Concetti Chiave
- Hobbes analizza il rapporto tra Stato e religione nel Leviatano, evidenziando che i conflitti nascono dalla paura della morte e dalla ricerca di una vita oltre la morte.
- I conflitti religiosi sono legati all'aspirazione alla vita eterna, dove la morte terrena perde significato rispetto a un bene più grande.
- Le credenze religiose rendono razionale il sacrificio della vita terrena, giustificando la ricerca di una ricompensa ultraterrena.
- Hobbes distingue nettamente il potere coercitivo dello Stato da quello della religione, sottolineando la loro diversa incidenza sui temi della vita e della morte.
- Il potere coercitivo statale non può influenzare chi è disposto a sacrificare la propria vita terrena per la vita ultraterrena.
Qual è il rapporto tra Stato e religione?
Hobbes dedica la seconda parte del Leviatano al rapporto tra Stato e religione perché, secondo Hobbes, i conflitti nascono principalmente intorno a due questioni: la prima è essenziale ed è la conservazione della vita e/o la paura della morte (in realtà, la conservazione della vita è già una dinamica che implica un intervento della ragione, mentre la paura della morte è più istintiva e passionale), la seconda ragione crea conflitti ancora superiori, quelli che animano i conflitti religiosi, cioè la questione di ciò che è superiore alla vita e alla morte (il terreno della religione).
Conflitti religiosi e vita eterna
I conflitti religiosi nascono, nella loro radicalità e nella fatica della loro risoluzione, per il fatto che anch’essi toccano una corda decisiva dell’esistenza umana, cioè quella ulteriore all’esistenza fisica, alla vita. I conflitti religiosi nascono dall’aspirazione alla vita eterna. Per chi ricerca la vita eterna la morte terrena non è il sommo male; allora le credenze religiose sono quelle credenze che si segnalano per la capacità di rendere razionale il sacrificio della vita terrena, perché lo rendono funzionale ad un bene più grande.
Potere coercitivo e sacrificio
È per questo che quello religioso è un conflitto dal rapporto molto più problematico con la coercizione e per questo Hobbes gli dedica tutta la seconda parte del Leviatano: egli vuole provare a dimostrare che relazione c’è tra il potere dello Stato e il potere della religione, tenendoli molto separati. Infatti, non c’è per Hobbes alcun potere coercitivo (statuale) che possa avere, sul tema della vita oltre la morte, la stessa pregnanza e la stessa incidenza che il potere coercitivo ha sul tema della conservazione della vita. Perché chi è disposto a sacrificare questa vita per quella ultraterrena non ha motivo di sottostare, in una logica di calcolo, all’opportunità di obbedire ad un potere coercitivo.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale motivo di conflitto tra Stato e religione secondo Hobbes?
- Come si collegano i conflitti religiosi all'aspirazione alla vita eterna?
- Qual è la posizione di Hobbes riguardo al potere coercitivo dello Stato in relazione alla religione?
Hobbes sostiene che i conflitti nascono principalmente dalla conservazione della vita e dalla paura della morte, ma anche dalla questione di ciò che è superiore alla vita e alla morte, che è il terreno della religione.
I conflitti religiosi derivano dall'aspirazione alla vita eterna, poiché per chi cerca questa dimensione, la morte terrena non è il sommo male; le credenze religiose giustificano il sacrificio della vita terrena per un bene più grande.
Hobbes distingue nettamente tra il potere coercitivo dello Stato e quello della religione, affermando che nessun potere coercitivo statale può avere la stessa incidenza sulla vita oltre la morte, poiché chi è disposto a sacrificare la vita terrena non obbedisce a logiche di calcolo statali.