio Severo aumenta la paga ai soldati, incidendo con questo sulle casse dello Stato.

Per fare entrare più fondi, Caracalla estende la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero

Crisi economica e sociale

Accanto al pericolo dei Germani e anche dei Persiani (ex Parti) e alle lotte interne si ha un’importante crisi economica che aggrava una situazione di per sé già molto precaria lo Stato deve sostenere molte spese per:

    mantenere l’esercito fare manutenzione delle opere pubbliche;

    distribuire gratuitamente il grano ai poveri;

e da tali esigenze emerge la necessità di imporre nuove tasse. Mentre i latifondisti riescono a pagare, i piccoli contadini hanno difficoltà e chiedono dei prestiti ai latifondisti. Molti, impossibilitati a restituire il prestito, cedono le terre ai creditori. Spesso, essi rimangono dipendenze dei grandi proprietari e prendono il posto degli schiavi il cui n° diminuisce sempre più. Invece, altri preferiscono lasciare la campagna e rifugiarsi in città dove si può vivere con le donazioni gratuite di olio e grano da parte dello Stato. Per far fronte a queste nuove spese, lo Stato deve imporre altre tasse che riducono alla fame altri piccoli possidenti. Sarebbe stato necessaria una figura di imperatore, capace di prendere ben saldamente in mano la situazione economica e organizzare diversamente l’Impero.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali cause della crisi dell'Impero romano a partire dal III secolo?
  2. La crisi dell'Impero romano è dovuta a diversi fattori, tra cui l'estensione eccessiva del territorio, la minaccia dei Germani alle frontiere, l'instabilità politica e militare, e una grave crisi economica e sociale. L'esercito, potenziato e riorganizzato, inizia a influenzare la politica, portando a frequenti rovesciamenti di potere e anarchia militare.

  3. In che modo l'esercito ha influenzato la stabilità politica dell'Impero romano?
  4. L'esercito ha assunto un ruolo predominante nella vita politica, imponendo i propri comandanti come imperatori, spesso attraverso l'assassinio di quelli in carica. Questo ha portato a un governo instabile, con disordini e un alto numero di imperatori assassinati, evidenziando la perdita di prestigio del potere imperiale.

  5. Quali sono le conseguenze economiche della crisi per i piccoli contadini nell'Impero romano?
  6. La crisi economica ha costretto lo Stato a imporre nuove tasse, gravando sui piccoli contadini che, incapaci di pagare, si indebitano con i latifondisti e cedono le loro terre. Molti di loro diventano dipendenti dai grandi proprietari, mentre altri si trasferiscono in città per ricevere aiuti dallo Stato, aggravando ulteriormente la situazione sociale ed economica.

Domande e risposte

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