Concetti Chiave
- Il componimento "L'ipotesi" è composto da distici in versi doppi, generalmente novenari, con rime alternate o incrociate, simile a "La signorina Felicita ovvero la Felicità".
- La malattia di Gozzano, in particolare la tubercolosi, è centrale nei suoi testi, servendo come mezzo per esorcizzare la morte e riflettere su una vita non vissuta nella vecchiaia.
- Di fronte alla morte, Gozzano adotta un atteggiamento ironico, consapevole del dolore, utilizzando l'autoironia per affrontare la sua condizione di malato.
- Le citazioni letterarie da autori come Baudelaire e Dante creano un contrasto tra il prestigio della tradizione e la realtà della vecchiaia e della società di massa.
- Felicita, una figura ricorrente, rappresenta l'ignoranza e la semplicità, evidenziando il tentativo di Gozzano di spiegare concetti complessi in modo accessibile.
Struttura e Temi di "L'ipotesi"
Il componimento “L’ipotesi” si trova nella raccolta “Poesie sparse”, anche se probabilmente venne già scritta ad inizio Novecento, non a caso presenta una struttura simile a “La signorina Felicita ovvero la Felicità”: distici in versi doppi, solitamente novenari, con rime alternate (ABAB) o incrociate (ABBA).
La Malattia e l'Esorcizzazione
Nella letteratura di Guido Gozzano un ruolo essenziale è giocato dalla malattia che lo affliggeva, ovvero la tubercolosi, la quale subentra prepotentemente nei suoi componimenti e viene analizzata da diversi punti di vista, spesso i suoi testi valgono la funzione di esorcizzazione della morte, conseguenza precoce ed inevitabile a cui il poeta deve andare incontro. Qui in particolare inizia ad immaginare un periodo della sua vita che non realizzerà mai, ovvero la vecchiaia, ipotizzando dunque che “la signora vestiti di nulla”, quindi la morte, non stronchi la sua vita così presto, infatti si proietta nell’estate del 1940, quando lui avrebbe compiuto i 57 anni. Questa tecnica serve proprio per evitare, almeno per un momento, di pensare ossessivamente alla morte e soprattutto di pensare a se stesso come una persona diversa in quanto afflitta da una malattia mortale come era al tempo la tubercolosi, anche se questa non riesce comunque a concedersi completamente a questa breve illusione in quanto dimostra comunque diverse difficoltà come immaginarsi le persone, che in questa fantasia sono per lui solo “parvenze fittizie”.
Ironia e Citazioni Letterarie
Come spesso accade inoltre, di fronte alla morte lui assume un atteggiamento di consapevolezza ironica, secondo lui infatti non può prefigurarsi altro comportamento di fronte ad una fine così dolorosa e terribile. Questa ironia appare evidente nell’inserimento di citazioni di libri e autori illustri, come “Fiore del male” di Baudelaire, “Canzoniere” di Petrarca, “Rime” di Gabriello Chiabrera e il XXVI canto dell’Inferno di Dante. Queste citazioni sono funzionali alla creazione di una sorta di autoironia in cui il prestigio della tradizione letteraria italiana si scontra in questo componimento con la condizione povera della vecchiaia ma anche con la società di massa che già al tempo stava mostrando tutti i suoi possibili effetti negativi. Tra le figure che lui inserisce c’è anche Felicita, che come sempre dimostra la sua ignoranza, chiedendo ad esempi a pranzo chi fosse “Re di tempeste” e il poeta le risponde leggermente imbarazzato e cercando di spiegare il personaggio eroico di Ulisse nella maniera più facile e semplice possibile in modo che lei potesse capire.
Domande da interrogazione
- Qual è la struttura del componimento "L'ipotesi"?
- Come influisce la malattia sulla scrittura di Guido Gozzano?
- Qual è l'atteggiamento di Gozzano di fronte alla morte?
- In che modo Gozzano interagisce con il personaggio di Felicita nel suo componimento?
"L'ipotesi" presenta una struttura simile a "La signorina Felicita", composta da distici in versi doppi, solitamente novenari, con rime alternate (ABAB) o incrociate (ABBA).
La tubercolosi, malattia che affliggeva Gozzano, gioca un ruolo centrale nei suoi componimenti, fungendo da esorcizzazione della morte e portandolo a immaginare una vita futura che non vivrà mai, come la vecchiaia.
Gozzano adotta un atteggiamento di consapevolezza ironica di fronte alla morte, utilizzando citazioni letterarie per creare autoironia e confrontare la tradizione letteraria con la condizione della vecchiaia e la società di massa.
Gozzano interagisce con Felicita, che dimostra ignoranza, cercando di spiegarle in modo semplice e comprensibile figure eroiche come Ulisse, evidenziando così il contrasto tra la cultura e la sua condizione.