Concetti Chiave
- La Venere dormiente fu probabilmente commissionata da Girolamo Marcello subito dopo le sue nozze nel 1507.
- L'opera rimase incompleta alla morte del pittore originale nel 1510, per essere successivamente completata da Tiziano Vercellio.
- Questa rappresentazione di Venere è inusuale, poiché la dea non era mai stata raffigurata mentre dorme, mantenendo la posa della Venus pudica in una posizione distesa.
- Il soggetto riflette un ideale neoplatonico, unendo elementi antichi e moderni in un connubio artistico.
- La scelta di Venere come figura centrale giustificava le pretese di una discendenza della famiglia di Marcello dalla Gens Iulia, celebrata nell'Eneide di Virgilio.
La Venere dormiente e la sua commissione
Marcantonio Michielin ci racconta di aver visto la Venere dormiente nella casa di Girolamo Marcello. Molto probabilmente venne commissionata subito dopo le nozze del committente, avvenute circa nel 1507. L'opera fu lasciata probabilmente incompleta alla morte del pittore nel 1510, e pertanto appare che questa venne completata dal pittore Tiziano Vercellio (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 27 agosto 1576) negli anni immediatamente successivi, come sembra riportare lo storico Giorgio Vasari.
Iconologia e significato della Venere
Si tratta di una rappresentazione inusuale della dea, che non era mai stata rappresentata mentre dorme e che riprende la posa della Venus pudica,sebbene aggiornandola ad una posizione distesa. Si tratta naturalmente di un soggetto tipicamente neoplatonico, dove l'antico incontra il moderno in un connubio "ideale". Per comprendere il motivo della scelta iconologica è assolutamente necessario fare riferimento alla ricezione dell'opera e, conseguentemente, al committente. La figura di Venere era stata probabilmente scelta per giustificare le pretese di una discendenza della famiglia di Marcello della Gens Iulia. Infatti nell’Eneide di Virgilio, essa è celebrata come stirpe nata dalla dea, in quanto essa si configuri come madre di Enea.
Domande da interrogazione
- Qual è la storia della commissione della Venere dormiente?
- Qual è l'iconologia della Venere dormiente e il suo significato?
- Perché la figura di Venere è significativa per il committente?
La Venere dormiente fu commissionata da Girolamo Marcello subito dopo le sue nozze, avvenute circa nel 1507. L'opera rimase incompleta alla morte del pittore nel 1510 e fu successivamente completata da Tiziano Vercellio, come riportato dallo storico Giorgio Vasari.
La Venere dormiente presenta una rappresentazione inusuale della dea, mai vista prima in una posa di sonno, che riprende la Venus pudica ma in una posizione distesa. Questo soggetto neoplatonico unisce l'antico e il moderno, riflettendo le pretese di discendenza della famiglia Marcello dalla Gens Iulia, come celebrato nell’Eneide di Virgilio.
La figura di Venere è stata scelta per giustificare le pretese di nobiltà della famiglia di Marcello, poiché nella mitologia è considerata madre di Enea, legando così la famiglia a una stirpe divina, come evidenziato nell’Eneide di Virgilio.