Concetti Chiave
- La secessione della Carolina del Sud nel 1860 avviò la formazione degli Stati Confederati d'America, seguita da altri stati del Sud.
- Il Nord percepiva la secessione come un atto di ribellione che minacciava l'unità dell'Unione, mentre il Sud rivendicava il diritto alla propria indipendenza.
- La guerra civile americana divenne un conflitto di logoramento, con l'Unione che vantava maggiori risorse umane e materiali rispetto al Sud.
- Il 1 gennaio 1863, Lincoln abolì la schiavitù nei territori ribelli, rafforzando il consenso nel Nord e complicando il supporto internazionale per il Sud.
- La posizione dell'Italia fu favorevole agli Stati nordisti, visto il suo recente consolidamento come nazione e la mancanza di interessi economici nel Sud.
Dicembre 1860 - La Carolina del Sud decise di uscire dall’Unione, seguita da Alabama, Florida, Georgia, Louisiana e Texas = Stati Confederati d’America (CSA)
Questi governi giustificarono la loro scelta facendo appello alla guerra d’indipendenza e alla Costituzione, affermarono di sentirsi come le colonie nei confronti dei Britannici, ma questa volta riferendosi al potere centrale dell’Unione.
Ma dal punto di vista nordista, l’Unione era una vera nazione e chi se ne distaccava la danneggiava nel suo complesso, effettuando un intollerabile atto di ribellione.
14 aprile 1861 - inizio delle ostilità nella Carolina del Sud
→ i confederati bombardarono Fort Sumter
→ si unirono alla Confederazione anche Arkansas, Tennessee, Carolina del Nord e Virginia
Il sud voleva difendere la propria indipendenza.
Il nord voleva obbligare gli stati ribelli a rientrare nell’Unione.
Da parte del Sud, ci fu una pericolosa sottovalutazione sia della determinazione di Lincoln, sia delle caratteristiche della guerra moderna. L'unione innanzitutto bloccò i porti del Sud, riuscendo a impedirne le esportazioni del cotone e del tabacco e ridusse drasticamente l'arrivo nella confederazione di manufatti ed armi prodotti in Europa. L'efficacia del blocco navale emerse già durante il primo anno di guerra: se nel 1860 circa 6000 navi erano transitate dai porti sudisti, nel 1862 furono circa 800.
Indice
La guerra civile americana
La guerra civile americana fu un conflitto gigantesco, combattuto sull'intero continente. La ferrovia ebbe un ruolo fondamentale, permise di spostare migliaia di soldati in modo rapido è un più agile approvvigionamento degli eserciti, evitando carenze di viveri e materiali.
In un primo tempo, i generali di entrambi gli eserciti seguirono la .tattica bellica tradizionale, basata sull' attacco frontale della fanteria e sulla carica di cavalleria. Ma con i nuovi e micidiali fucili a canna rigata, questo metodo di offensiva risultava suicida: gli attaccanti non raggiungevano neanche le posizioni di difensori. Col tempo la guerra divenne un vero e proprio conflitto di logoramento, in cui la vittoria sarebbe andata a chi fosse riuscito a sopportare il peso del conflitto per più tempo. Divenne così decisivo il fatto che l'Unione possedesse molte più risorse umane e materiali rispetto al Sud. Il nord poteva contare sul grano e sul mais del Medio-Ovest, ma i campi del Sud continuavano ad essere coltivati a cotone e tabacco. Qui la popolazione patì la fame e si trovò in condizioni sempre più difficili. Nonostante ciò il sud riuscì a far fronte alle proprie necessità militari, dopo aver costruito In tempi rapidi fabbriche di munizioni, fucili e altri manufatti essenziali allo sforzo bellico.
Gli sforzi economici compiuti dalla Confederazione non potevano reggere il confronto con la potenza industriale del Nord.
L'economia e la leva militare
La guerra diede vigore allo sviluppo del capitalismo industriale nordista, perché tutte le merci necessarie gli eserciti erano fabbricate da imprenditori privati, che ricavavano grandi profitti vendendole allo Stato. Nonostante ciò, la gente comune manifestò apertamente la propria ostilità al conflitto, soprattutto dopo l'introduzione della leva militare (1863).
Le insurrezioni più grandi si verificarono a New York e furono dirette contro i neri e gli immigrati irlandesi cattolici.
Gli Stati del Nord riuscirono a presentare la guerra civile come una crociata ideale per la liberazione dei neri e la difesa della dignità di tutti gli uomini, anche se non fu assolutamente così. L'obiettivo dei nordisti era quello di ottenere il sostegno delle masse operaie inglesi e francesi, per questo era necessario presentare la guerra come uno scontro tra la civiltà e le barbarie. Dato che con la diminuzione delle esportazioni di cotone erano state chiuse molte Industrie tessili, avevano paura che se gli operai disoccupati avessero protestato, le grandi potenze europee sarebbero intervenute a fianco della Confederazione.
1 gennaio 1863 - momento più difficile dello scontro
Lincoln procede con l’abolizione della schiavitù, rafforzando il consenso della popolazione del Nord dandogli un nobile scopo morale
Rende così più difficile a un governo liberale (come quello inglese l’appoggio del Sud.
La componente strumentale dell’iniziativa si nota dal fatto che Lincoln rendesse liberi solo gli schiavi dei territori ribelli, mentre veniva esplicitamente esentati dall’abolizione tutti gli Stati schiavisti fedeli all’Unione e quelli confederati recentemente riconquistati.
Con l’avanzamento nordista, ci fu una crescita del numero di neri emancipati, che le autorità dell'Unione dovevano gestire. Gli schiavi furono riuniti in campi di concentramento oppure costretti a lavorare per l'esercito, arruolati poi nell' esercito unionista in condizioni umilianti e degradanti, sottoposti all'autorità dei bianchi venivano mandati nelle azioni militari più rischiose.
Estate 1864 - situazione militare insostenibile per il Sud.
→ William Sherman conquistò la città di Atlanta devastando deliberatamente tutto il territorio che attraversava.
L'obiettivo era quello di terrorizzare la popolazione confederata, superare ogni limite di sopportazione e spingerla a chiedere la resa. Lo scontro assunse così i caratteri tipici delle guerre mondiali: la popolazione civile veniva coinvolta direttamente nella violenza per provocarne il crollo psicologico e spingerla a esigere la pace.
Nel mentre, in Virginia, il comandante sudista Lee dovette affrontare l'offensiva di un'altra armata unionista, guidata da Ulysses Simpson Grant, comandante a capo dell'esercito nordista. Qui si vede per la prima volta un utilizzo sistematico della trincea.
3 aprile 1865 - l'esercito nordista conquistò Richmond, capitale della confederazione
9 Aprile - il Generale Lee si arrese a Grant, entro la fine del mese anche le altre armate sudiste deposero le armi.
Nel complesso il conflitto provocò più di mezzo milione di morti, il che fu dovuto ai limiti della medicina del tempo e all'uso di armi rigate. Si dimostrò come una grande guerra continentale, sostenuta dall'industria moderna e dalla tecnologia applicata al campo della distruzione, potesse avere effetti devastanti.
14 aprile 1865 - Lincoln venne assassinato ida degli estremisti sudisti.
Egli in realtà avrebbe voluto procedere in modo graduale alla pacificazione del Paese, dopo la sua morte, invece, prevalse un orientamento radicale, che trattava il Sud come una terra conquistata.
Il ruolo dell'Italia e il giudizio cattolico
Nel panorama europeo, il Regno d'Italia assunse la posizione più coerente, perché si schierò fin da subito dalla parte degli Stati nordisti. Il governo di uno Stato appena costituito, infatti, non poteva sostenere i sudisti, favorevoli alla secessione di una parte del Paese; inoltre l'Italia era quasi del tutto priva di industrie, quindi non aveva l'esigenza di sostenere il Sud per ragioni economiche.
I rapporti tra Italia e Unione erano così buoni che, nel 1861, Lincoln propose a Giuseppe Garibaldi di assumere il comando dell'esercito nordista. Pur non accettando l'offerta, Garibaldi dimostrò come numerosi democratici italiani ed europei vedessero la guerra come essenziale verso il progresso e l'emancipazione di tutti gli uomini. L’entusiasmo dei democratici e dei Liberali venne contrastato dall’aspro giudizio della Civiltà Cattolica. Secondo i cattolici, Lincoln combatteva solo una guerra di aggressione, di conquista e di sottomissione, sfruttando l’ideale di liberazione di tutti gli uomini come copertura; mentre il Sud difendeva il proprio diritto all'indipendenza.
Per la Civiltà Cattolica, la democrazia e tutte le altre forme moderne di governo che si erano allontanate dalla guida dell'autorità del Papa, non potevano produrre altro se non guerra e violenza.
Il giudizio dei cattolici appare complessivamente più lucido degli appassionati proclami di tanti esponenti democratici e socialisti.
Domande da interrogazione
- Quali stati si unirono agli Stati Confederati d'America e quali motivazioni giustificarono la loro secessione?
- Quali furono le principali differenze tra le strategie militari del Nord e del Sud durante la guerra civile americana?
- Come influenzò l'abolizione della schiavitù la guerra civile americana?
- Quale fu l'impatto della guerra civile americana sull'economia del Nord e del Sud?
- Qual è stata la posizione dell'Italia riguardo alla guerra civile americana e come fu percepita dai cattolici?
La Carolina del Sud, seguita da Alabama, Florida, Georgia, Louisiana e Texas, si unì agli Stati Confederati d'America (CSA) giustificando la loro scelta con riferimenti alla guerra d'indipendenza e alla Costituzione, sentendosi oppressi dal potere centrale dell'Unione.
Inizialmente, entrambi gli eserciti adottarono tattiche tradizionali, ma con l'uso di fucili a canna rigata, il Nord sviluppò una strategia di logoramento, avvantaggiato da maggiori risorse umane e materiali, mentre il Sud sottovalutò la determinazione dell'Unione e le caratteristiche della guerra moderna.
L'abolizione della schiavitù da parte di Lincoln nel 1863 rafforzò il consenso nel Nord, presentando la guerra come una crociata morale, ma esentò gli stati schiavisti fedeli all'Unione, evidenziando la componente strumentale della sua iniziativa.
La guerra stimolò il capitalismo industriale nel Nord, con profitti per gli imprenditori, mentre il Sud, nonostante sforzi economici, non poté competere con la potenza industriale del Nord, soffrendo di carenze alimentari e materiali.
L'Italia si schierò con il Nord, vedendo la guerra come un passo verso il progresso, mentre la Civiltà Cattolica criticò Lincoln, considerandolo un aggressore e sostenendo che il Sud difendeva il proprio diritto all'indipendenza.