Concetti Chiave

  • Il sacco di Roma del 1527 avviene nel contesto della guerra tra Francesco I di Francia e Carlo V, con gli Stati italiani che formano la Lega di Cognac per opporsi all'invasione.
  • Guicciardini, scrittore e consigliere del Papa, critica gli eventi del sacco di Roma, evidenziando l'imprevedibilità e gli errori umani che hanno portato al fallimento della Lega di Cognac.
  • La narrazione del sacco mette in luce le barbarie degli invasori e la meschinità dei romani, costretti a compromessi pur di salvare i propri beni e privilegi.
  • Guicciardini discute la preferenza per le milizie mercenarie rispetto agli eserciti nazionali, ritenendo che i militari professionisti siano più efficaci rispetto a forze improvvisate.
  • Le riflessioni di Guicciardini riguardo al male e alla virtù mettono in evidenza la sua perplessità sul trionfo della violenza, sottolineando l'incomprensibilità dei disegni divini che permettono tali ingiustizie.

Indice

  1. Che cos'è il Sacco di Roma e la Lega di Cognac?
  2. Le Critiche a Guicciardini
  3. Barbarie e Meschinità
  4. Considerazioni di Guicciardini
  5. Riflessioni sul Male e la Virtù

Che cos'è il Sacco di Roma e la Lega di Cognac?

L’episodio del sacco di Roma risalente al 1527 si colloca all’interno della guerra fra Francesco I, re di Francia, e Carlo V imperatore del Sacro Romano impero. Le mire espansionistiche di quest’ultimo costituiscono un grave pericolo per gli Stati italiani che per questo aderiscono ad un’alleanza con Francesco I, chiamata Lega di Cognac. Gli Stati italiani come sempre animati da discordie interne e sospettosi uno dell’altro non riescono ad opporsi all’invasore, per cui un folto gruppo di mercenari tedeschi a servizio degli Asburgo, pare in modo autonomo, approfittando anche dell’indecisione del papa, Clemente VII, piomba su Roma e la saccheggia Nella coscienza popolare il fatto ebbe una risonanza molto vasta. Da sottolineare che Guicciardini aveva contribuito alla realizzazione della Lega e in quegli anni ricopriva il ruolo di consigliere del Papa, senza essere ascoltato in tale occasione.

Le Critiche a Guicciardini

Importante è anche sottolineare che lo scrittore narra il sacco di Roma, a cui dedica parecchie pagine, dieci anni circa dopo che la città fu messa a ferro e a fuoco. Fra l’altro l’esito della Lega di Cognac aveva suscitato molte critiche nei confronti dello scrittore che, trattando di quegli eventi poco dopo, ne mette in luce i vari aspetti, l’imprevedibilità del caso e gli errori umani. Sembra quasi che egli si voglia giustificare.

Barbarie e Meschinità

Lo storico mette in luce le barbarie dei vincitori e la meschinità dei vinti. Il panorama che ne viene fuori è desolante: gli invasori sono spinti dal desiderio di denaro e dal fanatismo religioso, gli impotenti abitanti di Roma sono pronti a qualsiasi patteggiamento e qualsiasi cosa pur di veder salvi i loro palazzi. Fra questi, in particolar modo si distinguono i cardinali e i grandi aristocratici, citati puntualmente: il cardinale Colonna, la marchesa di Mantova, Isabella d’Este, il figlio don Ferrando, il cardinale di Siena. Ricorda che a Roma molti sono favorevoli alla parte imperiale, ossia alla fazione che faceva capo alla potente famiglia dei Colonna, alleata all’imperatore; tutti questi avevano già previsto la vittoria dell’imperatore o comunque non la temevano, sperando che non ne avrebbero ricevuto alcun danno perché gli imperiali avrebbero rispettato la fazione a loro favorevole. Ad rendere la situazione ancor più vergognosa, si aggiunge il fatto che molti prelati catturati dai soldati tedeschi, resi particolarmente insolenti dal loro odio per la Chiesa cattolica (nutrito dalla contemporaneo polemica protestante), venivano portati in giro per la citta per essere derisi, torturati o uccisi. Vengono esclusi dal saccheggio alcuni palazzi nei quali si sono rifugiati grossi mercanti che pagano ingenti somme per ottenere di essere risparmiati insieme ai loro beni. Questo, però, serve a poco: chi si è accordato con gli spagnoli (alleati degli Asburgo) viene saccheggiato dai tedeschi o deve accordarsi di nuovo e quindi pagare una seconda volta. Tutta la scena è dominata da argomento e tristezza e lo scrittore, nell’annotare gli avvenimenti in modo assai dettagliato, constata la decadenza politica e morale del popolo della Roma del Cinquecento.

Considerazioni di Guicciardini

Poiché egli parla di un fatto recente nel quale è stato coinvolto, Guicciardini inserisce nella narrazione delle considerazioni personali di vario tipo.

Fra le più significative è quella se fosse preferibile ricorrere ad un esercito nazionale o a milizie mercenarie. Si trattava di un dibattito molto diffusa fra i suoi contemporanei di cui si era occupato anche Machiavelli. Anche in questo, la posizione fra i due scrittori è improntata alla polemica. Alla luce della sua esperienza, Guicciardini opta per le truppe mercenarie: è molto diverso il valore degli eserciti composti da militari professionisti, rispetto ad eserciti da poco costituiti, composti da personale messo insieme alla meglio o rispetto ad una moltitudine popolare che ha preso le armi.

Riflessioni sul Male e la Virtù

Un’altra riflessione concerne la perplessità di fronte al trionfo del male e alla violenza che calpesta gli innocenti e gli indifesi. Di fronte a tutto quanto era successo a Roma, Guicciardini conclude che i disegni di Dio che permettono tanta offesa alla virtù sono incomprensibili e per noi misteriosi e noi non dobbiamo far altro che accettarli. Un simile concetto ci può sorprendere, tuttavia si tratta di un’affermazione che ricorre anche in altre parti dell’opera.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico del Sacco di Roma del 1527?
  2. Il Sacco di Roma si inserisce nella guerra tra Francesco I di Francia e Carlo V del Sacro Romano Impero, con gli Stati italiani che, divisi e sospettosi, non riescono a opporsi all'invasione, portando a un saccheggio della città da parte di mercenari tedeschi (testo).

  3. Quali critiche ha ricevuto Guicciardini riguardo alla Lega di Cognac?
  4. Guicciardini ha affrontato le critiche per l'esito della Lega di Cognac, evidenziando l'imprevedibilità degli eventi e gli errori umani, quasi giustificandosi per il suo ruolo di consigliere del Papa (testo).

  5. Come descrive Guicciardini la condizione di Roma durante il sacco?
  6. Guicciardini mette in luce le barbarie degli invasori e la meschinità dei vinti, evidenziando la disperazione degli abitanti e il comportamento vergognoso di alcuni aristocratici che cercavano di salvare i propri beni (testo).

  7. Qual è la posizione di Guicciardini riguardo all'uso di eserciti mercenari?
  8. Guicciardini, basandosi sulla sua esperienza, preferisce l'uso di truppe mercenarie rispetto a eserciti nazionali, ritenendo che i militari professionisti siano più efficaci rispetto a forze improvvisate (testo).

  9. Quali riflessioni fa Guicciardini sul male e la virtù?
  10. Guicciardini esprime perplessità di fronte al trionfo del male e alla violenza sugli innocenti, concludendo che i disegni divini che permettono tali ingiustizie sono incomprensibili e devono essere accettati (testo).

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