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Concetti Chiave

  • Francisco Goya, nato nel 1746, è considerato il più grande pittore europeo del 700 e 800, la cui arte riflette i profondi mutamenti sociali e politici della Spagna.
  • Il ritratto della famiglia reale di Carlo IV evidenzia la decadenza e la depravazione della monarchia spagnola, con un forte realismo e una velata ironia.
  • La sordità di Goya nel 1793 lo portò a un isolamento creativo, dando vita ai "caprichos", opere che criticano l'ipocrisia della società del tempo.
  • Ne "Il sonno della ragione genera mostri", Goya avverte che la perdita del controllo razionale porta alla prevalenza delle forze oscure e dell'ignoranza.
  • Le fucilazioni del 3 maggio rappresentano la brutalità della guerra napoleonica, mostrando l'umanità umiliata e un forte contrasto tra i condannati e i soldati senza volto.

Qual è la vita e la formazione di Goya?

Francisco Goya nasce a Fuendetodos nel 1746 e muore in Francia nel 1828 e fu il più grande pittore europeo vissuto fra il 700 e l’800. Egli visse la crisi che investì la Francia in quel tempo e con la sua arte rappresentò i mutamenti della nazione. Iniziò la sua formazione prendendo lezioni private di pittura, per poi intraprende un viaggio in Italia e studiare l’arte classica più da vicino. Acquisì notorietà grazie ai 60 cartoni dipinti per la fabbrica reale di arazzi di Santa Barbara; in seguito venne prima nominato vicedirettore di una prestigiosa Accademia e poi, nel 1799, diventò Primo Pittore da camera del re. Le sue radici affondano nell’antica tradizione della Spagna, una nazione che passa dalla lusso e dall’essere protagonista della storia mondiale alla miseria e alla perdita di ogni potere. La sua produzione è immensa e varia e le sue opere mature saranno anticipatrici del romanticismo, dell’espressionismo e del surrealismo. Ritraeva con ironia i personaggi di corte, facendo trasparire dai loro volti i caratteri della casta dei nobili e tratteggiando così il vuoto di una classe sociale priva di valori e di poteri, tronfia della propria nullità. Nei ritratti sottolineava anche la sontuosità degli ambienti, cui fa contrasto la vacuità dei personaggi stessi. Conservò piena autonomia espressiva, nonostante la diretta dipendenza dal re, e seguiva la corrente del neoclassicismo. I colori da lui usati sono solitamente molto chiari e diluiti, in modo da riuscire a rendere effetti di luce particolari.

Il ritratto della famiglia reale

- Ritratto della famiglia di Carlo IV 1801

L’opera è un ritratto di gruppo della famiglia del re Carlo IV. La figura centrale e quella che risalta maggiormente però Maria Luisa, che anche nella politica rivestiva un ruolo centrale. Il dipinto è fortemente realista, privo di ideali e, com’è tipico nell’arte di Goya, dai volti dei personaggi traspaiono i segni della depravazione, dell’inettitudine e della decadenza spagnola. Il re ha un’espressione spenta e sfoggia le numerose medaglie d’onore ricevute. Sul pavimento le figure si dispongono a S. Le pennellate sono rapide e distese a macchie contrapposte e il colore è denso. I committenti accettarono comunque l’opera perché non si accorsero della velata ironia.

La serie dei caprichos

Nel 1793, una grave malattia lo renderà sordo e, da quel momento, si isola dal mondo, diventando molto più introspettivo e notando l’ipocrisia e la sofferenza del mondo che lo circonda. Per esprimere i suoi nuovi sentimenti e dimostrare l’ignoranza della società dipinse i 60 caprichos. Essi ritraggono in chiave allegorica, umoristica e satirica vizi e miserie umane, ma anche soggetti fantastici o grotteschi che prevalgono nella seconda metà della serie. Il contenuto fortemente critico nei confronti della morale dell’epoca indusse l’artista a ritirare i capricci poco dopo la pubblicazione per timore di un intervento da parte dell’inquisizione spagnola.

Il sonno della ragione

- Il sonno della ragione genera mostri 1797 – Museo del Prado

È il foglio n°43 di una serie di 80 incisioni ad acquaforte. La scena rappresenta un uomo addormentato mentre prendono forma attorno a lui sinistri uccelli, volti ghignanti e diabolici felini  quando la ragione si assopisce, i mostri evocati dalle menti obnubilate dall’ignoranza hanno il sopravvento. Il fitto tratteggio incrociato crea drammatici effetti di chiaroscuro. In questo modo l’artista vuole mettere in guardia dalla tentazione di allentare il controllo della ragione sul nostro operato, al fine di evitare il prevalere dei nostri istinti peggiori.

Le fucilazioni del 3 maggio

- Le fucilazioni del 3 maggio 1808 sulla montagna del principe Pio 1814 – Museo del Prado

La scena riporta sulla tela il dramma della rivoluzione napoleonica, vissuta in prima persona dall’autore. Il dipinto risale a 6 anni dopo e in esso vengono riprodotti avvenimenti contemporanei colti nel vivo del loro cruento svolgersi (effetto fotografico). È raffigurata una delle tante esecuzioni sommarie effettuate dalle truppe napoleoniche. A destra di spalle, è schierato il drappello del plotone di esecuzione, rappresentati come uomini senza anima, insensibili strumenti del potere. La freddezza dei cattivi è amplificata dal fatto che non hanno volto.

La lanterna da campo illumina violentemente la scena con un bagliore quasi irreale; gli effetti del giallo e del bianco si riflettono con maggiore intensità sul condannato, protagonista della scena. Inoltre, la luce crea a terra una diagonale di colore marrone scuro che divide i buoni dai cattivi.

Le proporzioni non vengono rispettate; la prospettiva è obliqua, e abbinata alle pennellate veloci crea un effetto realistico. I contorni non sono netti e la tecnica è poco rifinita. I colori sono cupi, a rispecchiare i valori sia naturalistici che psicologici; il cielo è nero, a rappresentare la morte; sullo sfondo la città dorme ancora, a sottolineare il distacco della popolazione dall’evento solitudine dei condannati.

Significato metaforico: l’umanità combatte contro l’ingiustizia in nome dei propri ideali, ma è destinata a soccombere. Manca il patriottismo tipico neoclassico, e l’umanità viene umiliata e offesa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della formazione di Goya nella sua carriera artistica?
  2. Goya iniziò la sua formazione con lezioni private e un viaggio in Italia, dove studiò l'arte classica. La sua notorietà crebbe grazie ai cartoni per arazzi e divenne Primo Pittore da camera del re, influenzando profondamente l'arte europea del suo tempo.

  3. Come viene rappresentata la famiglia reale nel ritratto di Goya?
  4. Nel "Ritratto della famiglia di Carlo IV", Goya ritrae la famiglia reale in modo realistico, evidenziando la depravazione e la decadenza attraverso le espressioni dei volti, nonostante i committenti non colgano l'ironia sottesa all'opera.

  5. Qual è il significato dei "caprichos" di Goya?
  6. I "caprichos" sono una serie di 60 opere che esprimono l'ipocrisia e la sofferenza della società, utilizzando un linguaggio allegorico e satirico. Goya ritirò l'opera per timore di ritorsioni da parte dell'inquisizione spagnola.

  7. Cosa rappresenta "Il sonno della ragione genera mostri"?
  8. Quest'opera simboleggia il pericolo di perdere il controllo della ragione, mostrando come l'ignoranza possa dare vita a mostri. Goya utilizza il chiaroscuro per enfatizzare il messaggio di allerta contro l'abbandono della razionalità.

  9. Qual è il messaggio di "Le fucilazioni del 3 maggio"?
  10. Questo dipinto rappresenta il dramma della rivoluzione napoleonica, evidenziando l'ingiustizia e la brutalità delle esecuzioni. Goya ritrae l'umanità in lotta contro l'oppressione, ma con un senso di impotenza e umiliazione, lontano dal patriottismo neoclassico.

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