Concetti Chiave
- Dio plasmò l'uomo dopo aver creato l'ipercosmo e il cosmo, seguendo un ordine di creazione che esclude la degradazione del Tutto e la visione evoluzionistica.
- La mescolanza tra intelligibile e sensibile nell'uomo è un atto della volontà divina, con l'intelligenza umana che richiede un corpo, a differenza di quella degli angeli.
- L'uomo funge da confine tra materia e spirito, essendo affine agli angeli per il suo nous e al cosmo per il suo corpo.
- Il termine methorios è polisemantico e indica una frontiera tra due realtà, correlato alla posizione dell'uomo tra bene e male, mortalità e immortalità.
- Nel pensiero di Gregorio di Nissa, methorios esprime la condizione di libertà dell'uomo, evidenziando la sua capacità di scegliere tra il bene e il male.
Creazione dell'uomo e del cosmo
Dopo aver creato l'ipercosmo e il cosmo, Dio "plasmò" (κατεσκεύασεν) l'uomo. Questo ordine di creazione (angeli, cosmo, uomo) scarta sia il concetto della degradazione del Tutto sia la visione evoluzionistica dello stesso. Il termine kateskeuasen significa che angeli, uomini e cosmo sono stati creati da Dio, ma con modalità diverse.
Mescolanza tra intelligibile e sensibile
Come nella mescolanza tra gli elementi sensibili, Dio operò nell'uomo una mescolanza tra l’intelligibile ed il sensibile. La presenza dello spirito nel corpo non si deve ad una caduta (Origene); è effetto della volontà divina. Peraltro, mentre l'intelligenza degli angeli è incorporea, quella dell'uomo richiede un corpo. Sicché per il suo nous l’uomo è affine alla natura degli angeli, per il suo corpo è affine al cosmo. In tal modo, l'uomo si pone come "confine" (μεθόριος) tra la materia e lo spirito.
Significato del termine methorios
Il termine methorios è polisemantico. Esso indica, tra l'altro, "la frontiera" di due arce geografiche o, ancora, ciò che può appartenere contemporaneamente a due realtà. In Aristotele (Hist. An. VIII, 1, 2) il termine indica i gradi di essere nella loro continuità: "la natura passa insensibilmente dagli inanimati ai viventi, di modo che non si vede a quale dei due regni appartenga ciò che è alla frontiera". In maniera analoga parla Sesto Empirico. In Filone, il termine è impiegato per esprimere l’affermazione biblica secondo cui l'uomo si colloca tra il bene e il male, tra la mortalità e l'immortalità. Gregorio di Nissa e Nemesio di Emesa si riconducono a Filone. Peraltro, nel Nisseno il termine methorios attribuito all'uomo non indica la sua collocazione ai confini della materia e dello spirito ma la condizione della libertà in quanto tale, frontiera tra il bene e il male.
Domande da interrogazione
- Qual è l'ordine di creazione secondo il testo?
- In che modo l'uomo rappresenta un "confine" tra materia e spirito?
- Qual è il significato del termine "methorios" nel contesto della creazione dell'uomo?
Secondo il testo, Dio ha creato prima gli angeli, poi il cosmo e infine l'uomo, scartando sia la degradazione del Tutto sia la visione evoluzionistica (citato nel testo).
L'uomo è descritto come un "confine" (methorios) tra il sensibile e l'intelligibile, poiché la sua intelligenza è affine agli angeli, mentre il suo corpo è affine al cosmo (citato nel testo).
Il termine "methorios" indica la frontiera tra due realtà, come il bene e il male, e rappresenta la condizione di libertà dell'uomo, collocandolo tra la mortalità e l'immortalità (citato nel testo).