Concetti Chiave
- Aristotele giustifica l'esclusione di schiavi e barbari dall'ambito umano, sostenendo che essi possiedono una ragione limitata ad obbedire agli ordini.
- La legittimazione della schiavitù deriva da un'analisi delle caratteristiche naturali, che giustificano il dominio dei greci liberi sugli schiavi e sui barbari.
- Il filosofo presenta una visione etnocentrica, affermando che i barbari devono sottomettersi ai greci, considerati gli unici veri cittadini liberi.
- Aristotele nega la legittimità della schiavitù tra greci, evidenziando le differenze tra la loro razionalità e quella degli schiavi e barbari.
- Le guerre contro i persiani hanno rafforzato l'identità culturale ateniese, che Aristotele legittima come distintiva e duratura nella polis attica.
Esclusione filosofica di schiavi e barbari
Ancora Aristotele, nella Politica, giustifica filosoficamente un'altra esclusione, oltre a quella femminile, dall'ambito umano: quella degli schiavi e dei barbari.
Qual è la legittimazione della schiavitù e del dominio?
Anche la giustificazione della schiavitù si fonda su un esame delle caratteristiche naturali dello schiavo e del barbaro, in base al quale viene legittimato il dominio sociale e politico che i greci liberi pretendono su di loro. Così come le donne, assicura Aristotele, anche gli schiavi possiedono la ragione solo nella misura sufficiente a ricevere ordini e ad eseguirli, e sono dunque «strumenti animati», come dimostrerebbero la loro costituzione fisica, differente da quella dell'uomo libero perché rozza e robusta, e l'uso improprio, perché "barbaro", cioè balbettante, della lingua (greca).
Etnocentrismo e superiorità greca
Per Aristotele, lo schiavo si identifica con il barbaro; anzi, il filosofo si mostra etnocentricamente convinto che la funzione più propria dei barbari sia precisamente quella di sottomettersi come schiavi alla superiore umanità dei greci, i soli degni di essere liberi come cittadini nella società della polis e indipendenti come collettività nei rapporti con gli altri popoli, perché animali compiutamente razionali. Sulla base di questi fondamenti, il filosofo nega invece che sia legittimo condurre in schiavitù dei greci, come invece era accaduto e ancora accadeva nel corso delle ininterrotte guerre tra le diverse città elleniche.
Identità culturale ateniese
Complessivamente, Aristotele offre legittimazione teorica al modo di pensare ateniese, che le guerre contro i persiani (490 e 480-479 a.C.) avevano contribuito a consolidare, facendone un tratto distintivo di lungo periodo dell'identità culturale della polis attica.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione di Aristotele riguardo alla schiavitù e alla sua giustificazione?
- Come si manifesta l'etnocentrismo di Aristotele nei confronti dei barbari?
- In che modo le guerre contro i persiani influenzano l'identità culturale ateniese secondo Aristotele?
Aristotele, nella sua opera "Politica", giustifica la schiavitù basandosi su caratteristiche naturali degli schiavi e dei barbari, considerandoli "strumenti animati" con una ragione limitata, adatta solo a ricevere ordini (testo).
Aristotele considera i barbari come destinati a sottomettersi agli uomini liberi greci, ritenendo che solo i greci siano degni di libertà e razionalità, negando la legittimità della schiavitù tra greci stessi (testo).
Aristotele sostiene che le guerre contro i persiani hanno consolidato il modo di pensare ateniese, diventando un elemento distintivo e duraturo dell'identità culturale della polis attica (testo).