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Gestione delle imprese

Management

Management: processo di definizione degli obiettivi di un’impresa. Gli obiettivi possono essere diversi, ad esempio in termini di performance possiamo avere obiettivi di profitto o fatturato. Prima o poi devono esserci obiettivi di profitto. Quando si individuano gli obiettivi è necessario che si individuino le azioni per raggiungere determinati obiettivi. Tali azioni devono essere poi gestite. L'insieme dei manager d'impresa sono le persone che hanno la responsabilità del suddetto processo.

Evoluzione del management

- Nel 1600 in Inghilterra non era ancora presente l'industria, si parla di economia basata sull'agricoltura, c'erano i commons, i territori erano proprietà di tutti. Tali commons sono stati poi recintati da alcune persone, che diventarono i primi proprietari terrieri.

- Il termine management viene usato per la prima volta in Inghilterra durante la prima rivoluzione industriale, quando le fabbriche in espansione necessitavano di figure al loro interno per coordinare il lavoro di grandi gruppi di persone. Le prime teorie del management si focalizzavano sul controllo del lavoratore, il quale doveva sottostare totalmente alle indicazioni dei superiori, senza possibilità di dialogo e obiezione. Il management era il risultato dell’esercizio di potere del superiore nei confronti del lavoratore, il primo autorizzato a punire, il secondo per creare produttività.

- Dal 1800 ad oggi il concetto di management si è notevolmente evoluto:

  • Crescente ruolo dei sindacati e cambiamenti chiave dal punto di vista legislativo hanno giocato un ruolo importante nell'umanizzare il luogo di lavoro.
  • Globalizzazione ha ridefinito dove le imprese hanno accesso ai loro clienti, fornitori e dipendenti.
  • L'era della tecnologia dell'informazione, ed in particolare della diffusione di internet, hanno radicalmente trasformato il concetto di lavoro e di come questo viene svolto e gestito.

- Si hanno benefici per l’economia, nuovi modelli di business, ma anche alcuni aspetti negativi sulla società.

Impresa

Un’impresa è un sistema aperto costituito da un insieme di risorse e di attori legati tra loro da relazioni orientate alla realizzazione di determinate attività. Si può dire che in un certo senso l'impresa è un sistema chiuso, perché è in grado di mantenere in modo relativamente stabile la propria organizzazione, rendendola in una certa misura impermeabile alle spinte provenienti dall'esterno; ciò non significa che l'impresa si isola. Allo stesso tempo è un sistema cognitivo: nello svolgimento delle proprie attività essa apprende e matura progressivamente una conoscenza che è alla base del suo operare e quindi di ulteriore apprendimento. È un sistema complesso e gerarchico: può essere analizzato in serie successive di sottosistemi; ogni sottosistema è subordinato con un certo rapporto di autorità al sistema di cui fa parte. L'evoluzione dell'impresa dipende da molteplici fattori interni ed esterni e dal modo in cui essi si combinano.

Ha un obiettivo di profitto, è presente un’organizzazione. Al suo interno si svolgono processi di produzione e relazioni di scambio con entità esterne. Anche le imprese no profit devono avere comunque denaro per svolgere la propria attività. Occorre distinguere gli obiettivi del sistema impresa da quelli dei soggetti che in maniera varia sono coinvolti e detengono determinati interessi nel suo funzionamento (stakeholders). Le condizioni necessarie per soddisfare in maniera adeguata le aspettative dei diversi stakeholders sono:

  • Il raggiungimento dell'equilibrio economico, in condizioni di sostenibilità ambientale e sociale;
  • Creazione di valore per la comunità;
  • Arricchimento del patrimonio di risorse disponibili;
  • Rafforzamento delle capacità di utilizzazione delle risorse disponibili.

Spinta imprenditoriale

Il prodotto di un insieme di elementi attinenti il comportamento di colui/lei/coloro che esercita/no una funzione manageriale e gli obiettivi fondamentali che si intendono proseguire attraverso il loro impegno imprenditoriale. La catena di valore è un modo per esprimere il valore aggiunto.

Imprenditore e Imprenditorialità

Imprenditore: soggetto economico che decide di rischiare i propri capitali e dedicare le sue capacità professionali alla produzione di beni o servizi da cedere.

Imprenditorialità: attitudine ad assumere decisioni rischiose finalizzate all'innovazione dei comportamenti aziendali per il raggiungimento di determinati obiettivi.

Managerialità

Managerialità: capacità di sviluppare decisioni e di attuarle in modo razionale. Il manager è colui che organizza e disciplina le risorse aziendali con l'obiettivo di raggiungere in modo efficiente gli obiettivi fissati dall'imprenditore.

Catena del valore

La catena del valore si compone di due elementi principali: le attività generatrici di valore (primarie e di supporto); il margine, dato dalla differenza fra il valore generato da ogni attività e i costi sostenuti per generare tale valore. Le attività primarie sono collegate direttamente con la realizzazione del prodotto; mentre le attività di supporto possono riferirsi all'approvvigionamento o ad un supporto tecnologico (software; figure che si occupano di pianificare la tecnologia).

La catena del valore della singola impresa è parte di un sistema più ampio, il sistema del valore, che si compone delle catene del valore di tutte le imprese coinvolte nella filiera produttiva: fornitori, concorrenti, distributori, acquirenti. Imprese partner possono decidere di condividere attività lungo la catena del valore. Per esempio, due imprese possono decidere di unire l’attività di approvvigionamento (es: formando un gruppo di acquisto), con l’obiettivo di ottenere maggiori scontistiche dai fornitori. Ciò è accaduto ad esempio con Microsoft e Nokia che hanno pubblicizzato assieme il telefono cellulare Lumia.

Condizione di efficienza

Il termine efficienza significa capacità di raggiungere un determinato obiettivo con la minima allocazione possibile di risorse e va intesa:

  • Come responsabilità nei confronti della collettività che non vuole che le imprese sprechino risorse;
  • Come condizione di successo nei confronti dei clienti e rispetto alla concorrenza (attraverso la generazione dei profitti l'impresa può investire per migliorare l'offerta alla clientela ed essere più competitiva nei confronti della concorrenza);
  • Come condizione necessaria per poter remunerare convenientemente tutte le condizioni di produzione, il lavoro ed il capitale proprio.

Fatturato e profitto

Il fatturato e il profitto non sono la stessa cosa:

  • Fatturato: prezzo unitario x quantità vendute
  • Profitto: fatturato - costi

Quota di mercato: dimensione relativa dell'azienda. Unità vendute dall'azienda/unità vendute nel settore.

La capitalizzazione è il prezzo di azioni di una società moltiplicato per il numero di azioni disponibili sul mercato e mostra il valore della società.

Esempio Barilla e Apple

La Barilla e Apple sono due imprese differenziate. Il settore elettronico è diventato molto attrattivo negli ultimi anni in termini di volumi: è cresciuto molto negli ultimi anni perché le persone preferiscono comprare qualcosa di tecnologico. Apple fa un fatturato molto maggiore rispetto a quello di Barilla. Le immobilizzazioni materiali di Apple sono aumentate tantissimo. Il passivo della Barilla è composto da 1 miliardo di patrimonio netto e 2 miliardi di debito. Il passivo dell'Apple è composto, invece, da 76 miliardi patrimonio netto e 40 miliardi di debito. Differenza tra le due aziende è in termini percentuali, non in termini assoluti. Barilla si avvale molto di più di fonti di finanziamento, non utilizza tanto l’autofinanziamento.

Esempio: mercato della telefonia

Nel settore delle telefonia, le aziende con più fatturato non sono le prime per quanto riguarda la capitalizzazione. Ad esempio, Tesla è molto capitalizzata anche se è piccola perché molti investitori credono nell’azienda. Dopo il COVID, c’è stato un raddoppio della capitalizzazione delle maggiori aziende, ciò è accaduto perché c’è stato maggiore bisogno di tecnologie, infatti è esploso il mercato; c’è stata maggiore richiesta di internet e dati, stoccati nei Cloud. I produttori, gli investitori si sono quindi rivolti a queste aziende aumentando così il loro livello di capitalizzazione.

Esempio: Walmart e Apple

Walmart è stata nel 2017 la più grande azienda per quanto riguarda la redditività, ma a causa degli elevati costi fissi, gli investitori non percepiscono Walmart come un investimento sicuro. Il fattore che un investitore prende in considerazione prima di investire è il tasso di crescita di un’azienda. Apple, nonostante sia una delle aziende più grandi del mondo, ha una capitalizzazione di borsa in declino perché non è in crescita, il suo tasso di crescita è stato più o meno stabile negli ultimi anni. Dal punto di vista tecnico non c’è crescita da un prodotto Apple ad un altro. Il fattore che più è aumentato negli ultimi anni è la competizione. Per compensare il calo di fatturato, una delle strategie attuate da Apple è l’aumento dei prezzi (picco alto dei prezzi con iPhone X, diminuzione con iPhone 11).

Correlazione tra capitalizzazione e profitto

Una società si quota in borsa per reperire soldi. All'inizio degli anni ’80 erano solo il 20% di aziende che si quotavano con un bilancio negativo. C’era una sorta di scetticismo nella quotazione perché si credeva che, facendo vedere alle altre aziende di essere in rosso, esse non avrebbero voluto acquistare azioni dell’azienda. Negli anni ‘90 tante persone iniziano ad investire e le società legate ad internet crescono. Gli altri azionisti che vengono dopo investono per seguire l’onda. La reale potenzialità di crescita di alcune imprese che in quegli anni crescono era nulla; esse crescevano solo perché sono legate ad internet (molla del dotcom). Gli investitori hanno iniziato a investire in aziende che appartenevano tutte allo stesso settore. Il valore delle azioni di alcune aziende non era legato al loro reale tasso di crescita. Quando questo è emerso ciò, poche aziende si sono salvate. Venne, allora, utilizzata la strategia di diversificazione del rischio, secondo la quale è preferibile investire in aziende che appartengono a settori diversi. Oggi, 4 imprese su 5 si quotano con un utile negativo. Questo è dovuto anche dal fatto che oggi è presente una forte propensione di spesa in articoli tecnologici: il settore dell’high tech sta crescendo in maniera forte. Esempio: Tesla.

L'ambiente in cui opera l'impresa

Vantaggio competitivo: capacità dell’azienda di generare una crescita al di sopra della media settoriale. L’evoluzione del sistema impresa è determinata dal modo in cui essa interagisce con il contesto esterno. Per l’impresa è fondamentale comprendere le condizioni dell’ambiente e la loro evoluzione anche nel medio e nel lungo termine. È influenzata da una pluralità di fattori:

  • Macro ambiente (ambiente esteso): comprende l’insieme delle condizioni e fattori che direttamente o indirettamente condizionano l’impresa e la sua evoluzione in maniera significativa, influenzandone i comportamenti e i risultati potenziali. (Innovazione, protezione di brevetto, investitori, autorità pubbliche, forze sociali, organismi rilevanti, condizioni economiche, sociali-culturali, politiche istituzionali, ambientali).
  • Ambiente competitivo (settoriale): è costituto dagli attori e dalle condizioni che interagiscono direttamente con l’impresa, influenzandone le scelte competitive ed essendo in una certa misura da esse stesse influenzati. (Fornitori, clienti, competitors, distributori).

Esempio: battaglia commerciale USA e Cina, ha influenzato il macro ambiente. Trump non voleva vedere le imprese cinesi usare la proprietà intellettuale senza pagare nessun tipo di royalties, ciò penalizzava l’industria americana. Ha aggiunto così dazi sui prodotti importati dalla Cina, ciò avviene anche in Cina, in cui sono stati imposti dei dazi sui prodotti americani importati. Huawei ha cominciato ad essere bannato e Trump ha cercato di bannarlo anche in Europa. Questo è un fattore extra settoriale. Trump ha poi imposto a tutti i fornitori di interrompere la fornitura di componenti nell’azienda, il ban è poi degenerato, non solo i fornitori americani, ma anche le aziende straniere devono bloccare la fornitura. La performance dell’azienda è crollata.

Classificazione delle imprese

Classificazione delle imprese in base a:

  1. Dimensione: definite dalla commissione europea, in base al fatturato e numero di dipendenti:
    • Grande: fatturato >50 milioni e >250 dipendenti
    • Medie: fatturato da 10 a 50 milioni e da 50 a 250 dipendenti
    • Piccola: fatturato da 2 a 10 milioni e da 10 a 49 dipendenti
    • Micro: fatturato <2 milioni di euro e 10 dipendenti
  2. Definito in base alla tangibilità del prodotto:
    • Imprese di produzione di beni: tangibile, prodotti puri
    • Imprese di produzione di servizi: intangibili, consulenza ecc.

    Le aziende oggi cercano di offrire un mix di tangibilità e intangibilità. Es: in Apple non c'è solo il servizio fisico ma anche l’esperienza, la bellezza del luogo in cui il prodotto è venduto.

  3. In base al portafoglio prodotti:
    • Imprese mono prodotto
    • Imprese diversificate

    Esempio: due imprese diversificate a confronto: Virgin Group e Procter e Gamble. La prima è estremamente diversificata, mantiene comunque la sua identità mantenendo il logo a prescindere del settore in cui opera, la seconda invece ha brand diversi per il prodotto che offre e si è concentrato su prodotti che riguardano la cura della casa e persona. È rimasta comunque in un ambito circoscritto. Virgin Group si è diversificata ma non c'è una correlazione, si dice infatti diversificazione non correlata.

  4. Prodotto pensato per cliente business o altra azienda che lo modifica:
    • Business to business, scambio commerciale tra imprese di prodotti o servizi
    • Business to consumer, si riferisce a tutte le vendite direttamente al consumatore finale.

    Esempio: Le imprese che operano nel servizio del trasporto aereo come Alitalia e Airfrance sono imprese business to consumer, per erogare tale servizio hanno bisogno quindi di aerei. Si rivolgono quindi a imprese che producono aerei come ad esempio Boeing (b2b). A sua volta, Boeing si rivolgerà a produttori di motori e componenti come GE che serviranno per produrre il prodotto.

  5. Grado di integrazione verticale, modo di classificare imprese

    Integrazione verticale è il grado in cui l’impresa controlla i suoi input, es. produzione di materia prima (integrazione verticale a monte), e dei proprio output, come distribuzione (integrazione verticale a valle). Dove la domanda è poco stabile, potrebbe essere un problema essere integrati verticalmente. In caso la domanda dovesse crollare, infatti, i costi legati agli impianti produttivi devono comunque essere sostenuti.

Caratteristiche del tessuto imprenditoriale italiano

Le imprese di grandi dimensioni in Italia sono molto poche. Ci sono solitamente imprese con meno di dieci dipendenti, di tipo familiari. Sono settori a basso contenuto tecnologico, le imprese si focalizzano soprattutto sulla moda, alimentari, prodotti per la casa. L’Italia è riuscita ad essere forte in questi settori per la forte attenzione alla qualità dei materiali, cura dei dettagli e fantasia dal punto di vista del design (made in Italy). Negli anni 70-80 c'è stato un boom. Negli anni 1990-2000 c'è stato un periodo di credito, il tasso di vendite è diminuito dovuto alla crescente competizione da parte delle economie emergenti, cambiamenti di preferenze di consumazione da parte della domanda globale, controllo familiare, difficoltà di accesso al credito. I distretti industriali hanno fatto la differenza, sono una concentrazione geografica di imprese legate ad un settore industriale specifico. Ad esempio Modena-Reggio Emilia, concentrazione di imprese legate al settore industriale della ceramica. Ci sono molte imprese competitor, ma il mix tra collaborazione e competizione ha creato un vantaggio economico per le imprese appartenenti al settore industriale davvero consistenti. Parliamo di cooperazione di tipo indiretto, informale (no gruppi, no fusioni, no joint-venture), le imprese si parlano, quando viene introdotto un prodotto nuovo le imprese appartenenti al distretto lo sapevano in anticipo, a differenza dei competitors esterni. Si ha anche un rapporto di collaborazione: se la mia impresa necessita di un componente posso collaborare con una delle imprese che fanno parte del distretto industriale.

Nella metà degli anni ’90 la struttura territoriale tipica del nostro territorio è entrata in crisi a causa di:

  • Dimensione e controllo familiare (poca fiducia nel management esterno), quindi niente processi di fusione, alleanze strategiche e cessione.
  • Decrescita delle esternalità positive del distretto, in ragione di processi più complessi e internazionalizzati, tale aspetto riguarda la globalizzazione delle catene del lavoro.
  • Competizione sempre più crescente da parte delle economie emergenti, i prodotti che producono solitamente le aziende italiane sono a basso contenuto tecnologico, sono per cui facilmente imitabili.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annazilioo1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Giachetti Claudio.
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