Concetti Chiave
- La produzione teatrale italiana è rinomata a livello internazionale grazie a Carlo Goldoni e Luigi Pirandello, due autori di grande prestigio all'estero.
- Goldoni è l'unico commediografo italiano che compete con il repertorio internazionale, grazie alla qualità delle sue opere e alla profondità dei suoi personaggi.
- La carriera di Goldoni inizia a Feltre, dove scrive intermezzi per il Carnevale del 1730 e ottiene il suo primo successo con "Belisario" nel 1734.
- Durante la sua collaborazione con il teatro Sant'Angelo, Goldoni scrive capolavori come "La locandiera" e "La putta onorata", consolidando la sua reputazione.
- La sua esperienza a Parigi, sebbene deludente, porta alla creazione di opere significative come "Il ventaglio" e al riconoscimento come insegnante di italiano alla corte di Versailles.
Fortuna internazionale del teatro italiano
La produzione italiana per il teatro gode ancora oggi di fortuna internazionale grazie a due autori: Carlo Goldoni e Luigi Pirandello, essi, in quanto apprezzati autori di teatro nel mondo, sono tra i pochi scrittori italiani conosciuti all’estero.
Goldoni è l’unico autore di commedie della nostra letteratura che regge il confronto, nei teatri del mondo, con il grande repertorio internazionale; ciò si deve alla qualità di molti capolavori del commediografo veneziano, alla vivacità delle trovate drammatiche, alla ricchezza delle invenzioni sceniche e alla profondità dei caratteri.
Carlo Goldoni: vita e formazione
Carlo Goldoni nacque a Venezia il 25 febbraio 1707. Tra il 1719 e il 1720 studiò presso il locale Collegio dei Gesuiti, proseguì gli studi a Rimini. Nel 1721 fuggì da Chioggia sulla barca di una compagnia di comici. A Venezia si esercitò per alcuni mesi presso uno zio notaio; ma seguì presto il padre a Milano e a Pavia, dove nel 1723 fu accolto nel prestigioso Collegio Ghislieri per proseguire gli studi di diritto, ne venne espulso due anni dopo per una satira contro le donne pavesi.
Inizio carriera teatrale e successi
Nel 1727 iniziò un’attività lavorativa nell’amministrazione giuridica; a Feltre si dedicò al teatro, recitando e scrivendo, per il Carnevale del 1730 due intermezzi. La morte del padre, avvenuta l’anno successivo, costrinse la famiglia a ritirarsi a Venezia, dove Goldoni riprese gli studi giuridici e nell’ottobre si laureò a Padova.
La professione di avvocato non gli diede risultati convincenti e il bisogno indusse Goldoni a contrarre debiti e a impegnarsi in una promessa indesiderata, così fuggì da Venezia per andare a Milano nel 1733. Qui incontrò Giuseppe Imer, capocomico del teatro veneziano San Samuele; Goldoni tornò con lui a Venezia e scrisse la tragicommedia in versi “Belisario”, rappresentata con successo alla fine del 1734.
Nel 1737 gli fu affidata la direzione del teatro San Giovanni Crisostomo, qui rappresentò varie opere proprie, dove si poteva notare la tendenza a ridurre lo spazio destinato all’improvvisazione. Nel 1743 giunse alla prima commedia interamente scritta, “La donna di garbo”. Ma Goldoni si trovò coinvolto in una truffa e fuggì da Venezia con la moglie (sposata nel 1736) e andò a Pisa, dove si dedicò con successo alla professione di avvocato senza abbandonare la scrittura teatrale.
Collaborazioni e opere principali
Nel 1748 seguì il capocomico Gerolamo MEDEBACH a Mantova e scrisse per la sua compagnia “L’uomo prudente” e “La vedova scaltra”. Rientrato a Venezia lavorò per il teatro Sant’Angelo con la compagnia del MEDEBACH, che l’anno seguente gli offrì un contratto per quattro anni con un elevato compenso e con l’obbligo di fornire otto commedie nuove ogni anno. Così si aprì un periodo di intensa attività, tra i capolavori di quel periodo troviamo: La putta onorata, La famiglia dell’antiquario, La locandiera, Il teatro comico, Le femmine puntigliose, La bottega del caffè, Il bugiardo e I pettegolezzi delle donne.
Scaduto il contratto con Medebach, nel 1753 Goldoni ne stipulò uno nuovo con il teatro San Luca, impegnandosi per otto commedie l’anno; registrò alcuni insuccessi ma anche importanti successi; le commedie più riuscite del periodo furono: Gl’innamorati, Il campiello e I rusteghi e poi La trilogia della villeggiatura, Sior Todero Brontolon, Le baruffe chiozzotte e Una delle ultime sere di carnevale.
Esperienza a Parigi e ultimi anni
Tra il 1761 e il 1762 fu invitato a recarsi a Parigi dalla prestigiosa “Comedie Italienne”; qui l’accoglienza fu deludente, infatti gli venne chiesto di fornire scenari per commedie fondate su caratteri fissi e affidate all’improvvisazione, quindi fu costretto a rinunciare ai principi sui quali si fondava il suo rivoluzionario rinnovamento di poetica. Nonostante ciò, accanto a numerosi testi di secondaria importanza, compose opere di valore come Il ventaglio nel 1765.
In quell’anno venne nominato insegnante di italiano delle figlie del re Luigi XV, e così per cinque anni si trasferì presso la Corte di Versailles abbandonando la vita teatrale.
Nel 1770 ritornò a Parigi malato e stanco; nel 1771 ottenne un successo con Le Bourru Bienfaisant (Il burbero benefico).
Tra il 1775 e il 1780 si trasferì presso la corte di Versailles come insegnante di italiano al servizio delle sorelle di Luigi XVI.
Nel 1780 tornò definitivamente a Parigi, dove cominciò la stesura dei Memoires (Memorie).
Carlo Goldoni morì il 6 febbraio 1793.
Domande da interrogazione
- Quali sono i due autori italiani che hanno contribuito alla fortuna internazionale del teatro italiano?
- Qual è il contributo di Carlo Goldoni al teatro italiano?
- Quali eventi hanno segnato l'inizio della carriera teatrale di Goldoni?
- Quali sono alcune delle opere più importanti scritte da Goldoni?
- Come si è conclusa la carriera di Goldoni a Parigi?
I due autori sono Carlo Goldoni e Luigi Pirandello, entrambi apprezzati a livello mondiale e tra i pochi scrittori italiani conosciuti all'estero.
Goldoni è l'unico autore di commedie della letteratura italiana che regge il confronto con il grande repertorio internazionale, grazie alla qualità dei suoi capolavori e alla profondità dei caratteri.
Goldoni iniziò la sua carriera teatrale nel 1727, dedicandosi al teatro a Feltre e scrivendo intermezzi per il Carnevale del 1730, dopo aver affrontato difficoltà nella professione di avvocato.
Tra i capolavori di Goldoni si trovano "La locandiera", "Il bugiardo", "I pettegolezzi delle donne" e "La trilogia della villeggiatura", che evidenziano la sua intensa attività creativa.
Goldoni, dopo un'accoglienza deludente a Parigi, tornò alla vita teatrale con successo nel 1771 con "Le Bourru Bienfaisant" e continuò a scrivere fino alla sua morte nel 1793.