Concetti Chiave
- Il progetto giolittiano cerca di integrare la Sinistra nel contesto liberale, ma incontra il rifiuto delle figure socialiste più influenti.
- Le pratiche politiche giolittiane si basano su tecniche clientelari e personalistiche, senza creare organizzazioni liberali stabili.
- Il partito socialista evolve verso una linea "riformista" inizialmente, ma successivamente si afferma la corrente intransigente con metodi di lotta più radicali.
- Le organizzazioni sindacali, come Federterra e Confederazione Generale del Lavoro, sono fondamentali per il legame tra il partito socialista e le sue basi rurali.
- Nonostante la mancanza di suffragio universale maschile, il partito socialista ottiene risultati elettorali significativi, dimostrando la sua forte organizzazione e propaganda.
Il progetto giolittiano e la sinistra
Dal punto di vista più puramente politico per ora il progetto giolittiano vuole includere stabilmente la Sinistra (radicali e socialisti moderati) entro il quadro politico dominato dai liberali. L'operazione viene messa in atto con manovre di tipo classicamente personalistico, nel senso che vengono contattati i singoli parlamentari a cui si chiede l'ingresso a titolo personale nel governo. Questa tattica si rivela di scarso respiro tanto è vero che le più autorevoli personalità socialiste contattate rifiutano la collaborazione diretta col governo giolittiano. Più in generale, i deputati socialisti che inizialmente appoggiano il governo Zanardelli, dal 1903 delusi da l'azione di governo, che giudicano troppo debole sul versante della legislazione sociale, ritirano il loro sostegno e da allora si collocano stabilmente all'opposizione.
Le pratiche politiche giolittiane
Dall'altro canto, durante l'intero periodo giolittiano le pratiche politiche per la formazione delle maggioranze non mutano rispetto ai periodi precedenti, in quanto non si forma alcuna organizzazione politica stabile dei liberali, mentre le tecniche clientelari e personalistiche continuano a essere largamente diffuse (a volte con qualche grave risvolto criminale).
Qual è l'evoluzione del partito socialista?
All'inizio del XX secolo, in conseguenza del mutamento del quadro politico determinato dalla formazione del governo Zanardelli-Giolitti, il partito socialista si attesta su una linea "riformista", caldeggiata in particolare da Filippo Turati. La manifestazione primaria di questo orientamento è la decisione presa dai deputati socialisti di appoggiare il governo Zanardelli. Nel 1904 si impone la "corrente intransigente" con l'obiettivo principale quello di sperimentare metodi di lotta più decisa nei confronti dei governi borghesi, anche di quelli con ambizioni riformiste, come il governo guidato da Giolitti. Nell'autunno del 1904 (esattamente 16-21 settembre) viene organizzato il primo "sciopero generale" della storia d'Italia. L'effetto non è quello che i socialisti intransigenti si augurano, perché il governo Giolitti non perde il controllo della situazione. E così negli anni successivi, i riformisti riprendono il controllo del Partito socialista, conservandolo fino al 1911: infatti la linea è quella di non concedere la fiducia ai governi borghesi, ma di appoggiarli quando presentano disegni di legge che introducano importanti riforme.
Il ruolo delle organizzazioni sindacali
Il partito socialista si collega alle organizzazioni sindacali, sia agrarie sia industriali. Nel 1901 si costituisce la Federterra, l'organismo nazionale che raccoglie le leghe e i sindacati contadini socialisti. Nel 1906 viene costituita la "Confederazione Generale del Lavoro" (Cgl), organo centrale di coordinamento di tutte le associazioni sindacali e di orientamento socialista. Il partito è fortemente radicato nel Nord: infatti nel 1914 sui 57.274 iscritti il 70% abita proprio in quell'area; è lì molti dei militanti oppure dei simpatizzanti sono contadini salariati e braccianti; da questo punto di vista il ruolo della Federterra e cruciale nello svolgere un'azione di raccordo tra la dirigenza del partito e le sue propaggini rurali.
I risultati elettorali del partito socialista
Dal punto di vista elettorale, pur essendo nel contesto di un sistema rappresentativo che non prevede suffragio universale maschile, il partito socialista ottiene risultati apprezzabili, segno della vitalità della sua propaganda e della sua struttura organizzativa.
Domande da interrogazione
- Qual era l'obiettivo del progetto giolittiano nei confronti della Sinistra?
- Come si caratterizzavano le pratiche politiche durante il periodo giolittiano?
- Quale fu l'evoluzione del partito socialista all'inizio del XX secolo?
- Qual è il ruolo delle organizzazioni sindacali nel contesto del partito socialista?
- Quali risultati elettorali ottenne il partito socialista nonostante il sistema rappresentativo?
Il progetto giolittiano mirava a includere stabilmente la Sinistra, composta da radicali e socialisti moderati, nel quadro politico dominato dai liberali, ma incontrò resistenze significative da parte delle personalità socialiste più autorevoli.
Le pratiche politiche giolittiane non mutarono rispetto ai periodi precedenti, continuando a utilizzare tecniche clientelari e personalistiche, senza formare un'organizzazione politica stabile tra i liberali.
All'inizio del XX secolo, il partito socialista si orientò verso una linea "riformista", sostenuta da Filippo Turati, ma successivamente emerse una "corrente intransigente" che cercò metodi di lotta più decisi contro i governi borghesi.
Il partito socialista si collegò strettamente alle organizzazioni sindacali, come la Federterra e la Confederazione Generale del Lavoro, che svolsero un ruolo cruciale nel raccordo tra la dirigenza del partito e le sue basi rurali.
Nonostante il sistema rappresentativo privo di suffragio universale maschile, il partito socialista conseguì risultati elettorali apprezzabili, evidenziando la vitalità della sua propaganda e della sua struttura organizzativa.