Concetti Chiave
- Le multinazionali sono grandi imprese che producono in più paesi, sfruttando costi ridotti della manodopera e minori difese sindacali.
- Il trasferimento delle produzioni comporta gravi conseguenze ambientali, come inquinamento e deforestazione, a scapito delle popolazioni locali.
- Poche multinazionali dominano il mercato globale, ostacolando la competitività delle piccole e medie imprese e creando divisioni economiche ed etiche.
- La globalizzazione culturale porta a una sostituzione delle culture locali con simboli del consumismo, come evidenziato dalla "Mcdonaldizzazione".
- Le critiche alla globalizzazione si concentrano sul potere delle multinazionali di influenzare politiche dannose per l'ambiente e per i diritti dei lavoratori.
Il ruolo delle multinazionali
Lo strumento dell’economia globalizzata sono le multinazionali, grandi imprese che organizzano la produzione in almeno due paesi diversi. le multinazionali hanno spostato parti o intere produzioni in paesi del Sud del mondo o in quelli dell’Europa orientale per godere di vantaggi come:
- il costo ridotto della manodopera, spesso reclutata in paesi economicamente disagiati e quindi disposta a lavorare con bassi salari e in qualsiasi condizione pur di combattere la miseria;
- minori difese sindacali a favore dei lavoratori;
- meno tasse da pagare per le imprese;
Conseguenze ambientali e sociali
È questo un problema grave perché, non soltanto sottopone le popolazioni locali a tutti i rischi di inquinamento a volte massiccio, ma va comunque ad aumentare il degrado complessivo del nostro mondo. A volte sono le foreste ad essere attaccate: abbattute senza nessun criterio di conservazione, per produrre legname pregiato; altre volte i fiumi sono ridotti a discariche per smaltire i rifiuti di lavorazioni pericolose che le società ricche del Nord del mondo non vogliono più sul loro territorio. Da anni sono sorti dei movimenti di protesta, definiti no global, che combattono proprio contro la gestione politicamente scorretta delle multinazionali.
Dominio delle grandi aziende
Poche aziende, dunque, di grandissime dimensioni impongono il loro punto di vista e dominano il mercato mondiale a scapito delle imprese di medie e piccole dimensioni che arrancano per esistere sulla piazza, non riuscendo a raggiungere un livello di competitività simile. È per questo che da anni il mondo globalizzato oltre a spaccarsi economicamente, si divide in parti opposte anche eticamente.
Impatto culturale e comunicativo
La globalizzazione dell’economia influenza anche la globalizzazione culturale tanto che in alcuni settori della scienza sociale si è affermato il termine Mcdonaldizzazione coniato dal sociologo Ritzer. Tale teoria indica il fenomeno attraverso il quale le culture locali vengono sradicate e sostituite dai simboli del consumismo provenienti dal design e dalla pubblicità, come il simbolo della Mc Donald, appunto. Nel campo delle comunicazioni il fenomeno della globalizzazione implica una rete sempre più ampia e più articolata di rapporti, favoriti dalle innovazioni tecnologiche. Internet, la tv satellitare e gli altri new media estendono a tutti la possibilità di usufruire di servizi sempre più avanzati, in altre parole, grazie all’incontro di globale e locale, si estendono le offerte d’informazione.
Critiche alla globalizzazione
Chi appoggia la globalizzazione vede in questo processo una crescente ricchezza mondiale e maggiori possibilità di sviluppo, libertà culturale, progressi tecnologici, istruzione e formazione, competitività e libera concorrenza. Tuttavia non tutti ritengono positivi gli effetti di questo processo, primi fra tutti i no global. La critica principale del movimento va alle multinazionali considerate così potenti da condizionare le scelte dei singoli governi verso politiche non sostenibili da un punto di vista ambientale ed energetico, imperialiste, non rispettose delle peculiarità locali, e dannose per le condizioni dei lavoratori. La globalizzazione ha contribuito a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni a livello mondiale, ma è cresciuto il divario tra le economie dei paesi ricchi e quelle dei paesi poveri.
Domande da interrogazione
- Quali sono i principali vantaggi che le multinazionali cercano spostando la produzione in paesi del Sud del mondo?
- Quali sono le conseguenze ambientali e sociali dell'operato delle multinazionali?
- In che modo le multinazionali influenzano il mercato globale e le piccole imprese?
- Quali sono le critiche principali mosse dai movimenti no global nei confronti della globalizzazione?
Le multinazionali spostano la produzione in paesi del Sud del mondo per godere di costi ridotti della manodopera, minori difese sindacali e meno tasse da pagare, come evidenziato nel testo.
L'operato delle multinazionali porta a gravi conseguenze ambientali, come inquinamento e degrado delle risorse naturali, e sociali, poiché le popolazioni locali sono esposte a rischi significativi, come descritto nel testo.
Le multinazionali dominano il mercato globale, imponendo il loro punto di vista e rendendo difficile la competitività per le piccole e medie imprese, come sottolineato nel testo.
I movimenti no global criticano la globalizzazione per il potere delle multinazionali, che influenzano le politiche governative in modo non sostenibile e aumentano il divario tra paesi ricchi e poveri, come riportato nel testo.