Concetti Chiave
- Dardano, figlio di Zeus, è considerato il fondatore della città di Troia, dando origine alla stirpe troiana.
- Poseidone e Apollo costruirono le mura di Troia per proteggerla, ma Laomedonte si rifiutò di pagare il salario concordato.
- Per vendicarsi del rifiuto di Laomedonte, Poseidone inondò la campagna e scatenò un mostro marino che minacciò la città.
- Eracle intervenne, liberò Esione e uccise il mostro, ma Laomedonte tentò di ingannarlo non pagando la promessa di ricompensa.
- Eracle, dopo aver radunato un esercito, conquistò Troia, uccise Laomedonte e lasciò Priamo come nuovo re della città.
Fondazione e Mura di Troia
La leggenda narra che il fondatore della città di Troia sia stato Dardano, figlio di Zeus e di Elettra e capostipite della stirpe dei Troiani.
Ad ottenere il ruolo di "capo" o di re furono anche Troo, Ilo, Laomedonte e Priamo.
Furono gli dei Poseidone e Apollo a fornire la città di grandi mura e fortificazioni attorno al perimetro abitato, cosicché potesse divenire inespugnabile. Lo fecero per Laomedonte, figlio di Ilo e suo successore al trono. Eseguito quanto pattuito, al termine dei lavori Laomedonte si rifiutò però di pagare il salario concordato: Poseidone allora, per vendicarsi, inondò la campagna, distruggendone i raccolti, e scatenò un mostro marino che divorò gli abitanti. L'ira del dio, secondo l'oracolo che venne consultato, si sarebbe placata solo se Laomedonte avesse fornito come sacrificio umano al mostro la propria figlia Esione.
Il Sacrificio di Esione
La vergine doveva essere divorata dal mostro e venne quindi incatenata a una roccia prospiciente la costa: ma giunse proprio allora al palazzo reale Eracle, che chiese al re cosa stesse succedendo. Questi gli spiegò la situazione e l'eroe si offrì di uccidere il mostro, ricevendo la promessa di ottenere in cambio i due velocissimi cavalli divini, che Troo aveva ricevuto a suo tempo in regalo dallo stesso Zeus a titolo di risarcimento per il rapimento del figlio Ganimede.
L'Inganno di Laomedonte
Eracle, giunto alla spiaggia, ruppe le catene che tenevano avvinta l'inerme fanciulla e la riconsegnò sana e salva tra le braccia del padre; poi si apprestò ad affrontare la terrifica creatura. Sostenuto dalla Dea Atena riuscì dopo tre giorni di accesa battaglia ad aver la meglio sul mostro, uccidendolo. A questo punto, liberata la città e tutta la campagna circostante dall'essere sovrumano, si recò a reclamare la ricompensa: ma anche questa volta Laomedonte si rifiutò di saldare il debito contratto e cercò anzi di ingannare l'eroe facendo sostituire i cavalli divini con degli animali ordinari.
La Vendetta di Eracle
In alcune versioni del mito questo episodio si situa all'interno della spedizione degli argonauti: Eracle se ne andò irato e si imbarcò alla volta della Grecia, minacciando però ritorsioni e promettendo che sarebbe ritornato. Alcuni anni dopo, l'eroe, dopo aver reclutato a Tirinto un esercito di volontari, tra cui vi erano Iolao, Telamone, Peleo e Oicle, guidò una spedizione punitiva composta da 18 navi. Dopo un aspro assedio, le mura furono violate ed Eracle conquistò Troia, facendo prigionieri gli abitanti e uccidendo il fedifrago Laomedonte con tutti i suoi figli, ad eccezione del giovane Podarce, l'unico tra i figli maschi di Laomedonte ad essersi a suo tempo opposto al padre, consigliandogli di rispettare i patti e consegnando le cavalle ad Eracle.
La Conquista di Troia
Eracle risparmiò anche la bella Esione, che diede in sposa al suo caro amico Telamone. Ella chiese che il fratello Podarce venisse fatto liberare dallo stato di schiavitù in cui era stato costretto assieme agli altri superstiti: da quel momento egli si volle chiamare Priamo (il salvato), perché fu liberato dalla schiavitù.
Infine, dopo aver devastato tutta la campagna circostante, Eracle, finalmente pago di vendetta, se ne andò assieme a Glaucia, figlia del dio fluviale Scamandro, lasciando come effettivo re di Troia Priamo, in virtù del suo senso di giustizia.
Domande da interrogazione
- Chi è considerato il fondatore della città di Troia?
- Chi è considerato il fondatore della città di Troia?
- Quali furono le conseguenze del rifiuto di Laomedonte di pagare Poseidone e Apollo?
- Quali furono le conseguenze del rifiuto di Laomedonte di pagare Poseidone e Apollo?
- Come intervenne Eracle nella vicenda di Esione?
- Come intervenne Eracle nella vicenda di Esione?
- Quale fu la reazione di Eracle dopo il tradimento di Laomedonte?
- Quale fu la reazione di Eracle dopo il secondo inganno di Laomedonte?
- Che destino ebbe Podarce, il figlio di Laomedonte, dopo la conquista di Troia?
- Che ruolo ebbe Priamo nella storia di Troia?
Il fondatore di Troia è Dardano, figlio di Zeus e di Elettra, capostipite della stirpe dei Troiani.
Il fondatore di Troia è Dardano, figlio di Zeus e di Elettra, capostipite della stirpe dei Troiani.
Laomedonte, rifiutando di pagare per le mura costruite dagli dei, scatenò l'ira di Poseidone, che inondò la campagna e liberò un mostro marino che devastò la città.
Laomedonte, rifiutando di pagare per le mura costruite dagli dei, scatenò l'ira di Poseidone, che inondò la campagna e liberò un mostro marino che devastò la città.
Eracle, giunto a Troia, liberò Esione, incatenata a una roccia, e uccise il mostro marino, ma Laomedonte si rifiutò di ricompensarlo come promesso.
Eracle, giunto al palazzo reale, si offrì di uccidere il mostro marino e, dopo aver liberato Esione, la riconsegnò al padre Laomedonte.
Eracle, infuriato per il tradimento, tornò in Grecia per radunare un esercito e, anni dopo, guidò una spedizione punitiva contro Troia, conquistandola e uccidendo Laomedonte.
Dopo che Laomedonte tentò di ingannarlo nuovamente, Eracle minacciò vendetta e, anni dopo, guidò una spedizione punitiva contro Troia, conquistandola e uccidendo Laomedonte.
Podarce, che si era opposto al padre, fu risparmiato da Eracle e liberato dalla schiavitù, assumendo il nome di Priamo, "il salvato", e divenendo re di Troia.
Priamo, figlio di Laomedonte, fu risparmiato da Eracle e divenne re di Troia, grazie al suo senso di giustizia e alla sua opposizione al comportamento ingannevole del padre.