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Concetti Chiave

  • Giolitti sostiene che lo stato deve accogliere la crescita delle organizzazioni dei lavoratori, considerandola un segno di modernità e partecipazione politica.
  • Durante il primo governo, Giolitti introduce misure a tutela del lavoro infantile e femminile, affrontando anche tematiche sociali come invalidità e infortuni.
  • Nel secondo governo, Giolitti promuove lo sviluppo dell'industria pesante e completa la nazionalizzazione delle Ferrovie, proponendo anche la nazionalizzazione delle assicurazioni.
  • Il terzo governo di Giolitti tenta di attuare il suffragio universale e la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita, escludendo però le donne dal voto.
  • Il "Patto Gentiloni" segna un compromesso sulla laicità dello stato, poiché i deputati liberali sostengono interessi cattolici, ostacolando la formazione di un partito cattolico autonomo.

Stato e lavoratori.

Giolitti e lo stato moderno?

Giolitti è convinto che lo stato non debba guardare con timore alla crescita delle organizzazioni dei lavoratori, perchè questa crescita è sintomo di modernità anzi, lo stato deve ampliare la base della partecipazione polita per andare incontro ai cambiamenti della società.

Giolitti afferma che lo stato contrapponendosi al movimento operaio commette un errore norme perchè si manifesta come nemico dei lavoratori e quindi come stato di parte; lo stato, in questo contesto moderno, deve comportarsi in modo neutrale nei conflitti tra lavoratori ed imprenditori, deve lasciare che gli interessati trovino un accordo, e intervenire solo nel caso in cui le proteste mettano a rischio l'ordine pubblico.

Governi Giolitti.

Primo Governo (1903-1905)

Primo governo Giolitti

Giolitti offrì a Turati una carica da ministro, che però rifiuto a causa delle pressioni della corrente massimalista.

Il primo governo Giolitti varò norme a tutela del lavoro infantile e femminile e su tematiche sociali quali invalidità, infortuni e vecchiaia.

Il secondo mandato di Giolitti fu caratterizzato dall'apertura ai socialisti e dal tentativo di estendere il consenso nei riguardi del governo alle aree popolari e operaie grazie a una retribuzione salariale migliore, la quale avrebbe garantito un migliore tenore di vita.

Importanti provvedimenti furono anche presi nel campo delle infrastrutture, nazionalizzando la rete ferroviaria e la realizzazione del traforo del Sempione e nel campo economico mirando alla sviluppo economico attraverso una stabilità monetaria.

Secondo governo (1906-1909)

Secondo governo e industria

I primi anni del Novecento l'Italia vide comparire il fenomeno dell'emigrazione, dovuta sia dai dissenti economici che disastri naturali. Giolitti non si ostacolo al comparire di flussi di emigranti verso altri stati.

Nel secondo governo, Giolitti continuò le politiche dei suoi primi due mandati e favorì lo sviluppo dell'industria pesante, ancora arretrata rispetto al resto dell'Europa a causa della mancanza di capitali da utilizzare per svilupparla.

In questi anni si porta al completamento la nazionalizzazione delle Ferrovie e proposta la nazionalizzazione delle assicurazioni.

Terzo Governo (1911-1914)

Terzo governo e suffragio

Nel quarto governo Giolitti tentò di coinvolgere al governo il Partito Socialista, che rifiutarono ma comunque votarono a favore. Il programma del governo prevedeva la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita e l'introduzione del suffragio universale. Tematiche di notevole impatto sociale che furono realizzate anche se dal suffragio rimanevano ancor escluse le donne.

Giolitti e socialisti.

Giolitti e le alleanze politiche

Giolitti, per rendere più forte il suo governo, cercò di stabilire alleanze con i partiti avversari. In un primo tempo intrattenne buoni rapporti con i socialisti, ma, mentre l' ala riformista del partito sembrava disposta all' accordo, l' ala massimalista vi si oppose, che, a suo giudizio, avrebbe tolto autonomia all’azione socialista e ne avrebbe causato il distacco dalle masse popolari. Turati rifiutò,tra l' altro, la proposta di entrare a far parte del governo avanzata da Giolitti, e si limitò solo ad appoggiarlo.

Giolitti e cattolici.

Patto Gentiloni e le elezioni

Giolitti capisce che può cercare un'alleanza con i cattolici in vista delle elezioni del 1913 e, per garantirsi questa nuova alleanza, stipula un accordo con Gentiloni, che prenderà in nome di “Patto Gentiloni”, dove si attestava che i cattolici voteranno i deputati liberali che garantiscono l'insegnamento privato e il riconoscimento delle organizzazioni dei lavoratori cattolici che si impegnano a non approvare una legge sul divorzio in Italia.

Il “patto Gentiloni” segna una ferita alla laicità dello stato perchè vengono fatti propri, da parte dei deputati, che interessi di una parte, e impedisce òa formazione di un partito cattolico autonomo.

Con le elezioni del 1913 non ci saranno grandi cambiamenti: la maggioranza è sempre nelle mani dei Liberali, anche se questi sono sempre più divisi in tanti gruppi, difficili da controllare nel parlamento.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la visione di Giolitti riguardo alla crescita delle organizzazioni dei lavoratori?
  2. Giolitti crede che la crescita delle organizzazioni dei lavoratori sia un segno di modernità e che lo stato debba ampliare la partecipazione politica per rispondere ai cambiamenti sociali, piuttosto che opporsi a esse.

  3. Quali provvedimenti sociali furono introdotti durante il primo governo di Giolitti?
  4. Durante il primo governo (1903-1905), Giolitti introdusse norme a tutela del lavoro infantile e femminile, oltre a misure riguardanti invalidità, infortuni e vecchiaia.

  5. Come si sviluppò l'industria italiana durante il secondo governo di Giolitti?
  6. Nel secondo governo (1906-1909), Giolitti favorì lo sviluppo dell'industria pesante, completando la nazionalizzazione delle Ferrovie e proponendo la nazionalizzazione delle assicurazioni, nonostante l'industria fosse ancora arretrata.

  7. Quali furono le principali tematiche sociali affrontate nel terzo governo di Giolitti?
  8. Nel terzo governo (1911-1914), Giolitti cercò di introdurre il suffragio universale e la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita, anche se le donne rimasero escluse dal suffragio.

  9. Che impatto ebbe il Patto Gentiloni sulla laicità dello stato?
  10. Il Patto Gentiloni segnò una ferita alla laicità dello stato, poiché i deputati liberali si impegnarono a rappresentare interessi cattolici, impedendo la formazione di un partito cattolico autonomo e compromettendo l'indipendenza delle istituzioni.

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