Concetti Chiave
- Il primo momento della "Fenomenologia dello spirito" è la Coscienza, dove si riconosce la contrapposizione tra soggetto e oggetto nel processo di conoscenza.
- Nella certezza sensibile, il particolare appare come verità assoluta ma rivela contraddizioni, poiché la coscienza è già consapevole di un universale.
- La percezione evidenzia una contraddizione tra l'unicità di un oggetto e le sue molteplici qualità, unite dalla coscienza che conferisce unità.
- Nell'intelletto, l'oggetto è percepito come fenomeno, e la coscienza diventa consapevole di essere la legge dei fenomeni spazio-temporali.
- La coscienza, attraverso questi stadi, evolve verso l'Autocoscienza, aumentano la consapevolezza di sé e del suo ruolo nel processo conoscitivo.
Il primo momento della "Fenomenologia dello spirito" è la Coscienza. In questo momento predomina l'attenzione per l'oggetto; dunque la coscienza si rivolge al mondo. La coscienza, intesa in senso gnoseologico, vive la contrapposizione con il mondo, cioè riconosce che il mondo sia qualcosa che è altro da sé. La conoscenza che la coscienza ha del mondo è contraddistinta da un'opposizione tra il soggetto (cioè la coscienza) e l'oggetto (il mondo). Questa prima tappa percorsa dallo spirito è composta da tre figure: la certezza sensibile, la percezione e l'intelletto.
Certezza sensibile e contraddizioni
Nella prima figura, ossia la certezza sensibile, "il particolare", cioè la sensazione (ad esempio: questo freddo in questo momento in questo luogo), appare come verità, come una certezza assoluta. Ma ben presto il particolare appare contraddittorio, perché nella certezza sensibile, ciò di cui si è sicuri è un "questo" (cioè un concetto) a cui è indifferente la particolarità della cosa. Per questo motivo la coscienza è già sicura di conoscere un universale. Perciò si ha questa contraddizione tra astrazione e concretezza, tra universalità e particolarità. Ma, secondo Hegel, nella certezza sensibile, vi è il massimo dell'astrazione, dell'universalità e dell'indeterminatezza; non vi è dunque nessuna concretezza, anche se la coscienza crede di averla raggiunta. Quindi tutto ciò che si presenta ora alla sensazione è un universale, un concetto frutto della mente, e questo concetto è la certezza che "questo" esiste (anche Hegel, come Fichte, tenta di eliminare la realtà esterna).
Percezione e unità dell'oggetto?
Nella seconda figura, ovvero la percezione, vi è ancora una volta una contraddizione; questa volta tra l'unicità di una cosa e la molteplicità delle qualità che contraddistinguono tale cosa. Ma tutte queste qualità sono comunque tenute unite dal soggetto, ossia dalla coscienza, la quale prende consapevolezza del fatto che è proprio essa a dare unità all'oggetto.
Intelletto e gnoseologia di Kant
Nella terza figura, l'intelletto, si arriva alla gnoseologia di Kant: l'oggetto non è pensato né come una sensazione come nella prima figura, né come una cosa come nella seconda figura. Esso ora appare un fenomeno, il quale non è una realtà indipendente dallo spirito umano, ma è una forza che agisce sulla base della legge dell'intelletto (cioè la legge del soggetto). Ma l'intelletto è solo ordinatore del mondo, non creatore, dunque non si è ancora arrivati all'idealismo che afferma l'identità di soggetto e oggetto. Tuttavia, la coscienza ha scoperto qualcos'altro di sé: ora, infatti, essa è consapevole di essere la legge dei fenomeni spazio-temporali; la coscienza, che ha acquisito sempre più consapevolezza di sé, è pertanto diventata Autocoscienza.
Domande da interrogazione
- Qual è il primo momento della "Fenomenologia dello spirito" e quali sono le sue caratteristiche principali?
- Cosa si intende per certezza sensibile e quali contraddizioni emergono in essa?
- Come si manifesta la percezione nella seconda figura e quale ruolo gioca la coscienza?
- Qual è il significato dell'intelletto nella terza figura e come si collega alla gnoseologia di Kant?
Il primo momento è la Coscienza, in cui la coscienza si rivolge al mondo e riconosce l'opposizione tra soggetto e oggetto. Questo momento è composto da tre figure: certezza sensibile, percezione e intelletto.
La certezza sensibile è la prima figura in cui il particolare appare come verità assoluta, ma si rivela contraddittoria poiché la coscienza è già sicura di conoscere un universale, evidenziando una tensione tra astrazione e concretezza.
Nella percezione, emerge una contraddizione tra l'unicità di un oggetto e la molteplicità delle sue qualità. La coscienza unisce queste qualità, rendendosi conto di essere essa stessa a dare unità all'oggetto.
Nell'intelletto, l'oggetto è visto come fenomeno, non come sensazione o cosa. Esso è influenzato dalla legge dell'intelletto, e la coscienza diventa consapevole di essere la legge dei fenomeni, evolvendo verso l'Autocoscienza.