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Concetti Chiave

  • Nel 1936, l'Italia avviò una spedizione in Etiopia per espandere i propri domini, un obiettivo sostenuto anche da interessi economici legati all'industria siderurgica.
  • Le truppe etiopi, nonostante l'inferiorità numerica, resistettero grazie alla conoscenza del territorio, costringendo l'Italia a utilizzare metodi violenti che portarono all'espulsione dalla Società delle Nazioni.
  • Mussolini tentò di riparare le relazioni internazionali dopo l'espulsione promuovendo l'autarchia e intensificando gli scambi commerciali con la Germania, ma ciò aggravò la situazione economica interna.
  • Nel 1938, l'alleanza con la Germania si intensificò con il Patto d'Acciaio, portando l'Italia a collaborare con il regime nazista e a contribuire alla deportazione degli ebrei.
  • Le leggi razziali del 1938 privarono gli ebrei dei diritti civili e portarono a violente persecuzioni e deportazioni, senza suscitare una significativa reazione da parte della società italiana.

Qual è la spedizione in Etiopia?

Nel 1936 viene organizzata dal duce una spedizione in Etiopia, che come obbiettivo aveva l’espansione dei domini italiani. Infatti Somalia ed Eritrea, colonie italiane, confinavano con l’Etiopia e la sua conquista, dopo la sconfitta di Crispi ad Adua, avrebbe favorito un’espansione dei confini italiani, così il duce sarebbe stato più vicino alla realizzazione del suo obbiettivo: ricreare l’impero.

A questo progetto si uniscono anche concreti interessi del paese, infatti l’industria siderurgica italiana ci avrebbe guadagnato.

Inglesi e francesi danno il via libera all’Italia per la conquista dell’Etiopia, ma il Patto di Locarno del 1925 prevedeva un periodo di pace e stabilità che non fu rispettato dall’Italia.

Conseguenze della conquista

le truppe etiopi guidate dall’imperatore Nebus riuscirono a resistere all’esercito italiano, perché anche se in inferiorità, avevano il vantaggio di conoscere i territori e l’esercito italiano era molto arretrato (i soldati usavano ancora i fucili della Prima Guerra Mondiale).

Allora l’Italia decise di reagire in maniera violenta, procedendo a una feroce conquista dei territori con l’utilizzo di gas nocivi, di bombe con l’aviazione e di carrarmati; quest’atteggiamento portò l’Italia ad essere condannata ed espulsa dalla Società delle Nazioni.

Politica economica e relazioni internazionali

Mussolini cercò di rimediare all’espulsione dalla Società delle Nazioni sostanzialmente in due modi:

1. aumentando le attività commerciali con la Germania;

2. con l’autarchia ovvero l’autosufficienza economica: l’Italia doveva produrre tutto il necessario all’interno del paese.

L’autosufficienza economica e la “lira a quota novanta” portarono un netto peggioramento delle relazioni internazionali (tranne che con la Germania la quale aveva appoggiato l’autarchia italiana), un danneggiamento dei consumatori che pagavano un prezzo più alto per merci più scadenti e un aumento del contrabbando.

La situazione dell’esercito italiano dopo la sconfitta in Etiopia portò Mussolini tra il 1936 e il 1939 a promuovere una campagna per il potenziamento dell’esercito , anche perché le truppe italiane, come sostenuto dal generale Caballero , non erano pronte ad affrontare una guerra.

L'alleanza con la Germania

Nel 1938 inizia la “pagina nera” della storia italiana, è l’anno in cui si stipula il Patto d’Acciaio e l’Italia entra sempre di più in contatto con la Germania di Hitler e di conseguenza con ideali razzisti portati avanti dai tedeschi.

Il regime fascista non si volle macchiare del genocidio degli ebrei, ma collabora con i tedeschi inviando treni carichi di persone in Germania, dove venivano mandati nei campi di concentramento (ghetto di Roma: migliaia di ebrei caricati nei treni piombati e spediti in Germania).

Le leggi razziali in Italia

Nel 1938 in Italia vengono escono le leggi razziali esse vedevano gli ebrei espropriati dei propri diritti civili, oltre che venire:

- espropriati dei propri beni;

- cacciati dal pubblico impiego;

- privati del diritto di andare a scuola.

Gli ebrei iniziano ad essere deportati e molti di loro persero la vita nei campi di concentramento. In Italia le persecuzioni razziali nei confronti degli ebrei non portarono ondate di indignazione, come era sperabile, perché molti italiani trovavano guadagno altri sfogavano la propria rabbia sugli ebrei.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era l'obiettivo principale della spedizione italiana in Etiopia nel 1936?
  2. L'obiettivo principale era l'espansione dei domini italiani, avvicinando il duce alla realizzazione del suo sogno di ricreare l'impero, sfruttando anche gli interessi economici dell'industria siderurgica italiana.

  3. Quali furono le conseguenze della conquista dell'Etiopia da parte dell'Italia?
  4. La conquista portò a una reazione violenta da parte dell'Italia, che utilizzò gas nocivi e bombardamenti, risultando in una condanna e espulsione dalla Società delle Nazioni.

  5. Come cercò Mussolini di rimediare all'espulsione dalla Società delle Nazioni?
  6. Mussolini tentò di rimediare aumentando le attività commerciali con la Germania e promuovendo l'autarchia, che portò a un peggioramento delle relazioni internazionali e a un aumento del contrabbando.

  7. Quali furono le implicazioni del Patto d'Acciaio del 1938 per l'Italia?
  8. Il Patto d'Acciaio portò l'Italia a un'alleanza sempre più stretta con la Germania di Hitler, esponendo il regime fascista a ideali razzisti e alla collaborazione nella deportazione degli ebrei.

  9. Quali misure furono adottate dalle leggi razziali in Italia nel 1938?
  10. Le leggi razziali privarono gli ebrei dei diritti civili, espropriandoli dei beni, cacciandoli dal pubblico impiego e negando loro il diritto all'istruzione, portando a deportazioni e persecuzioni nei campi di concentramento.

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