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Hobbes

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La politica e lo Stato assoluto

Filosofo inglese del ‘600 in Inghilterra: rivoluzioni borghesi da monarchia assoluta a monarchia parlamentare, controllata dalla borghesia.

Hobbes, schierato dalla parte della monarchia, vede le guerre civili con grande preoccupazione.

1° compito della politica = evitare le guerre civili.

2° compito = garantire la sicurezza personale dei cittadini.

→ necessario uno Stato assoluto, con potere assoluto. Prima c’era, ma non deve essere un’imposizione dall’alto come invece era prima. Contratto sociale.

Deve essere frutto di un consenso popolare detto. = tutta la popolazione, in accordo, decide che c’è un potere assoluto. Unico limite → non calpestare la sicurezza personale dei cittadini.

Il meccanicismo e la materia

Hobbes era un razionalista (ragione prima dei sensi). Anche per lui l’universo è meccanicistico, un grande meccanismo.

È radicale in questa posizione, la estremizza: tutto il sapere umano deve essere studiato come si studia →

. Quindi anche la politica non è altro che fisica. Riduzionismo.

La fisica (si approccia alla conoscenza solo dal punto di vista del funzionamento fisico).

Per Hobbes non esistono 2 sostanze come per Cartesio, ma una sola: la res extensa, la materia.

Il pensiero, la res cogita, invece, non è altro che una possibilità della materia.

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Come lo argomenta? Io penso a una cosa, il mio braccio la fa. Pensiero e materia sono la stessa sostanza, così possono essere collegati. E se so che il braccio è materia, allora anche il pensiero è materia.

Anche Dio è materia. Programmati per preservarsi. Non possono evitare di salvarsi la vita.

Lo stato di natura e il contratto sociale

L’uomo e gli animali, che sono un meccanismo, sono programmati per preservarsi. Non possono evitare di salvarsi la vita.

In uno stato di natura è inevitabile che gli uomini si facciano del male gli uni con gli altri, che si uccidano.

⇒ in uno stato di natura non siamo sicuri di sopravvivere. Hai i tuoi diritti, però non sei mai sicuro.

⇒ noi capiamo con la ragione, che se tutti insieme autolimitiamo le nostre libertà ci garantiamo la sopravvivenza e siamo molto più sicuri.

- In questo entra in contrasto con le idee di Rousseau, il quale sosteneva:

In uno stato di natura gli uomini vivono in pace, con l’introduzione della proprietà privata essi si fanno del male. ⇒ bisogna ritornare ad una situazione simile allo stato di natura.

Il Leviatano

→ Il “Leviatano” → raccoglie in esso la sua idea politica.

Il Leviatano è un mostro biblico, perché la gente deve avere paura del governo, così da rispettarlo.

sicurezza personale proprietà privata.

Il governo non può toccare e

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Sintesi

Hobbes

Filosofo inglese del 1600 --> in Inghilterra rivoluzioni borghesi --> passaggio da monarchia assoluta a monarchia parlamentare, controllata dalla borghesia.

Hobbes, schierato dalla parte della monarchia, vede le guerre civili con grande preoccupazione.

  • 1° compito della politica = evitare le guerre civili
  • 2° compito = garantire la sicurezza personale dei cittadini

=> Necessario uno Stato assoluto, con potere assoluto. Prima c’era, ma non deve essere un’imposizione dall’alto come invece era prima.

Deve essere frutto di un consenso popolare detto contratto sociale.

= Tutta la popolazione, in accordo, decide che c’è un potere assoluto. Unico limite: non calpestare la sicurezza personale dei cittadini.

La concezione della conoscenza

Hobbes era un razionalista (ragione prima dei sensi). Anche per lui l’universo è meccanicistico, un grande meccanismo. È radicale in questa posizione, la estremizza: tutto il sapere umano deve essere studiato come si studia la fisica.

Quindi anche la politica non è altro che fisica.

--> Riduzionismo (si approccia alla conoscenza solo dal punto di vista del funzionamento fisico).

Per Hobbes non esistono 2 sostanze come per Cartesio, ma una sola: la res extensa, la materia.

Il pensiero, la res cogita, invece, non è altro che una possibilità della materia. Come lo argomenta? --> Io penso a una cosa, il mio braccio la fa. Pensiero e materia sono la stessa sostanza, così possono essere collegati. E se so che il braccio è materia, allora anche il pensiero è materia.

Anche Dio è materia.

Lo stato di natura e il contratto sociale

L’uomo e gli animali, che sono un meccanismo, sono programmati per preservarsi. Non possono evitare di salvarsi la vita.

In uno stato di natura è inevitabile che gli uomini si facciano del male gli uni con gli altri, che si uccidano.

=> In uno stato di natura non siamo sicuri di sopravvivere. Hai i tuoi diritti, però non sei mai sicuro. => Noi capiamo con la ragione, che se tutti insieme autolimitiamo le nostre libertà ci garantiamo la sopravvivenza e siamo molto più sicuri.

In questo entra in contrasto con le idee di Rousseau, il quale sosteneva: in uno stato di natura gli uomini vivono in pace, con l’introduzione della proprietà privata essi si fanno del male. => Bisogna ritornare ad una situazione simile allo stato di natura.

Il Leviatano e il governo

Opera scritta: Il “Leviatano” -> raccoglie in esso la sua idea.

Il Leviatano è un mostro biblico, perché la gente deve avere paura del governo, così da rispettarlo.

Il governo non può toccare sicurezza personale e proprietà privata.

In una società così organizzata, deve esserci il divieto di ribellione, se il governo sta agli accordi presi.

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