Concetti Chiave

  • Giovanni Pascoli, nato nel 1855 in una famiglia numerosa, ha vissuto un'infanzia segnata da lutti e ha sviluppato un forte legame con il mondo rurale.
  • La sua poetica si basa sulla concezione del "fanciullino", un'entità interiore che mantiene viva la meraviglia infantile e che vede la poesia come strumento di conoscenza e connessione umana.
  • Le opere di Pascoli, come "Myricae" e "Al fanciullino", affrontano temi di morte, natura e la nostalgia per l'infanzia, utilizzando un linguaggio ricco e variegato.
  • Il suo stile è caratterizzato da sperimentalismo, mescolando termini tecnici e umili, e prediligendo figure retoriche come analogie e sinestesie per evocare emozioni profonde.
  • Pascoli utilizza la poesia per rifugiarsi in un mondo infantile rassicurante, contrastando la realtà esterna spesso percepita come minacciosa e ingiusta.

redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/giovanni-pascoli/giovanni-pascoli-vita-opere-poesie.html

Giovanni Pascoli - Vita e pensiero

Giovanni Pascoli nasce nel 1855 in una famiglia numerosa. In un ambiente rurale. L'infanzia fu interrotta da una serie di lutti, a 12 anni perse il padre (assassinato), l'anno successivo la madre e la sorella maggiore e l'anno dopo due fratelli. Nel 1873 inizia a frequentare l'università di Bologna avvicinandosi a idee socialiste. Dopo essere stato incarcerato per alcuni mesi (manifestazioni socialiste) prende le distanze dal movimento socialista. Si laurea in lettere. Carducci lo aveva designato come suo successore. Nel 1891 scrive Myricae. Nel 1897 pubblica la prosa al fanciullino. E sempre nello stesso anno scrive i poemetti. Nel 1903 pubblica i canti di castel vecchio. Dopo essere tornato in toscana, ed essersi riunito con le due sorelle, vive come un tradimento il matrimonio della sorella. Nel 1906 prende la cattedra di letteratura italiana a Bologna (era stata di Carducci) questo segna una svolta perche le tematiche che affronta non sono più private ma civili e patriottiche. Muore nel 1912.

La poetica
Le caratteristiche portanti della produzione pascoliana sono: la fuga della realtà e la concezione di una poesia come strumento di conoscenza privilegiato. La poetica del fanciullini si articola i 4 punti:
In tutti gli individui è presente un fanciullino musico ovvero il sentimento che fa sentire la sua voce nell'età infantile per poi attenuarsi nell'età adulta. Il poeta è colui che riesce a mantenere viva dentro di se la voce del fanciullino. La fuga dalla realtà, cardine della poetica simbolista, si manifesta in Pascoli in una regressione al mondo infantile. I temi e i simboli ricorrenti nella produzione di Pascoli sono: il nido o la casa, la culla, la siepe e la nebbia;
Altro aspetto fondamentale è il modo di vedere le cose del fanciullino. Tipico del fanciullino è vedere tutto con meraviglia, tutto come per la prima volta. Scoprire cioè la poesia nelle cose stesse, nelle più grandi come nelle più piccole (poesia delle piccole cose). Attenzione è data agli elementi del mondo agreste, specie i più minuti;
Attraverso il ricorso alle analogie si creano relazioni nuove e inaspettate, che hanno un valore conoscitivo, in quanto servono a esprimere quelle realtà di carattere generale sul senso dell'esistenza umana, che non la scienza ma solo lo sguardo disinteressato del fanciullino può raggiungere;
Riguarda la funzione della poesia. La poesia ha una suprema utilità morale e sociale in quanto unisce gli uomini e li fa sentire fratelli. Avvicinandoli a un sentimento di amore reciproco. In linea col pensiero decadente la poesia non deve essere finalizzata all'edificazione morale. Al poesia è inoltre un valore consolatorio;
La poesia di Pascoli è di carattere morboso e legata ai temi dell'eros e della morte.
Nel famoso scritto "Il Fanciullino", Pascoli definisce ampiamente la sua poetica. La poesia non è razionalità, ma una perenne capacità di stupore tutta infantile, in una disposizione irrazionale che permangono dentro l'uomo anche quando si è cronologicamente lontani dall'infanzia. Il poeta viene paragonato al fanciullino che si mette di fronte alla realtà rendendo inattiva la ragione: sa attribuire significati estremamente soggettivi alle cose che lo circondano. Il poeta è privo di malvagità, è caratterizzato dalla condizione di stupore e dalla capacità di riflettere i propri stati d'animo nelle piccole cose. Il poeta-fanciullino è una figura astratta perché non tutti i fanciulli sono buoni e, imperfetta in quanto il poeta non riuscirà mai pienamente nel suo tentativo di tornare bambino.
Il carattere dominante della poesia del Pascoli è costituito dall'evasione della realtà per rifugiarsi nel mondo dell'infanzia, un mondo rassicurante, dove l'individuo si sente isolato ma tranquillo rispetto ad una realtà che non capisce e quindi teme. Il fatto che la poesia si sviluppi sulla base di una contrapposizione tra mondo esterno e mondo privato, e che il primo sia connotato negativamente, mentre il secondo positivamente, è un'altra costante in Pascoli. Ciò si ricollega al bisogno di affetto e protezione, per cui, proprio come un bambino, il poeta sente la necessità di rinchiudersi in un nido e sfuggire ai pericoli della vita. Quindi Pascoli ci vuole dire che la dolcezza dell'infanzia e della giovinezza dura poco e presto si rivela essere un'illusione. Sulla vita dell'uomo incombono tristezza, silenzio e morte e, per quanto riguarda il caso pascoliano, la nostalgia per qualcosa che è stato perso per sempre, il dolore per gli affetti strappati, lo sconforto per la malvagità umana e per l'ingiustizia che regna sulla terra.

Lo sperimentalismo stilistico di pascoli
Sul piano lessicale mescola termini precisi a volte tecnici, specifici dei linguaggi settoriali (natura, lavoro nei campi), a parole umili. Frequente è l'uso del fonosimbolismo, in particolare allitterazioni e onomatopee. Le figure retoriche predilette sono l'analogia e la sinestesia (vista olfatto, vista udito). Sul piano sintattico spicca la predilezione della paratassi.

Myricae
La prima edizione del 1891 comprendeva 22 poesie; nell'edizione definitiva, del 1903, ve ne erano 156. I temi che predominano nella raccolta sono quelli della morta e della natura sempre affrontati cono attraverso una minuziosa attenzione al dettaglio. Gran parte attinge dalle proprie vicende familiari e dal mondo della campagna. Ma la novità della poesia di Pascoli consiste nel riuscire a caricare i particolari minimi di sensi e significati simbolici. Sviluppò, così, un'idea di poesia in sintonia col simbolismo europeo. L'opera è caratterizzata da un'estrema varietà metrico-stilistica e linguistica: Pascoli abbandona i modelli tradizionali e si avvale di un linguaggio estremamente diversificato, che spazia da vocaboli di uso dialettali a colti e specialistici e concede ampi spazi all'onomatopea. Anche la sintassi tradizionale viene abbandonata: la percezione alogica, intuitiva e musicale del mondo si concretizza attraverso l'abolizione dei nessi logici.

Temporale
Appartiene alla raccolta Myricae. E' una ballata minima di settenari con rime secondo lo schema A BCBCCA.
Il componimento è costituito da una serie di percezioni uditive e visive realizzate attraverso analogie, che fanno sembrare la ballata un quadro impressionistico carico di valori simbolici, in questo caso evocano angoscia e inquietudine. Il ritmo, che è più lento nei primi due e negli ultimi due versi e più sostenuto nei tre versi centrali, conferisce al componimento particolare musicalità. L'annullamento dei legami logico-sintattici accentua il carattere alogico. Numerose le analogie.
Nell'ultimo verso la realtà umana è descritta attraverso una metafora tratta dal mondo animale. Pascoli era un appassionato di ornitologia. Il colore bianco del piumaggio dell'uccello, contrapposto al rosso e al nero del temporale, che evocano immagini di sconvolgimento e di dolore, rappresenta la l'innocenza, la purezza e la pace del nido domestico.

Il lampo
Il legame con Temporale è contenutistico e stilistico: analogo tra i due componimenti è lo schema compositivo, anche se nel secondo il settenario diventa endecasillabo; quasi identica è anche l'immagine centrale, il fugace apparire di una casa. E, ancora, identico è il simbolismo impressionistico che la rappresenta.
Il lampo è una ballata piccola di endecasillabi con rime secondo lo schema A BCBCCA.
Il primo verso spiega che grazie alla luce del lampo è possibile vedere la natura nella sua realtà più profonda. Gli aggettivi utilizzati per descrivere la terra (ansate, livida e in sussulto) e il cielo (ingombro, tragico e disfatto) non denotano un dato visivo ma forniscono un'interpretazione in chiave simbolica dell'evento atmosferico. In questo frangente di luce, quello che precede il tuono (tacito tumulto (ossimoro) ,si intravvede una casa bianca (nido) contro il nero del temporale.
Come in Temporale, è presente la rima tra il primo e l'ultimo verso (circolarità della poesia). L'eliminazione dei nessi logico-sintattici è realizzata attraverso una sintassi nominale, che procede in modo paratattico senza congiunzioni. Numerose le assonanze e le allitterazioni. I richiami fonici diventano richiami visivi a suggerire la rapidità dell'apparizione.
Grazie alla presenza dell'occhio il fenomeno naturale diviene metafora di una tragedia umana, più in particolare il ricordo dell'assassinio del padre. Il lampo è il simbolo della realtà minacciosa del mondo, alla quale si contrappone un'unica possibilità di salvezza, il rifugio della casa-nido.

Novembre
La forma metrica del componimento: sono tre strofe saffiche (poetessa Saffa) di tre endecasillabi più un quinario a rima alternata ABAb.
Allitterazione per assonanza in “e” e “o” e per consonanza in “s” e in “r”. e in f r g nell'ultima strofa che tende a riprodurre il suono delle foglie (funzione onomatopeica). Sinestesia: “cader fragile” e “odorino amaro”, ossimoro: “estate fredda”.
Una serena e tersa giornata di novembre può per un attimo suggerire un'illusione di primavera, ma si tratta di un'illusione che presto scompare, e alle iniziali impressioni subentra la constatazione di un inverno.
In questa poesia il paesaggio mostra un duplice aspetto. Sotto un'apparenza di armonia e di positività possono nascondersi la presenza e la minaccia della morte.
Nella prima strofa vi è inizialmente un'immagine primaverile (gemmea l'aria - il sole è così chiaro), l'immagine di una giornata soleggiata nel mese di novembre, durante la cosiddetta "estate di S. Martino". Ma ciò che il poeta vuole realmente rappresentare è la breve illusione della felicità. Nella bella giornata autunnale, la luce del sole e l'aria limpida danno per un istante l'illusione che sia primavera. Ma subito ci si rende conto che le piante sono secche e spoglie. Nella seconda strofa Pascoli ha voluto iniziare con un “Ma”, che segna un netto rovesciamento della situazione precedente, è il ritorno alla realtà dopo l'illusione di dolcezza primaverile, quindi della delusione.
Nella terza strofa viene confermata la realtà di morte.

X Agosto
Il titolo di questa poesia rimanda al giorno in cui fu assassinato il padre del poeta. Ma prima di evocare questo dolore privato, il poeta racconta di un'altra morte assurda, quella di una rondine uccisa mentre tornava al nido dei suoi piccoli. Ecco il dolore individuale, condiviso, diviene dolore collettivo, un dolore immenso, di fronte al quale il Cielo piange sconsolato: la notte del 10 agosto è infatti la notte di San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti (lacrime di San Lorenzo).
Forma metrica: sei quartine di decasillabi e novenari alternati a rime alternate: ABAB.
Nella seconda e nella terza strofa troviamo il seguente nucleo narrativo: mentre tornava al nido dove la aspettavano i suoi piccoli, una rondine è stata uccisa senza motivo, è caduta tra i rovi, con l'insetto che avrebbe costituito la cena dei rondinini. Ora è la, ingiustamente uccisa come Cristo sulla croce, con le ali spalancate e con quel verme inutilmente proteso verso il cielo, mentre i suoi piccoli attendono invano il suo ritorno e piangono sempre più piano.
La quarta e la quinta strofa propongono il secondo nucleo semantico: come la rondine, anche un uomo è stato ucciso mentre tornava al suo nido portando due bambole in dono alle figlie; ha avuto solo il tempo di dire perdono, non ha potuto nemmeno gridare, e quel grido inespresso è leggibile negli occhi sbarrati dal terrore. Nella casa solitaria i figli lo aspettano; egli giace immobile mostrando le bambole al cielo lontano.
L'ultima strofa chiude il componimento riprendendo la prima, l'immagine del cielo.
La struttura del testo, rievoca l'immagine della croce.

Domande da interrogazione

  1. Quali eventi tragici hanno segnato l'infanzia di Giovanni Pascoli?
  2. Giovanni Pascoli ha vissuto un'infanzia segnata da lutti profondi, perdendo il padre assassinato a soli 12 anni, seguito dalla morte della madre, di una sorella e di due fratelli nei successivi anni (testo).

  3. Come si è evoluta la poetica di Pascoli nel corso della sua carriera?
  4. La poetica di Pascoli si è evoluta da tematiche private a questioni civili e patriottiche dopo il suo ritorno in Toscana e l'assunzione della cattedra di letteratura italiana a Bologna nel 1906 (testo).

  5. Qual è il concetto centrale del "fanciullino" nella poetica di Pascoli?
  6. Il "fanciullino" rappresenta la parte infantile e meravigliosa presente in ogni individuo, che il poeta riesce a mantenere viva, permettendo di vedere la poesia nelle piccole cose e di esprimere sentimenti profondi (testo).

  7. In che modo Pascoli utilizza il linguaggio e le figure retoriche nella sua poesia?
  8. Pascoli mescola termini tecnici e umili, utilizzando fonosimbolismo, allitterazioni e onomatopee, e predilige figure retoriche come l'analogia e la sinestesia, creando un linguaggio ricco e variegato (testo).

  9. Qual è il significato del titolo "X Agosto" nella poesia di Pascoli?
  10. "X Agosto" si riferisce al giorno dell'assassinio del padre di Pascoli, utilizzando la morte di una rondine come metafora per esprimere un dolore collettivo e personale, collegando la sofferenza umana a quella degli animali (testo).

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