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Concetti Chiave

  • La giornata dei monaci benedettini si articolava in 8 ore di preghiera e 9 ore di lavoro, seguendo il principio "Ora et labora".
  • La loro routine iniziava alle tre di notte con il "mattutino", seguito da un momento di lettura dei libri sacri nella cella.
  • Il pasto dei monaci era frugale, composto da legumi, formaggio, patate e frutta, e durante la Quaresima si nutrivano solo di pane, acqua e frutta.
  • I monaci erano coinvolti in vari lavori manuali e culturali, come la costruzione di ospedali, la bonifica di terreni e la copiatura di opere latine in manoscritti decorati.
  • Le abbazie benedettine, situate su colline in Italia, proteggevano i cittadini dai barbari e conservavano opere d'arte salvate dalla distruzione.

La routine dei monaci

La giornata dei monaci benedettini comprendeva 8 ore di preghiera e 9 di lavoro, in applicazione della formule “Ora et labora”.

Il mattutino e la lettura

Alle tre di notte, i monaci lasciavano il loro duro giacigli fatto di tavole su cui avevano riposato per poche ore e si recavano in chiesa, in fila indiana. Per tre ore, qui recitavano la preghiera detta il “mattutino”. Indossavano un saio completamente bianco, chiamato l’abito di coro.

Prima di iniziare il faticoso lavoro della giornata, ogni monaco si ritirava per un po’ di tempo nella sua cella per dedicarsi alla lettura dei libri sacri. La cella era arredata in modo molto umile e dismesso: un letto, un attaccapanni, un’acquasantiera e un armadietto, sufficiente per sistemare le pochissime cose di cui un monaco poteva disporre.

Il pasto frugale

Alle 11:00, i monaci si riunivano nel refettorio, dove consumavano un frugalissimo pasto. Le pietanze erano sempre le stesse: un piatto di legumi, un pezzetto di formaggio, patate e frutta. Durante il periodo della Quaresima, che per i monaci durava alcuni mesi, essi ci nutrivano soltanto di pane, acqua e frutta.

Lavori manuali e cultura

Per nove ore al giorno i monaci erano impegnati in lavori manuali. Ciascuno di essi, secondo le proprie capacità aveva una specifica mansione da compiere sempre con l’intento di fare del bene al prossimo: costruzione di un ospedale, lavorazione della terra, bonifica di terreni incolti, costruzione di strade,distribuzione dei prodotti ai più bisognosi, istruzione ed educazione di bambini rimasti privi di assistenza rimasti orfani a seguito di guerre o di saccheggi. Alcuni si dedicavano a ricopiare le opere dei grandi scrittori latini e prendevano il nome di “amanuensi”. Questi manoscritti sono pervenuti a noi con il nome di “codici”, ricchi di ornamenti e di figure, dipinte con polvere d’oro e d’argento. Poiché essi adoperavano soprattutto il minio, una polvere di colore rosso vivo che viene prodotto dal piombo lasciato a contatto con l’aria, il loro dipinti erano chiamati “miniature”. Grazie ai monaci benedettini la cultura classica è potuta giungere fino a noi e salvarsi dalla distruzione operata dalle popolazioni barbariche.

La fine della giornata

Al calar del sole, i monaci avevano concluso la loro giornata di preghiera e di lavoro. Dopo una cena frugale, si recavano nella propria cella e si coricavano vestiti dell’abito di coro. Ogni giorno si ripeteva la stessa vita di sacrificio fatta di preghiera e di aiuto al prossimo.

Le abbazie benedettine

Le abbazie benedettine erano molto numerose in Italia: Chiaravalle, Bobbio, Nonantola, Vallombrosa, Camaldoli, Montecassino e Monreale. I monasteri sorgevano sulle colline dove i barbari giungevano raramente. Lassù i monaci accoglievano i cittadini fuggitivi e riunivano le opere d’arte che questi ultimi erano riusciti a salvare dalla distruzione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la struttura della giornata dei monaci benedettini?
  2. La giornata dei monaci benedettini è suddivisa in 8 ore di preghiera e 9 ore di lavoro, seguendo il motto “Ora et labora”.

  3. Come si svolge il mattutino e la lettura?
  4. I monaci si alzano alle tre di notte per recitare il “mattutino” in chiesa per tre ore, indossando un saio bianco, e poi si ritirano nella loro cella per dedicarsi alla lettura dei libri sacri.

  5. Quali erano le abitudini alimentari dei monaci durante la giornata?
  6. Alle 11:00, i monaci consumavano un pasto frugale composto da legumi, formaggio, patate e frutta, e durante la Quaresima si nutrivano solo di pane, acqua e frutta.

  7. Qual è il contributo culturale dei monaci benedettini?
  8. I monaci benedettini si dedicavano a lavori manuali e alla copia di opere latine, creando manoscritti decorati, noti come “codici”, che hanno preservato la cultura classica dalla distruzione barbarica.

Domande e risposte

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