Concetti Chiave

  • L'affresco di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova rappresenta una scena religiosa con personaggi dotati di aureola.
  • Il protagonista, identificabile in Gesù, è raffigurato con ferite alle mani e ai piedi e tiene uno stendardo nella mano sinistra.
  • La presenza di angeli e un paesaggio deserto evidenziano il tema della resurrezione e della rinascita.
  • Giotto utilizza la tecnica a giornate e il chiaroscuro per rendere la scena realistica, con un'attenzione particolare al panneggio delle vesti.
  • Le vesti anacronistiche dei personaggi, tipiche del Trecento, contribuiscono a rendere l'opera più accessibile al pubblico dell'epoca.

Qual è la descrizione dell'affresco?

Questo affresco si trova nella Cappella degli Scrovegni a Padova ed è stato realizzato da Giotto tra il 1303 e il 1305.

La scena rappresentata è di tipo religioso e agiografico: alcuni personaggi infatti hanno il capo circondato dall’aureola.
In primo piano troviamo una donna coperta da un velo color borgogna accasciata a terra, che tende le mani verso il protagonista della rappresentazione, collocato al margine destro dell’affresco: quest’uomo, che possiamo identificare in Gesù, è vestito con una tunica bianca con i bordi in oro ed è probabile pensare che sia appena stato crocifisso, perché sulle mani e i piedi porta le ferite provocate dai chiodi. Nella mano sinistra tiene uno stendardo. L’ipotesi che sia appena risorto è avvalorata dalla presenza di due angeli sulla sinistra, che siedono su una tomba marmorea: inoltre le lori vesti sono identiche a quelle di Cristo. Nelle mani entrambi gli angeli tengono uno strumento a fiato, forse un flauto. Davanti alla tomba quattro personaggi stanno dormendo appoggiati al terreno o al marmo.

Elementi simbolici e tecnici

Nello sfondo Giotto inserisce un paesaggio spoglio e deserto, che si contrappone alla rigogliosità degli arbusti vicino all’uomo risorto, proprio per indicare la rinascita. Nel cielo notturno brillano le stelle, ora difficilmente distinguibili a causa del deterioramento dell’affresco. I volti dei personaggi sono fortemente espressivi: la donna è incredula di fronte alla resurrezione e tende la braccia verso l’uomo, che invece la respinge con un gesto della mano. Per evidenziare il sonno profondo in cui sono assorte le figure ai piedi del sepolcro, le mani di alcuni sono appoggiate sotto la testa e dai loro volti non traspare nessuna emozione. Gli angeli invece hanno un’espressione lieta e sono composti.

L’affresco è costruito sull’opposizione tra la linea del braccio dell’uomo risorto e quella del paesaggio sullo sfondo, che è parallela al braccio dell’angelo più a sinistra. Le vesti dei personaggi sono anacronistiche: infatti vengono utilizzati i capi d’abbigliamento tipici del Trecento in un dipinto dove è rappresentato un episodio risalente a più di mille anni prima. Giotto rende la scena realistica anche attraverso il panneggio delle vesti e il chiaroscuro con le ombre colorate. L’affresco è stato realizzato con la tecnica a giornate, introdotta da Giotto stesso nella realizzazione delle Storie di Francesco del cantiere di Assisi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della figura centrale nell'affresco di Giotto?
  2. La figura centrale, identificabile in Gesù, è rappresentata con le ferite della crocifissione e tiene uno stendardo, suggerendo che sia appena risorto, come indicato dalla presenza degli angeli e dalla scena che si svolge attorno a lui.

  3. Quali elementi simbolici emergono dallo sfondo dell'affresco?
  4. Lo sfondo desolato contrasta con la vegetazione rigogliosa vicino a Gesù, simboleggiando la rinascita. Inoltre, il cielo notturno con le stelle, ora poco visibili, contribuisce a creare un'atmosfera di mistero e sacralità.

  5. In che modo Giotto utilizza la tecnica del chiaroscuro nell'affresco?
  6. Giotto impiega il chiaroscuro per dare profondità e realismo alla scena, evidenziando le ombre colorate e il panneggio delle vesti, rendendo i personaggi più espressivi e vividi, come si può notare nei volti e nelle posture.

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