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Concetti Chiave

  • Nel XIX secolo, l'apertura delle Esposizioni Universali ha introdotto in Europa opere d'arte giapponesi, influenzando profondamente l'arte occidentale.
  • Artisti come Manet, Degas e Van Gogh hanno assimilato elementi giapponesi, come la piattezza dei colori e l'abbandono della prospettiva, nelle loro opere.
  • Toulouse-Lautrec ha utilizzato caratteristiche della grafica giapponese nei suoi manifesti, evidenziando l'eleganza e l'uso della linea per creare bidimensionalità.
  • Vincenzo Ragusa ha unito tradizioni artistiche occidentali e giapponesi, come dimostra la sua statua di terracotta che incorpora elementi culturali di entrambe le parti.
  • Nonostante l'iniziale entusiasmo, l'arte giapponese è rimasta incompresa in Europa fino al secondo dopoguerra, quando si sono intensificati gli scambi culturali e spirituali.

Che cos'è l'influenza giapponese nell'arte europea?

Nel corso del XIX secolo, con la diffusione in Europa delle Esposizioni Universali, giunsero nel mondo occidentale opere d'arte, semplici oggetti di vita quotidiana, come ventagli o stoffe, stampe, vasi e ogni sorta di artigianato provenienti dal Giappone. La cultura giapponese era infatti rimasta, fino agli anni '50 del'800, esclusa dal resto del mondo poiché il governo temeva una contaminazione in senso negativo delle loro tradizioni millenarie. Grazie all'apertura di una bottega d'arte asiatica a Parigi, ad opera del commerciante Bing, la cultura giapponese divenne ben presto moda e ispirò artisti sia impressionisti che post-impressionisti, instaurando dell'arte europea il tema dell'esotico.

Artisti ispirati dalla cultura giapponese

Le forme essenziali, l'abbandono della prospettiva a favore della veduta dall'alto, la asimmetria, il colore piatto, le figure fluttuanti, i colori brillanti e vivaci, l'uso del contorno in modo fortemente evidente ed elegante e i frequenti elementi ornamentali divennero motivi di ispirazione ed emulazione nelle opere d'arte di Manet, Degas, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Gauguin e molti altri tra i quali il palermitano Vincenzo Ragusa. Il ritratto con cui Manet omaggia l'amico scrittore Zola si può considerare il simbolo della perfetta simbiosi tra l'arte impressionista, con il suo sapiente uso di luce e colori e la cultura giapponese, presente nell'opera e omaggiata dall'autore sia nella stampa alle spalle di Zola sia nel paravento di seta ma soprattutto nelle pennellate piatte tipiche dell'arte giapponese.

Simbolismo e sintesi nell'arte europea

Toulouse-Lautrec in Divan Japonais, manifesto pubblicitario per il bar parigino di ispirazione giapponese, inserì tutti i caratteri tipici della grafica giapponese: eleganza, tratto deciso, contrasti netti e l'uso della linea quale elemento strutturale che crea la bidimensionalità. Van Gogh ritrae in Le père Tanguy l'amico mercante circondato da stampe giapponesi, testimoniando la frequente presenza di opere d'arte nipponiche sempre più diffuse in Europa. Gauguin, ispirato fortemente dall'arte giapponese, in La visione dopo il Sermone, esprime al meglio la nuova corrente sintetista-simbolista attraverso l'uso di un colore brillante steso in modo piatto, senza chiaro-scuro, e grazie alla visuale dall'alto, novità rispetto all'Impressionismo.

Vincenzo Ragusa e l'arte giapponese

Vincenzo Ragusa, artista-ponte tra la cultura occidentale e quella giapponese, nella statua di terracotta con la quale rappresenta la moglie, unisce le linee classiche della scultura mediterranea con gli elementi tipici della cultura giapponese come il ventaglio o la veste tipica; egli infatti, avendo passato lunghi periodi in Giappone, ha i mezzi per poter unire i caratteri di entrambe le tradizioni.

Comprensione tardiva dell'arte giapponese

In Europa l'arte giapponese, da un lato, attecchì nell'immediato rifiuto del naturalismo illusionista, ma, dall'altro, calato l'entusiasmo della novità, rimase incompresa a causa delle sue intrinseche connessioni con la religione buddista, estranea in occidente, e solo nel secondo dopo guerra lo spirito giapponese poté essere davvero compreso e accettato quando gli scambi tra i due mondi non furono solo commerciali ma anche spirituali e filosofici.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'influenza della cultura giapponese sull'arte europea nel XIX secolo?
  2. Nel XIX secolo, l'apertura della cultura giapponese in Europa, grazie alle Esposizioni Universali e all'attività di commercianti come Bing, ha ispirato artisti impressionisti e post-impressionisti, introducendo temi esotici nell'arte europea.

  3. Quali artisti europei sono stati influenzati dall'arte giapponese?
  4. Artisti come Manet, Degas, Van Gogh, Toulouse-Lautrec e Gauguin hanno emulato le caratteristiche dell'arte giapponese, come l'uso di colori brillanti e forme essenziali, integrandole nelle loro opere.

  5. Come Vincenzo Ragusa ha unito le tradizioni artistiche occidentali e giapponesi?
  6. Vincenzo Ragusa ha creato opere che fondono le linee classiche della scultura mediterranea con elementi giapponesi, come il ventaglio e la veste tipica, grazie alla sua esperienza diretta in Giappone.

  7. Perché l'arte giapponese è stata inizialmente incompresa in Europa?
  8. L'arte giapponese ha incontrato un rifiuto iniziale in Europa a causa della sua connessione con la religione buddista, estranea al contesto occidentale, e solo dopo la Seconda Guerra Mondiale è stata realmente compresa e accettata.

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