Concetti Chiave
- Giuseppe II d'Austria, eletto imperatore a 24 anni, ottenne il potere effettivo solo dopo la morte della madre Maria Teresa nel 1780.
- Amante delle riforme, abolì la servitù personale e promosse l'industria e l'istruzione pubblica, ma le sue riforme incontrarono forti opposizioni.
- Si distinse dalla madre in campo religioso, concedendo libertà di culto a protestanti ed ebrei e riformando la chiesa cattolica senza consultare il Papato.
- Giuseppe II perseguì un giuseppismo che mirava a subordinare la Chiesa al potere statale, provocando tensioni con il Papa Pio VI.
- Le sue riforme, seppur impopolari, prepararono i nazionalismi del XIX secolo e contribuirono al rinnovamento sociale all'interno dell'Impero asburgico.
Giuseppe II e l'inizio del suo regno
Eletto imperatore a 24 anni, nel 1756, Giuseppe II fu associato al governo, ma, in realtà la madre Maria Teresa non gli lasciò alcun potere. Soltanto alla morte di quest’ultima, avvenuta nel 1780, egli poté agire come voleva.
Riforme e opposizioni
Intelligente e colto, pieno di intenzioni generose, aveva una salute piuttosto gracile. Ammiratore di Federico II, soppresse i fasti della Corte, adottò la divisa militare ed intraprese lunghi viaggi in incognito con lo scopo di conoscere direttamente gli Stati ed i sudditi del suo Impero. Essendo un discepolo molto attento dei filosofi illuministi, egli credeva nell’onnipotenza della ragione: la sua logica molto rigorosa gli faceva disprezzare l’attaccamento alle tradizioni ed il rispetto degli interessi privati anche se legittimi. Cercò di continuare e perfezionare l’opera unificatrice intrapresa dalla madre ma la fretta ed il rigore con cui volle attuare le riforme suscitarono delle opposizioni violente. Pretese, per questo, di applicare le stesse leggi in tutti gli Stati dell’Impero, facendo del tedesco l’unica lingua ufficiale.
Abolizione della servitù e sviluppo economico
Solo un anno dopo la morte della madre, promulgò un decreto con cui aboliva la servitù personale, permettendo così alla classe contadina di realizzare dei grandi progressi. Sulla scia della madre, incoraggiò l’industria, il commercio e si interessò dell’istruzione pubblica.
Riforme religiose e giuseppismo
In campo religioso il suo intervento si differenziò notevolmente da quello di Maria Teresa. La madre era sempre rimasta fedele alla religione cattolica, mentre Giuseppe II accordò la libertà di culto ai protestanti con un apposito editto, l’Editto di Tolleranza e prese anche delle misure nei confronti della libertà di culto a favore degli Ebrei..
Senza prendere accordi preventivi con il Papato, volle anche riformare la chiesa cattolica, sopprimendo molti conventi e lasciando solo quelli che si dedicavano all’insegnamento e ad opere caritatevoli. Convinto della necessità dell’indipendenza del potere temporale e della sua supremazia sul potere spirituale, proibì la pubblicazione delle bolle papali ed ogni forma di corrispondenza dei prelati austriaci con Roma. Preoccupato, il Papa Pio VI si affrettò a recarsi a Vienna, ma tutto fu utile, perché Giuseppe II rifiutò di discutere con lui e il tentativo di sottoporre la Chiesa cattolica alle dipendenze dello stato (= giuseppismo) trionfò.
Conseguenze delle riforme di Giuseppe II
Tutte queste riforme, forse attuate in modo un po’ troppo frettoloso, furono causa di rivolte in Ungheria e nei Paesi Bassi. Tuttavia, la sua opera non fu inutile perché con le sue misure economiche e sociali Giuseppe II aveva assicurato il rinnovamento della società nei diversi stati che facevano parte dell’Impero asburgico e preparato i nazionalismi che caratterizzeranno il XIX secolo.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale difficoltà che Giuseppe II ha affrontato all'inizio del suo regno?
- Quali riforme significative ha introdotto Giuseppe II durante il suo regno?
- In che modo le riforme religiose di Giuseppe II si differivano da quelle di Maria Teresa?
- Quali furono le conseguenze delle riforme di Giuseppe II?
Giuseppe II, eletto imperatore a 24 anni, non ebbe potere reale fino alla morte della madre Maria Teresa nel 1780, il che limitò la sua capacità di governare e attuare le sue riforme.
Giuseppe II abolì la servitù personale, promuovendo il progresso della classe contadina, e incoraggiò l'industria, il commercio e l'istruzione pubblica, cercando di unificare le leggi dell'Impero.
A differenza di Maria Teresa, Giuseppe II accordò libertà di culto ai protestanti e agli Ebrei, riformando la Chiesa cattolica e imponendo la supremazia del potere temporale su quello spirituale, senza consultare il Papato.
Le riforme di Giuseppe II, sebbene utili per il rinnovamento della società, provocarono rivolte in Ungheria e nei Paesi Bassi, preparando però il terreno per i nazionalismi del XIX secolo.