Concetti Chiave

  • Goya dipinge la Marchesa di Santa Cruz nel 1805, attualmente esposta al Museo Nacional del Prado di Madrid, dopo averla già ritratta nel 1788.
  • Il dipinto presenta influenze artistiche neoclassiche, richiamando opere di Tiziano e altri maestri, con una posa sensuale simile alla Venere di Urbino.
  • La marchesa regge una lira e indossa una corona di foglie di vite, suggerendo riferimenti mitologici a Euterpe e Bacco, simboli di cultura e arte.
  • Il dipinto ha una storia controversa, legata al nazismo, con un tentativo di donarlo a Hitler da parte di Francisco Franco nel 1940.
  • L'abito della marchesa, un chiffon bianco in stile impero, rappresenta la moda dell'epoca, con dettagli eleganti e ricercati che riflettono il suo status aristocratico.

Goya e la marchesa di Santa Cruz

Goya realizza questa tela nel 1805 che, attualmente, è esposto al Museo Nacional del Prado di Madrid.

La marchesa era stata già ritratta dall’artista all’età di quattro anni, nel 1788, con la famiglia nel dipinto I duchi di Osuna con i figli, ed era una delle donne più affascinanti e ammirate dei primi anni del XIX secolo, esempio di aristocratica colta come già lo era stato la madre. Nella sua maturità, la Marchesa di Santa Cruz, fu dama dell'Ordine delle Nobili Dame della Regina María Luisa, quindi cameriera al Palazzo, e infine assistente della Regina Elisabetta II e dell'Infanta Luisa Fernanda. Morì a Madrid nel 1851.

Influenze artistiche e dettagli del dipinto

La posa assunta dalla modella, seducente e sensuale, è quella della Venere di Urbino di Tiziano e l’influenza neoclassica del tempo è molto evidente, soprattutto di David e di Canova ma anche del Guercino e di Rembrandt. Essa è distesa su di un canapé, ricoperto da un tessuto colore rosso delicato che fa pensare alla seta. La posizione richiama quella assunta dalla Maja desnuda e dalla Maja vestida, anche se qui prevale l’interesse mitologico, visti alcuni particolari del dipinto, un aspetto che ben presto Goya abbandonerà. La luce che proviene da sinistra illumina il vestito all’altezza della gamba, arricchendolo di leggere sfumature dorate. L’elegante abito indossato, di chiffon bianco, è di taglio classico (stile impero molto in voga all’epoca) ed è decorato con bottoni cuciti solo sulle bretelle delle spalle ed è bordato da sottili ricami dorati. Sul braccio sinistro, la dama porta una stola nera ravvivata da fugaci barlumi di luce. Il capo è cinto da pampini e uva di colore giallo aranciato con delle sfumature che ricordano l’ambra. Le braccia e il petto sono lasciati scoperti, secondo la moda instaurata da Paolina Bonaparte.Una lunga ciocca di capelli le ricade sul petto, la cui pelle è molto chiara e dà la sensazione di estrema delicatezza. Il viso è appena arrossato, gli occhi sono nocciola e lo sguardo un po’ malinconico e trasognato, come si trattasse di una bambola, lo stesso che si ritrova nella tela del 1788.

Simbolismo e significato culturale

Il fatto che con la mano sinistra regga una lira ci può far supporre un’identificazione con Euterpe, la musa del canto lirico e quindi un omaggio al dio Apollo, mentre la corona di foglie di vite ci rimanda al dio Bacco. Tutti questi dettagli ci fanno capire quali fossero gli interessi della nobildonna e soprattutto in quale ambiente aristocratico intellettuale e culturale sia stata cresciuta.

Storia e vicende della tela

La tela è legata ad un episodio storico legato al nazismo. Durante la guerra civile, essa fu trasferita in Svizzera e fu riportata in Spagna nel 1940, su ordine di Francisco Franco per farne dono a Hitler, dopo averlo acquistato per un milione di pesetas dai proprietari. Pare che Hitler avrebbe ricambiato con una Mercedes di ultimo modello. Lo scambio di doni avrebbe dovuto aver luogo a Hendaye, durante l’incontro del 1940, ma il progetto falli. Ci si può chiedere perché fu scelta proprio questa tela. La motivazione non era soltanto estetica; infatti sulla cetra tenuta dalla marchesa è incisa la croce basca, un simbolo di origine celtica, assai simile alla svastica nazista

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza storica della Marchesa di Santa Cruz nel contesto dell'arte di Goya?
  2. La Marchesa di Santa Cruz, ritratta da Goya nel 1805, era una figura di spicco dell'aristocrazia colta del XIX secolo, già ritratta dall'artista all'età di quattro anni. La sua vita e il suo ruolo come dama di corte riflettono l'influenza culturale e sociale dell'epoca.

  3. Quali influenze artistiche si possono notare nel dipinto della Marchesa di Santa Cruz?
  4. Il dipinto mostra influenze neoclassiche, in particolare di artisti come David e Canova, e richiama la posa della Venere di Urbino di Tiziano. Goya utilizza una luce delicata e dettagli eleganti per esaltare la bellezza della modella.

  5. Qual è il significato simbolico della lira e della corona di foglie di vite nel dipinto?
  6. La lira, tenuta dalla Marchesa, suggerisce un'identificazione con Euterpe, musa del canto lirico, mentre la corona di foglie di vite rimanda al dio Bacco, evidenziando gli interessi culturali e intellettuali della nobildonna.

  7. Qual è la storia controversa legata alla tela durante il periodo nazista?
  8. Durante la guerra civile, la tela fu trasferita in Svizzera e successivamente riportata in Spagna nel 1940 per essere donata a Hitler, dopo un acquisto da parte di Franco. Questo scambio di doni, legato a simboli controversi, non si concretizzò mai.

  9. In che modo il dipinto riflette la moda e l'estetica del tempo?
  10. L'abito della Marchesa, di chiffon bianco e in stile impero, insieme ai dettagli come la stola nera e i pampini, rappresentano le tendenze della moda dell'epoca, enfatizzando la bellezza e la delicatezza della figura femminile.

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