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Concetti Chiave

  • L'Italia inizia il suo colonialismo nel 1882 con l'acquisto della Baia di Assab in Eritrea, utilizzata come base militare per espandere il suo dominio.
  • Nel 1889, il trattato di Uccialli stabilisce il riconoscimento dei possedimenti italiani in Eritrea e il protettorato in Etiopia, segnando un'importante conquista territoriale.
  • La sconfitta di Adua nel 1896 umilia l'Italia, che ottiene solo il dominio sull'Eritrea, ma non sull'Etiopia, evidenziando il fallimento della sua politica coloniale.
  • Il governo Crispi attua riforme significative, tra cui il rafforzamento del potere esecutivo e riforme amministrative, ma il suo secondo mandato segna una svolta autoritaria con repressione politica.
  • Le disuguaglianze sociali aumentano durante questo periodo, con contrastanti sviluppi economici tra il sud agricolo e il nord industrializzato, creando tensioni interne nel paese.

Inizio del colonialismo italiano

1882: l'italia compra dalla compagnia Rubattino la Baia di Assab, in Eritrea, per usarla com ebase militare, inizia quindi il colonialismo. L'obbiettivo è quello di conquistare sempre più territori anche all'entroterra.

Conquiste e trattati

1885: conquista di Massaua (confini con l'Etiopia)

1887: muore Depretis e sale al governo Crispi

1889: trattato di Uccialli per Eritrea ed Etiopia (si riconoscevano i possedimenti italiani in Eritrea e il protettorato in Etiopia)

1890: l'Italia ottenne dalle altre potenze, Germania e Austria, il protettorato sulla Somalia

1896: Italia umiliata con la sconfitta di Adua, per cui le viene riconosciuto il dominio sull'Eritrea ma non sull'Etiopia

1896: cade il secondo governo crispino(1893-1896)

Governo Crispi e riforme

Durante il suo primo mandato Crispi rafforza il potere esecutivo, attua una riforma comunale e provinciale decentrando il potere amministrativo, e una riforma del codice penale (1889, ministro della giustizia: Zanardelli), rafforza i poteri della polizia e attua una politica anticlericale.

Svolta autoritaria e conseguenze

Il secondo governo Crispi testimonia una svolta autoritaria, per cui si verificò la cancellazione di cittadini dalle liste elettorali, lo scioglimento del partito socialista dei lavoratori italiani (1894), la repressione dei fasci siciliani, e il fallimento della politica coloniale (1896).

Le conseguenze principali furono le disuguaglianze sociali sorte, e quelle tra sud e nord, caratterizzati da latifondi nel primo caso e industrie nel secondo; inoltre egli concede il diritto di sciopero ma dall'altro lato conferisce pieni poteri alle forze dell'ordine.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato l'inizio del colonialismo italiano e quali territori sono stati coinvolti?
  2. Il colonialismo italiano inizia nel 1882 con l'acquisto della Baia di Assab in Eritrea, utilizzata come base militare, e si espande con la conquista di Massaua nel 1885 e il trattato di Uccialli nel 1889, che riconosce i possedimenti italiani in Eritrea e il protettorato in Etiopia.

  3. Quali riforme ha attuato il governo Crispi durante il suo mandato?
  4. Durante il suo primo mandato, Crispi ha rafforzato il potere esecutivo, attuato riforme comunali e provinciali per decentralizzare il potere amministrativo, e riformato il codice penale, mentre ha anche incrementato i poteri della polizia e perseguito una politica anticlericale.

  5. Quali sono state le conseguenze della svolta autoritaria del secondo governo Crispi?
  6. La svolta autoritaria del secondo governo Crispi ha portato alla cancellazione di cittadini dalle liste elettorali, alla repressione del partito socialista e dei fasci siciliani, e al fallimento della politica coloniale, accentuando le disuguaglianze sociali tra nord e sud Italia.

Domande e risposte

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