Concetti Chiave
- Il sonetto è un componimento poetico classico italiano, composto da quattordici endecasillabi suddivisi in due quartine e due terzine, con schemi di rime variabili.
- La canzone, considerata il più illustre dei componimenti poetici italiani, presenta una struttura complessa di stanze formate da versi endecasillabi e settenari, con influenze dalla tradizione di Petrarca.
- La ballata è un componimento poetico destinato al canto e alla danza, la cui struttura è stata modificata nel tempo, portando a diverse varianti stilistiche.
- La canzonetta, di origine popolare, è caratterizzata da versi brevi e un ritornello ripetuto, con influenze del poeta Gabriello Chiabrera nel '500.
- Le figure retoriche di significato, come metonimia e metafora, sono fondamentali nella poesia poiché permettono il trasferimento di significato e arricchiscono il testo poetico.
1. Leggere attentamente
2. Genere poesia:
• SONETTO: è uno dei componimenti poetici più antichi e più duraturi della tradizione lirica italiana. Esso è costituito da quattordici endecasillabi divisi in due quartine e due terzine. Nelle quartine le rime possono essere incrociate o alternate. Nelle terzine il più antico schema di rime è quello alternato.
• LA CANZONE: è considerato il più illustre componimento delle tradizione poetica italiana. Il suo uso risale a Francesco Petrarca ( 14 secolo). Essa è composta da strofe dette stanze costituite da 13 versi endecasillabi e settenari ed è chiusa da un’ultima strofa generalmente più breve detta commiato o congedo. Ogni strofa è formata da 3 parti: 1) fronte, è costituita da 6 versi e divisa a sua volta in primo e secondo piede. 2) chiave, è costituita da un solo verso che collega la fronte alla terza parte. 3) sirima è formata anch’essa da 6 versi e divisa in prima e seconda volta. Nell’Ottocento Giacomo Leopardi modificò la struttura della canzone variando il numero e la lunghezza delle strofe, la successione di endecasillabi e settenari e lo schema delle strofe, nacque così la canzone libera.
• LA BALLATA: o canzone per ballo è un componimento poetico originale destinato al canto e alla danza. Le suo origini risalgono al duecento ma, nel corso dei secoli, la sua struttura è stata ripetutamente modificata, tanto da creare forme che si differenziano per il numero delle strofe e l’estenzione delle riprese.
• LA CANZONETTA: è un antico componimento di origine popolare nato per essere cantato. È formato da due strofe e versi brevi e caratterizzate da un ritornello ripetuto alla fine di ogni strofa. Essa nacque nella fine del ‘500 a opera del poeta Gabriello Chiabrera. Egli da origine successivamente alla canzonetta melica che veniva cantata e seguita da un accompagnamento musicale. Essa è composta da strofe brevi di versi per lo più settenari e ottonari.
3.
Qual è la struttura e quali sono i tipi di strofe?
Argomenti fondanti o struttura
• strofe: la strofa è un insieme di versi legai fra loro da ragioni metriche e spesso anche di contenuto. Esse si distinguono e vengono denominate in base al numero di versi che lo costituisce. I tipi più diffusi sono:
DISTICO: strofa formata da due versi, spesso endecasillabi e per lo più in rima baciata.
TERZINA: strofa formata da tre versi, generalmente endecasillabi.
QUARTINA: strofa formata da quattro versi.
SESTINA: strofa formata da sei versi, variamente rimati.
OTTAVA: strofa formata da otto versi, i primi sei hanno delle rime alternate e gli ultimi due delle rime baciate.
STROF A LIBERA:
Versi e rime nella poesia
• Versi: le righe che costituiscono un testo poetico sono unità particolari, che vanno a capo secondo la lunghezza scelta dal poeta, una lunghezza, comunque, che non coincide con le righe di scrittura che siamo abituati a trovare nel discorso in prosa. Esse sono dette versi. I versi si distinguono in base al numero di sillabe di cui sono composti. Il verso endecasillabo è il più famoso della tradizione metrica occidentale. All’interno del verso possiamo trovare parole tronche ( con l’accento sul’ultima sillaba, lascia dietro di se un suono non pronunciato, una specie di vibrazione che si prolunga nel tempo) e parole sdrucciole ( con accenti nella terzultima sillaba come àmano, àncora).
VERSO PIANO: se la parola finale del verso è piana ( accento che cade nella penultima sillaba) il conteggio delle strofe è regolare.
VERSO TRONCO: se la parola finale del verso è tronca si conta una sillaba in più.
VERSO SDRUCCIOLO: se la parola finale del verso è sdrucciola si conta una sillaba in meno.
tipo di verso Numero di sillabe Sillabe su cui cadono gli accenti ritmici
Bisillabo 2 1 sillaba
Ternario 3 2 sillaba
Quaternario 4 1 e 3 sillaba
Quinario 5 se piano
6 se sdrucciolo
7 se tronco 1 e 4 sillaba
senario 6 se piano
7 se sdrucciolo
5 se tronco 2 e 5 sillaba
Settenario 7 se piano
8 se sdrucciolo
6 se tronco Una delle prime 4 , e la 6 sillaba
Ottonario 8 se piano
9 se sdrucciolo
7 se tronco 1,4,7 sillaba
3 e 7 sillaba
Novenario 9 se piano
10 se sdrucciolo
8 se tronco 2,5,8 sillaba
decasillabo 10 se piano
11 se sdrucciolo
9 se tronco 3,6,9 sillaba
endecasillabo 11 se piano
12 se sdrucciolo
10 se tronco 6 e 10 sillaba
4,8, 10 sillaba
4,7, 10 sillaba
Accenti liberi purché sia accentata la decima
• rime: è una degli elementi nell’organizzazione del testo poetico è certamente la rima. Essa si produce quando due parole presentano identità di suoni a partire dalla vocale accentata . la rima ha varie funzioni: 1) sottolinea la pausa alla fine di ogni verso 2) stabilisce relazioni non solo di suono, ma anche di significato, tra le parole che fanno rima tra loro 3) costituisce a scandire il ritmo del desto poetico. Esse si suddividono in :
RIMA BACIATA: AA
RIMA ALTERNATA: ABAB
RIMA INCATENATA: ABA BCB CDC , ecc
RIMA INCROCIATA: ABBA
RIMA IPERMETRA: si ha quando una parola pian fa rima con una parola sdrucciola
RIMA EQUIVOCA: che si ha tra due parole uguali dal punto di vista fonico ma che hanno diverso significato
Versi sciolti quando non sono presenti le rime
4.
Figure retoriche di significato
Figure retoriche
• Figure di significato: sono basate sul trasferimento di significato da un’espressione un’altra.
METONIMIA: sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo u rapporto di contiguità logica. ( il concreto per l’astratto, l’effetto per la causa)
SINEDDOCHE: sostituzione di un termine con un altro che ha come il primo un rapporto di quantità. ( la parte per il tutto. Il genere per la specie )
METAFORA: sostituzione di una parola con un’altra che ha una qualche somiglianza col senso letterale della parola sostituita. Le parole per poter essere sostituite devono appartenere allo stesso campo semantico. ( capelli biondi > capelli d’oro )
SINESTESIA: tipo di metafora che consiste nel trasferimento di ua parola si significato dall’uno all’altro campo semantico ( urlo caldo > urlo nero della madre )
PERIFRASI: sostituzione di un solo termine con un giro di parole, o definizione, o parafrasi.
EUFEMISMO: perifrasi usata per attenuare un’espressione troppo cruda, dolorosa o volgare. ( è morto > è passato a miglior vita).
ANTONOMASIA: l’uso di un nome comune, un epiteto o una perifrasi a posto di un nome proprio per esprimere una qualità caratterizzante. ( Achille > pelide )
LITOTE: negazione del contrario per affermare un concetto in forma attenua. ( Einstein = un genio )
IPERBOLE: è l’esagerazione per eccesso o per difetto ( è un secolo che non ci vediamo )
Figure retoriche di parola
• Figure di parola: riguardano l’espressione linguistica
ASINDETO: l’assenza di coniugazioni coordinanti ( vieni, vidi, vinci )
POLISINDETO: ripetizione insistita della coniugazione coordinante.
EPANALESSI: raddoppiamento di un’espressioe, ripetuta all’inizio, o al centro, o alla fine di un segmento testuale. ( vola colomba, vola … )
CLIMAX (GRADAZIONE): espressione di un idea con più parole aventi un valore gradatamente più intensivo o viceversa. ( è un rozzo, una scheggia, un fulmine! )
ANAFORA: ripetizione di una o più parole aall’inizio di enunciati o di loro segmenti, successivi ( sentivo …. , sentivo … , sentivo … )
ALLITTERAZIONE: ripetizione della stessa consonante o della stessa sillaba all’inizi di parole continue. ( ti sien come il fruscio che fan le foglie)
ONOMATOPEA: si ha quando una parola imita o suggerisce il suono dell’oggetto o dell’azione che significa
PARONOMASIA: accostamento di parole di suoni affini, ma differenti nel significato.
POLIPTOTO: ripetizione della stessa parola con un mutamento di flessione o di funzione sintattica(
FIGURA ETIMOLOGICA: accostamento di parole aventi la stessa radice
ENDIADI: espressione di un solo uso contreto mediante due termini coordinanti ( questa selva selvaggia è aspra e forte )
ELLISSI: soppressioni di uno o più elementi che la costruzione grammaticale esige regge:
ZEUGMA: ellissi che comporta il collegamento di due o più sostantivi a un aggettivo o a un verbo che logicamente si può riferire a uno solo di essi ( parlar e lacrimar vedrai insieme )
ANASTROFE: inversione del normale ordine sintattico degli elementi di una frase.
IPERBATO: interposizione di un segmento di enunciato tra i due costituenti di un sintagma.
OMOTELEUTO: ripetizione di sillabe omofone alla fine di più parole della stessa frase. La rima è un caso di omoteleuto.
PLEONASMO: aggiunta a un’espressione di parole non necessarie dal punto di vista sintattico
ANACOLUTO: “ rottura” della regolarità sintattica di una frase.
Figure di pensiero e metriche
• figure di pensiero: riguardano le idee.
ANTITESI: accostamento di due termini o espressioni di u senso opposto o contrastante.
OSSIMORO: unione paradossale di due termini antitetici ( la morte che vive, tacito tumulto )
CHIASMO: incrocio di membri corrispondenti, dove due o più termini collocati in un successione seguono in uno dei membri l’ordine inverso e quello dell’altro
SIMILITUDINE: confronto tra due elementi in base a cameristiche comuni. La similitudine è resa esplicita da un termine di paragone: come, tale, simile, tanto, ecc
PRETERIZIONE. Dichiarazione che si tralascerà di parlare di un certo argomento che intanto viene nominato; in altre parole si finge di voler omettere ciò che in realtà si dice ( non starò a raccontare le peregrinazioni di Ulisse )
HYSTEREON POTERON : consiste nel dire per prima la cosa che è accaduta per ultima . ( usciamo, muoviti )
DOMANDA RETORICA: domanda che anziché richiedere un’ informazione, attende come solo risposta una conferma. ( il leone non è forse il re della foresta ? )
ALLEGORIA: attribuzione di un significato simbolico, diverso da quello letterale, al discorso. Come la metafora essa si basa su un paragone non espresso; secondo la retorica antica, anzi, l’allegoria risulta da “ una serie ininterrotta di metafore” ed è perciò “ una metafora prolungata. La commedia di dante è tutta una lunga allegoria. Le allegorie sono per lo più le parabole e le favole.
• Figure metriche
SINALEFE O ELISIONE: quando una parola termina con una vocale atona e la parola seguente inizia per vocale, tra le due vocali avviene una fusione, per cui vengono pronunciate in un solo tempo, e quindi contiamo una sola sillaba.
DIALEFE O IATO: è il contrario della sinalefe; non avviene la fusione tra la vocale finale di una parola e la vocale iniziale di una parola seguente perché in genere una delle due è tonica)
SINERESI: si ha quando due vocali continue in una parola, formano uno iato ( devono essere pronunciate separatamente, si contraggono in una sola sillaba
DIERESI: è il contrario della dieresi; due vocali che normalmente costituiscono un dittongo ( pronunciate con una sola emissione di voce) si sdoppiano; in questo caso la sillaba viene contata come due sillabe, in genere in dieresi viene segnalata con due puntini sulla prima vocale
5. Definizione delle figure retoriche incontrate
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura del sonetto nella tradizione poetica italiana?
- Qual è la struttura del sonetto nella tradizione poetica italiana?
- Come si distingue la canzone nella poesia italiana?
- Come si distingue la canzone nella tradizione poetica italiana?
- Quali sono le caratteristiche principali della ballata?
- Quali sono le caratteristiche principali della ballata?
- Cosa definisce una canzonetta e quali sono le sue origini?
- Cosa contraddistingue la canzonetta rispetto ad altri componimenti poetici?
- Quali sono le principali figure retoriche di significato e come si differenziano?
- Qual è la funzione delle rime nella poesia?
Il sonetto è composto da quattordici endecasillabi divisi in due quartine e due terzine, con rime incrociate o alternate nelle quartine e uno schema alternato nelle terzine.
Il sonetto è composto da quattordici endecasillabi divisi in due quartine e due terzine, con rime incrociate o alternate nelle quartine e uno schema alternato nelle terzine.
La canzone, considerata il più illustre componimento poetico italiano, è formata da strofe di 13 versi endecasillabi e settenari, con una struttura che include una fronte, una chiave e una sirima, e può variare nella sua forma, come dimostrato da Giacomo Leopardi.
La canzone, considerata il più illustre componimento poetico, è formata da strofe di 13 versi endecasillabi e settenari, chiusa da un commiato, e presenta una struttura complessa con fronte, chiave e sirima.
La ballata è un componimento poetico originale destinato al canto e alla danza, le cui origini risalgono al Duecento, e la cui struttura è stata modificata nel tempo, creando forme diverse per numero di strofe e riprese.
La ballata è un componimento poetico originale destinato al canto e alla danza, con origini nel Duecento e una struttura che è stata modificata nel tempo, variando per numero di strofe e riprese.
La canzonetta è un antico componimento di origine popolare, nato per essere cantato, composto da due strofe brevi con un ritornello, e sviluppato da Gabriello Chiabrera alla fine del '500.
La canzonetta è un antico componimento di origine popolare, composto da due strofe brevi con versi settenari e ottonari, caratterizzato da un ritornello ripetuto alla fine di ogni strofa.
Le figure retoriche di significato, come la metonimia, la sineddoche e la metafora, si basano sul trasferimento di significato tra espressioni, mentre le figure di parola riguardano l'espressione linguistica e includono tecniche come l'anafora e l'iperbole.
Le rime, che possono essere baciate, alternate, incatenate o incrociate, svolgono funzioni importanti come sottolineare la pausa alla fine di ogni verso, stabilire relazioni di suono e significato tra le parole e scandire il ritmo del testo poetico.