Concetti Chiave
- Lo stato rappresenta l'unità della famiglia e il bene pubblico, superando gli interessi contrastanti delle famiglie nella società civile.
- Secondo Hegel, la libertà è concessa dallo stato, che è superiore agli individui e tutela i loro diritti all'interno di un contesto politico.
- Il contrattualismo sostiene che lo stato deriva da un accordo tra cittadini, ma Hegel afferma che è sempre esistito un contesto socio-politico.
- Per Hegel, le leggi governano lo stato e non gli individui, garantendo così la libertà del singolo senza limitazione dei diritti umani.
- Lo stato è visto come una manifestazione dello spirito divino, con eventi storici che riflettono il progresso della coscienza collettiva attraverso arte, religione e filosofia.
Il ruolo dello stato
Lo stato è la sintesi del momento dell’eticità, cioè la riaffermazione dell’unità della famiglia (tesi) al di là della dispersione dello stato civile (antitesi). Lo stato riafferma l’unità della famiglia, la quale ha lo scopo di raggiungere il bene nel piccolo, nella realtà immediata del rapporto tra coniugi e figli. Nella società civile c’è dispersione perché tante famiglie hanno interessi diversi e che a volte si scontrano. Lo stato ricompone l’unità della famiglia nel grande dove l’interesse viene posto nel bene pubblico della società civile. Lo stato è come una grande famiglia; l’ethos di questo (costumi, cultura ecc.) esprime consapevolmente sé stesso. L’interesse privato viene elevato ad universale nello stato. La società civile non viene soppressa ma viene riaccolta nella sintesi e nel bene comune.
Lo stato è sostanza etica consapevole di sé. Per Hegel non esiste che il singolo decida cos’è bene e cos’è male perché è lo stato a farlo attraverso le leggi. Ognuno prova a determinare cos’è bene e cos’è male ma ciò finisce con il caos (vedi Robespierre). Lo stato oggettivizza il punto di vista dei singoli e lo concretizza nelle leggi.
L'influenza dell'ambiente
Hegel dice che nessuno è immune al contesto socio-politico in cui vive. Se andiamo indietro di molti anni l’ethos sosteneva che le donne non potessero votare. Oggi riteniamo che sia giusto che le donne partecipino all’attività politica. Per Hegel è cambiato l’orientamento dello stato perché siamo cresciuti ed educati in un ambiente dove si contempla la parità dei sessi. È l’ambiente in cui cresciamo a darci questo nuovo punto di vista. Lo spirito ha fatto un passo in avanti e lo stato educa gli individui in modo diverso. È sempre vero che l’ambiente in cui viviamo influenza il nostro modo di pensare. Questo fatto viene ripreso da altri hegeliani, come Marx che diceva che chi detiene i rapporti di forza determina cos’è bene e cos’è male, cosa è morale e cosa non lo è.
Libertà e sovranità
Per Hegel la libertà non esiste ma c’è perché lo stato la dà ai cittadini. Esistono dei diritti che precedono lo stato e devono essere tutelati da esso. La sovranità secondo Hegel non risiede nel popolo ma nello stato perché il popolo non esiste se non all’interno dello stato, così come l’individuo. Questo perché non esiste popolo senza un proprio contesto politico e sociale, inoltre perché lo stato non è fondato sugli individui ma viceversa. Lo stato è quindi superiore al cittadino.
La concezione etica dello stato hegeliano secondo alcuni ha portato a politiche totalitariste.
Contrattualismo e stato di diritto
Il contrattualismo è la politica secondo cui lo stato nasce sempre in seguito a un contratto che intercorre ai cittadini per cedere una parte dei loro diritti ad un’organizzazione che deve garantirglieli. Per Hegel non è mai esistita la concezione di stato di natura (stato presociale in cui l’uomo vive in uno stato naturale che può essere positivo o negativo) perché c’è sempre stato nell’uomo un contesto socio-politico, anche se in forme elementari. Tutte le leggi e tutti i diritti hanno senso solo all’interno dello stato; fuori sono aspirazioni astratte, che non ricevono completezza.
A governare non sono gli uomini ma le leggi. Si parla di stato di diritto. Hegel non prevede una limitazione dei diritti dell’uomo, anzi essi esistono e possono esistere solo perché c’è lo stato. Siccome quest’ultimo esprime questo bisogno di bene nelle leggi, garantisce un rispetto della libertà del singolo e dell’uomo. Il problema di queste teorie è che nessuno garantisce che lo stato venga governato in modo giusto.
Lo stato e lo spirito
Lo stato è qualcosa di divino e le persone a volte si comportano pensando di seguire i loro interessi quando in realtà fanno il bene dello stato. Alcuni sono eroi, cioè persone che intuiscono lo spirito dei tempi prima degli altri e lo portano per concretizzare questi interessi, tanto che lo spirito una volta che li ha realizzati li fa cadere in disgrazia perché non servono più (Napoleone è uno di questi). Hegel aveva visto Napoleone entrare a Yena a cavallo e dice: “Ho visto lo spirito del mondo a cavallo”.
Con lo stato lo spirito arriva alla massima concretizzazione della storia ma non è ancora divenuta coscienza piena di essere tutto. Questa presa di consapevolezza di tutto il percorso che ha fatto avviene solo nello spirito assoluto attraverso 3 momenti sincronici: arte, religione e filosofia.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dello stato secondo Hegel?
- Come influisce l'ambiente sul pensiero degli individui secondo Hegel?
- Qual è la concezione di libertà e sovranità in Hegel?
- Che cos'è il contrattualismo secondo Hegel?
- In che modo Hegel descrive il rapporto tra stato e spirito?
Lo stato è la sintesi dell’eticità, riaffermando l’unità della famiglia e ponendo l’interesse privato nel bene pubblico della società civile, come descritto nel testo.
Hegel sostiene che l'ambiente socio-politico in cui viviamo modella il nostro modo di pensare, come dimostrato dal cambiamento nella percezione della partecipazione delle donne nella politica.
Per Hegel, la libertà è concessa dallo stato, che è superiore al cittadino, e la sovranità risiede nello stato stesso, non nel popolo, poiché il popolo esiste solo all'interno di un contesto politico.
Hegel rifiuta l'idea di uno stato di natura, affermando che lo stato nasce da un contratto tra cittadini che cedono diritti per garantirne altri, rendendo le leggi significative solo all'interno dello stato.
Hegel considera lo stato come qualcosa di divino, dove gli individui, seguendo i propri interessi, possono in realtà servire il bene dello stato, e lo spirito si concretizza attraverso la storia, culminando in arte, religione e filosofia.