Indice

  1. Goya
  2. La famiglia di Carlo IV
  3. Il sonno della ragione genera i mostri
  4. Saturno che divora i suoi figli
  5. Il 3 maggio 1808. Fucilazione alla montana del Principe o La fucilazione

Goya

È un pittore spagnolo molto importante che vive in un periodo di forti contraddizioni ovvero quello di passaggio tra il neoclassicismo e il romanticismo. È un pittore di corte ma è anche capace di denunciare le ingiustizie dei più fragili e dei civili, per questo è un po ambivalente. Sarà un riferimento per i pittori seguenti come Picasso.
Rifiuta la bellezza, l’equilibrio e la proporzione del neoclassicismo; per questo può essere definito uno dei primi pittori moderni. Si forma in Spagna e a Roma sviluppando un vivace spirito di osservazione e una straordinaria capacità di indagare l’animo umano. Con lui entriamo nel romanticismo perché è il primo a rifiutare il concetto di rivisitazione dell’antico come idea di bellezza, infatti la sua pittura è libera, espressiva e drammatica.

La famiglia di Carlo IV

È un ritratto ufficiale di Carlo IV Borbone re di Spagna, lo notiamo da i vestiti che rappresentano il loro status e il fatto che sono in posa e in primo piano. Oltre alla famiglia c’è anche il pittore dietro a sinistra, lo riprende da Diego Velazques in “La Meninas”.
È un ritratto anti celebrativo perché non li idealizza, li mostra appesantiti e goffi, il loro sguardo non è vispo; sembrano boriosi di loro stessi. Non è un ritratto lusinghiero, gli unici che non rappresenta così sono i bambini che sono per lui ancora puri ed innocenti e la coppia di giovani a destra. La luce diagonale rende i loro sguardi ancora più vacui.
Con questo quadro vuole giudicare il re un pusillanime, debole e inconsistente dal punto di vista politico.

La vita di Goya viene segnata dalla sua malattia che lo rende sordo e dai molteplici lutti familiari. Per questo diventa pessimista nei confronti della vita e insofferente nei confronti delle regole tanto che arriverà a credere che l’insegnamento accademico reprima ogni estro creativo.

Il sonno della ragione genera i mostri

Goya nel 1799 pubblica una serie di tavole con incisioni, stampe chiamati capricci che hanno soggetti di vario tipo come matrimoni combinati, stregoneria... in generale dà vita a un mondo fatto di angoscianti visioni. Questa raccolta ha come frontespizio questa stampa presa in esame.
Rappresenta un uomo che dorme sul proprio scrittoio con dietro pipistrelli, civette, gufi e una lince che sono animali che vivono solo di notte. Vuole rappresentare che se noi non ragioniamo più e la ragione si spegne a dominare sono le passioni, la follia, la rabbia, l’orrore e la violenza. Tutto questo con riferimento alla sua epoca.

Saturno che divora i suoi figli

Goya sul finire della sua vita è malato e poi diventerà sordo. Si ritira in una casa vicino Madrid che verra nominato la chinta del sordo. Si fece cupo allora riempie quella casa di questo tipo di dipinti rappresentando dei mostri dai corpi scheletrici e le facce spaventose.
Viene rappresentato Saturno il padre di Zeus, divora i suoi figli perché l’oracolo gli aveva detto che uno dei suoi figli lo avrebbe spodestato; appena Rea li partorisce lui li mangia. Allora quando arriva Zeus lei lo sostituisce con una pietra, Saturno non se ne accorge nell’avidità, Zeus si salva e cresce lontano. Quando poi cresce uccide Saturno e fa giustizia.
Goya rappresenta quando Saturno divora uno dei suoi figli e lo rappresenta come un gigante dai capelli quasi di stoppa, deforme, con gli occhi spalancati dalla sclera bianchissima e l’iride nero che donano quel senso di follia di chi non mostra nessun istinto paterno.
Lo sfondo nero fa risaltare il sangue e gli stessi personaggi ma anche per far capire a chi vede il quadro che viene rappresentata la perdita totale della ragione, la follia e la rabbia, rappresenta più un buio interiore che esteriore.
Questa pittura è stata interpretata in 3 modi:
  • Saturno rappresenta il tempo: il tempo non si ferma e distrugge tutto cose e persone
  • Saturno e il figlio rappresentano il vecchio e il giovane: il vecchio prova invidia nei confronti della giovinezza del ragazzo e il ragazzo che prova disgusto per il vecchio che vedendolo ha paura di invecchiare e ammalarsi. Sta ad indicare il conflitto generazionale.
  • Saturno rappresenta un re tiranno che divora i propri sudditi e prevarica su di loro: interpretazione con significato politico, starebbe a simboleggiare Francisco Ferdinando VII di Spagna, il monarca allora al potere che aveva inaugurato un periodo di terrore e atrocità.
Se confrontiamo questo dipinto con quello di Rubens di 200 anni prima possiamo dire che Goya è più moderno e drammatico perché tende a rappresentare non la realtà così com'è ma la drammaticità deturpando in questo caso il Dio facendolo diventare un creatura mostruosa. In quello di Rubens è quasi realistico in cui anche lo sfondo ad esempio non è nero ma ci sono le nuvole.

Il 3 maggio 1808. Fucilazione alla montana del Principe o La fucilazione

Rappresenta un plotone di esecuzione delle truppe napoleoniche in cui dei soldati giustiziano i civili di Madrid. I soldati sono rappresentati come degli automi infatti non riusciamo a vedere i loro volti perché privi di umanità. Ciò che risalta è il civile con la maglietta bianca in ginocchio e le mani in alto, segno di rabbia e rassegnazione.
Madrid è rappresentata lontana e avvolta dal buio specie il palazzo del potere perché simboleggia come il potere abbandoni a se stessi i propri i cittadini mentre lui resta protetto.
La raffigurazione dei corpi non rispettosa delle proporzioni. La luce è espressiva così come i colori (bruni, gialli, rossi) sono usati con intento emozionale. Anche l’inquadratura fa sembrare l’opera come una fotografia o la sequenza di un film.
La cruenza è l’espressionismo rendono l’opera a tutti gli effetti romantica e storica.
Anche Pablo Picasso si rifà a Goya per dipingere il “Massacro di Corea” in cui rappresenta i soldati come dei robot e i civili raffigurati davanti a loro sono solo quelli più indifesi ovvero donne e bambini.

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