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Concetti Chiave

  • La legislazione hittita si caratterizzava per un approccio più mite rispetto a quella babilonese, mirato a rimediare piuttosto che a punire.
  • La società hittita era suddivisa in tre classi: aristocratici, contadini e artigiani, e schiavi, con una netta disparità di privilegi e diritti.
  • Gli Hittiti furono pionieri nell'uso di armi di ferro, che li resero temuti guerrieri, grazie alla scoperta della tempra intorno al 1400 a.C.
  • L'economia hittita era centralizzata, con il re che controllava la distribuzione della terra e il tributo dei contadini, oltre alla produzione artigianale.
  • Il commercio estero era limitato all'acquisto di beni di lusso per il sovrano, con i mercanti sottoposti a stretto controllo da parte degli amministratori regi.

Qual è la legislazione degli Hittiti?

La legislazione degli Hittiti, che conosciamo grazie a numerose tavolette rinvenute ad Hattusas, era più mite di quella babilonese: intento fondamentale delle leggi hittite era infatti di porre rimedio al delitto compiuto più che di punirlo. I sovrani esercitavano un potere equilibrato e non si dimostrarono mai spietati nei confronti dei popoli sconfitti: questi diventavano loro tributari, mantenendo però l'autonomia amministrativa.

Struttura sociale hittita

La società hittita era nettamente divisa in tre classi, al vertice si trovavano gli aristocratici, proprietari della terra e dediti esclusivamente alla guerra, che assicuravano loro prestigio e privilegi. In una condizione decisamente subalterna era la massa dei contadini e degli artigiani, cui lo Stato di semiliberi non consentiva di cambiare lavoro, condizione sociale e nemmeno abitazione, infine vi erano gli schiavi, impiegati per i lavori più pesanti e umili. Gli Hittiti furono per molti secoli guerrieri temuti, anche perché per primi usarono armi di ferro, più resistenti di quelle in bronzo. Essi infatti avevano appreso, intorno al 1400 a. C, il segreto della tempra o acciaiatura.

Economia e commercio hittita

L'economia hittita era accentrato nelle mani del re, che distribuiva la terra agli aristocratici, esigeva dai contadini il tributo periodico e stabiliva la quantità di manufatti che gli artigiani dovevano realizzare con le materie prime consegnate loro dai funzionari. L'eccedenza della produzione agricola e artigianale erano destinate al commercio estero grazie alla presenza di mercanti, la cui attività era severamente controllata dagli amministratori regi. Il commercio del resto era finalizzato quasi esclusivamente all'acquisto di prodotti di lusso per il sovrano e la sua numerosa corte.

Domande da interrogazione

  1. Qual era l'obiettivo principale della legislazione hittita?
  2. L'obiettivo principale della legislazione hittita era porre rimedio al delitto compiuto piuttosto che punirlo, come evidenziato dal fatto che le leggi erano più miti rispetto a quelle babilonesi.

  3. Come era strutturata la società hittita?
  4. La società hittita era divisa in tre classi: al vertice c'erano gli aristocratici, seguiti da contadini e artigiani in condizione subalterna, e infine gli schiavi, impiegati per i lavori più pesanti.

  5. Qual era il ruolo del re nell'economia hittita?
  6. Il re aveva un ruolo centrale nell'economia hittita, distribuendo la terra agli aristocratici, esigendo tributi dai contadini e stabilendo la produzione degli artigiani, con il commercio finalizzato principalmente all'acquisto di beni di lusso per la corte.

Domande e risposte

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