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Concetti Chiave

  • La "Fenomenologia dello spirito" mira a riformulare il concetto di assoluto e a descrivere il percorso storico della coscienza verso questa nuova comprensione.
  • Hegel concepisce l'assoluto come un'entità dinamica e concreta, che si sviluppa all'interno del contesto storico, piuttosto che come qualcosa di statico.
  • La dialettica, secondo Hegel, è un processo triadico che evolve attraverso le fasi di tesi, antitesi e sintesi, portando alla consapevolezza di sé dello spirito.
  • La lotta per il riconoscimento tra autocoscienze è un confronto in cui una cerca di affermare il proprio potere sull'altra, generando una distinzione tra servo e padrone.
  • Lo stoicismo e lo scetticismo rappresentano fasi del pensiero di Hegel, con lo stoico che si sente onnipotente e lo scettico che nega ogni verità, conducendo a una fase di "coscienza infelice".

Quali sono gli obiettivi della fenomenologia?

I principali obbiettivi della “Fenomenologia dello spirto” di sono: riformulare il concetto di assoluto (cioè di essenza della realtà) e di mostrare il percorso che la coscienza ha dovuto percorrere nella storia per arrivare a concepire l’assoluto in questo nuovo modo (descrivendone i vari passaggi).

Concetto di assoluto

In filosofia l’assoluto rappresenta la cosa più importante: cioè ciò che fonda la realtà, tuttavia quest’ultima è molto lontana dall’essere umano (dotato di corpo e di anima), ma è attingibile solo dopo aver superato la nostra corporeità (quindi quando l’anima si libera verso il mondo delle idee).

Assoluto dinamico di Hegel

Per Hegel l’assoluto non è qualcosa di statico, ma è qualcosa di dinamico che si inserisce e si modella in un contesto storico; inoltre esso non è concepito come qualcosa di astratto, ma bensì di concreto in quanto si incarna nel processo storico.

Quindi l’assoluto non viene definito come qualcosa di fermo (come un Dio fermo che ci guarda da lontano), ma è lo spirito razionale che entra nella storia, la modella, e crea un percorso di ascesa fino ad arrivare al sapere assoluto (cioè fino ad arrivare ad essere completamente consapevole di sé).

Hegel e la storia

Hegel viene definito uno storicità perchè ritiene che la storia umana sia fondamentale per comprendere l’assoluto.

Hegel viene definito un idealista perchè parla dell’idea razionale che si fa storia.

Hegel viene definito un filosofo sistematico (complessissima) perchè per lui è importante dare una visione totale (complessiva) della realtà e non parziale.

Secondo Hegel in ognuno di noi è presente una spinta razionale che ci porta al continuo miglioramento/affinamento della conoscenza razionale, fino a quando essa prende totale consapevolezza di se.

Dialettica e realtà

Per Hegel la realtà è un divenire perenne, che non avviene però a caso, ma è sottoposto ad una legge: la dialettica.

Fasi della dialettica

La dialettica è definito come un movimento triadico composto da tre fasi: tesi, antitesi, e sintesi.

Nella prima fase l’assoluto pone innanzitutto se stesso come astratta uguaglianza con sé (questa è la fase dell’in se).

Nella seconda fase lo spirito (l’assoluto) si concretizza nella realtà empirica come un “per se” in quanto si manifesta e si imprime nel percorso storico.

Nella terza fase (movimento sintetico) è il momento in cui mi rendo conto che i due movimenti (fasi) precedenti sono stati essenziali all’elaborazione di ciò che ho difronte.

Processo dialettico

Lo spirito quindi si muove da una prima posizione astratta, poi verso la sua opposizione che fa si che lo spirito si incarni nella realtà, e infine c’è il momento di consapevolezza delle prime due posizioni nel quale lo spirito dice a se stesso: “Io sono una sintesi di in se e per se”, quindi una sintesi di un momento astratto e concreto più la consapevolezza di questo.

Il momento della consapevolezza (sintetico) tuttavia non nega i primi e due, ma li rende parte fondamentale del processo.

Tutto questo percorso (tesi-antitesi-sintesi) costituisce l’assoluto, quindi esso è un processo dialettico.

Coscienza e percezione

Ogni tappa della storia è caratterizzata da queste tre fasi, per Hegel ciò che noi siamo è figlio di tutti i passaggi che ci hanno preceduto.

La “Fenomenologia dello spirito” parte con una prima tappa, cioè quella della coscienza, la quale si rapporta alla realtà sotto forma di certezza sensibile; nell’osservare la realtà che sta fuori, è convinta che essa sia il frutto di una percezione sensibile, ma tale conoscenza è solo del tutto relativa.

Dopo di che ne segue la seconda tappa che è quella della percezione nella quale la conoscenza si affina (inizia a capire che oltre al dato sensibile c’è qualcosa di più stabile, di più stabile in se).

La terza tappa è quella definita dall’intelletto, cioè la coscienza scopre che neanche l’intelletto basta a spiegare la natura della conoscenza, e scopre se stessa come base solida della conoscenza.

Così facendo la coscienza arriva al massimo grado di evoluzione comprendendo di essere una parte fondamentale del processo conoscitivo (la coscienza è cosciente di essere l’intelletto).

Autocoscienza e desiderio

Quando la coscienza ha la convinzione che conoscere il mondo è come conoscere se stessa, si passa all’autocoscienza.

È come dire che la coscienza dice a se stessa: “In fondo, quando io conosco, sto applicando delle categorie che sono mie, quindi conoscere il mondo è un po come conoscere me stessa, cioè fare autocoscienza”.

Comunque il percorso non si ferma qui, perché ad Hegel gli interessa arrivare al sapere assoluto.

Hegel dice che l’autocoscienza è desiderio, cioè l’individuo è una realtà che che appetisce (desidera), che non è fatto solo di testa ma anche di corpo. Questo desiderio è incessante, per cui l’autocoscienza è chiamata a vagare nella realtà di desiderio in desiderio. C’è un motore dentro di me che mi spinge a desiderare.

Lotta per il riconoscimento

A questo punto l’autocoscienza ha l’esigenza di confrontarsi con un altra autocoscienza.

Quando due autocoscienze si incontrano e si confrontano, nasce quella che per Hegel chiama “la lotta per il riconoscimento”.

Questa sarebbe una lotta per il potere, l’una vuole che l’altra la riconosca come dominante, quindi da questo scontro nasce una differenziazione tra servo e padrone.

Dialettica servo-padrone

All’inizio (prima fase) l’autocoscienza che prevale è quella che è in grado di mettere a rischio la propria vita per affermare il proprio potere, mentre l’altra ha paura di perdere la propria vita e quindi si sottomette.

Nel momento in cui il padrone si afferma, costringe il servo a entrare il contatto diretto con la realtà materiale diretta (cioè lo costringe a lavorare la terra/in fabbrica).

Ruoli ribaltati

A questo punto il padrone aristocratico farà un gravissimo errore, cioè quello di lasciare le chiavi al servo del rapporto con la realtà, e i ruoli si ribalteranno perché ora il servo ha un potere che il padrone non ha più, cioè quello del rapporto diretto con la realtà. Il padrone vive un rapporto con la realtà mediato esclusivamente dal servo, ed essendo il servo ad avere questo di più, egli è destinato a prevalere: ecco come si ribalta la dialettica.

Stoicismo e scetticismo

Tuttavia il servo non è ancora coscienze di tutto ciò, egli non sa che sta trasformando il mondo a propria immagine.

A questo punto Hegel cerca di trovare un momento nella storia in cui egli ne è stato consapevole, e questo porta Hegel allo stoicismo. Lo stoico sente la propria realtà come una realtà onnipotente, è un tipo di filosofo che ritiene che la coscienza sia una realtà essenziale. Lo stoico dice “il mondo fuori di me non mi interessa perchè io ho la mia fortezza interiore” e quindi questa è una situazione astratta.

A questo primo momento seguirà quello dello scetticismo, lo scettico nega ogni verità, ma così facendo nega anche quella che sostiene..quindi non esiste neanche la coscienza scettica.

Hegel a questo punto arriva in un altra fase che chiama “della coscienza infelice”, la quale oscilla tra due poli: l’assoluta onnipotenza, e l’assoluta miseria e si arriva alla ragione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'obiettivo principale della "Fenomenologia dello spirito" di Hegel?
  2. L'obiettivo principale è riformulare il concetto di assoluto e mostrare il percorso storico della coscienza per arrivare a questa nuova concezione (come descritto nel testo).

  3. Come Hegel definisce l'assoluto e la sua relazione con la storia?
  4. Hegel definisce l'assoluto come un'entità dinamica che si modella nel contesto storico, non statica o astratta, ma concreta e in continua evoluzione (come evidenziato nel testo).

  5. Quali sono le fasi della dialettica secondo Hegel?
  6. Le fasi della dialettica sono tesi, antitesi e sintesi, dove ogni fase è essenziale per il processo di sviluppo dell'assoluto (come spiegato nel testo).

  7. Cosa implica la lotta per il riconoscimento tra autocoscienze?
  8. La lotta per il riconoscimento implica un confronto tra autocoscienze, dove una cerca di affermare il proprio potere sull'altra, portando alla differenziazione tra servo e padrone (come descritto nel testo).

  9. Qual è il significato della dialettica servo-padrone nella filosofia di Hegel?
  10. La dialettica servo-padrone illustra come il potere si ribalti quando il servo, attraverso il lavoro e il contatto diretto con la realtà, acquisisce un potere che il padrone non ha più, evidenziando la complessità delle relazioni di potere (come indicato nel testo).

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