Concetti Chiave
- Epicuro, nato a Samo nel 341 a.C., propone un'interpretazione dell'atomismo orientata al benessere dell'anima piuttosto che alla mera indagine razionale della natura.
- La filosofia epicurea è concepita come un mezzo per curare l'anima dai suoi affanni, simile a come la medicina cura il corpo, per raggiungere una vita beata.
- Il concetto di "canonica" di Epicuro stabilisce le basi della sua filosofia, fornendo il criterio per la verità che si riflette nella fisica e nell'etica.
- Epicuro sostiene che la conoscenza sensibile è il criterio della verità, basata su sensazioni e sentimenti di piacere e dolore che influenzano la felicità.
- Le supposizioni formulate dal giudizio possono risultare false, mentre le sensazioni dirette e le emozioni sono considerate verità fondamentali nella filosofia epicurea.
Epicuro e l'atomismo
Epicuro era nato a Samo nel 341 a.C., e, prima di stabilirsi ad Atene, aveva insegnato a Mitilene e a Lampsaco. La dottrina da lui professata era l'atomismo, sebbene Epicuro tenesse a dichiararsi indipendente da Democrito. E ciò può anche considerarsi vero, nel senso che lo spirito con cui la dottrina veniva professata da Epicuro era lontano da quello di Democrito, e l'atomismo era accettato non come uno strumento d'indagine razionale della natura, ma come la dottrina che meglio può favorire la tranquillità dell'animo, scopo supremo della vita.
La filosofia come cura dell'anima?
Una filosofia che non serva a curare l'anima dei suoi affanni sarebbe del tutto inutile, come una scienza medica che non servisse a curare il corpo: "la filosofia è infatti un'attività che, con discorsi e ragioni, procura la vita beata".
La canonica di Epicuro
E', questo, l'enunciato fondamentale della canonica di Epicuro, che costituisce la prima parte della sua filosofia: quella che deve dare il criterio e il principio della verità sviluppata nelle altre due: la fisica, e soprattutto l'etica, che è la ragion d'essere anche del resto.
Criterio della verità
Criterio della verità è la conoscenza sensibile. Vere sono, anzitutto, le sensazioni che si producono per l'azione di simulacri (éidola) delle cose, che s'imprimono nel fluido che costituisce l'anima, e vi lasciano un'impronta, da Epicuro chiamata prolessi, o "anticipazione", perché permette di prevedere le esperienze future. In secondo luogo sono veri in ogni caso i sentimenti di piacere e di dolore, da cui dipende interamente la nostra felicità. Per contro le "supposizioni", o ipolessi, che possiamo formare con il nostro giudizio circa la causa di ciò che sentiamo, possono esser false: perché ci può capitare di attribuire a una causa ciò che proviene, in realtà, da una causa diversa. Il ragionamento può estendersi al di là di ciò che è percepito immediatamente con i sensi: ma sempre soltanto sul fondamento di ciò che i sensi ci attestano.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale obiettivo della filosofia secondo Epicuro?
- In che modo Epicuro differisce da Democrito riguardo all'atomismo?
- Qual è il criterio della verità secondo Epicuro?
Epicuro sostiene che la filosofia deve servire a curare l'anima dai suoi affanni, rendendola capace di vivere una vita beata, proprio come la medicina cura il corpo (cfr. "la filosofia è infatti un'attività che, con discorsi e ragioni, procura la vita beata").
Sebbene Epicuro professi l'atomismo, si dichiara indipendente da Democrito, poiché la sua interpretazione della dottrina è orientata non come strumento d'indagine razionale, ma come mezzo per favorire la tranquillità dell'animo (cfr. "l'atomismo era accettato non come uno strumento d'indagine razionale della natura").
Il criterio della verità per Epicuro è la conoscenza sensibile, basata sulle sensazioni e sui sentimenti di piacere e dolore, che determinano la nostra felicità, mentre le supposizioni possono risultare false (cfr. "Vere sono, anzitutto, le sensazioni... e in secondo luogo sono veri in ogni caso i sentimenti di piacere e di dolore").