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Concetti Chiave

  • Gertrude, ultima figlia di una famiglia aristocratica, era destinata al convento, escludendola dalle vicende ereditarie.
  • Nel monastero, era trattata con distinzione, ricevendo elogi e coccole, mentre il suo comportamento era visto come un esempio.
  • Desiderava un’esistenza di splendore e pompa, ma era in conflitto con l'idea di diventare monaca, poiché non aveva la vocazione.
  • Durante un periodo fuori dal convento, si innamorò di un paggio, ma il suo amore fu scoperto, portando a conseguenze drammatiche.
  • Gertrude appariva bella ma sfiorita, con un’anima piena di odio represso, riflettendo un conflitto interiore tra desideri e realtà.

Il Destino di Gertrude

Gertrude era una donna appartenente ad una famiglia aristocratica molto ricca, il cui capofamiglia, il padre, era considerato come il feudatario della città di Monza. Nelle ricche famiglie, l'eredità veniva per tradizione passata al figlio primogenito, mentre il resto della prole era destinata al convento, dove poteva esercitare comunque una forma di comando ma non poteva intervenire nelle vicende ereditarie.

Essa era l'ultima figlia della famiglia, quindi, fin da quando era ancora nascosta nel ventre materno, il suo futuro era già segnato. Non le venne mai detto esplicitamente che ella doveva diventare badessa, ma venne esercitata un forma di tempesta psicologica: le venivano regalate solo bambole vestite da monaca, santini di monache, con la raccomandazione di tenerle bene in conto. A volte Gertrudina si permetteva qualche atteggiamento arrogante e imperioso, a cui la portava la sua indole naturale.

La Vita nel Monastero

A sei anni Gertrude venne collocata nel monastero di Monza, doveva sarebbe stata istruita alla vita religiosa dalle altre monache. Veniva sempre chiamata la signorina, con un posto distinto a tavola e nel dormitorio. Il suo comportamento veniva proposto alle altre come un esempio e veniva continuamente coccolata ed elogiata.

Desideri e Conflitti Interiori

La viziata Gertrudina, che era convinta della sua superiorità rispetto alle altre, parlava magnificamente dei suoi destini futuri di badessa, di signora del convento: voleva ad ogni costo essere oggetto di invidia per le altre. La sua mente era però confusa: alle immagini splendide, ma limitate e fredde, del convento, si opponevano quelle oggetto di grande desiderio, varie e luccicanti, di nozze e banchetti, di conversazioni e di festini, di villeggiature, di vestiti e di carrozze. Ella non desiderava diventare monaca: non aveva la vocazione. Ben presto l'idea della necessità del proprio consenso nel diventarlo, iniziò a manifestarsi con tutta la sua grandezza ed importanza. Iniziò a paragonarsi con le altre compagne, che erano sicure della loro missione, e provava per esse l'invidia che aveva creduto di far loro provare. Talvolta faceva sentire la propria superiorità alle altre soltanto per compiacersi. Ciò che Gertrude desiderava fortemente era lo splendore esterno e la pompa. Di quando in quando i pensieri religiosi venivano a guastare quelli felici delle feste.

L'Innamoramento e le Conseguenze

Durante il mese che, da legge, una aspirante monaca doveva trascorrere fuori dal convento, il suo desiderio d'amore trovò finalmente sfogo: alloggiata nella casa del padre, veniva ignorata da tutti, tranne che da un paggio, di cui si innamorò. Questo innamoramento venne però scoperto: il paggio fu licenziato, la monaca rinchiusa in una stanza, sola, con una guardia. Il padre era infuriato, e lei aveva paura di dover tornare al convento non più come comandante, ma come colpevole.

L'Apparenza e l'Anima di Gertrude

Ora la monaca ha un aspetto che a prima vista suggerisce bellezza, ma una bellezza sbattuta, sfiorita, scomposta. Spesso la fronte si raggrinziva, in una contrazione dolorosa. I due occhi neri talvolta si fissavano sulle persone, con un fare superbo, talvolta si abbassavano immediatamente, chiedendo affetto, compassione, pietà, ma comunque erano vivi, pieni di espressione e di mistero. Il modo di vestire era studiato e negletto, due caratteristiche opposte, ma che si integrano a vicenda: lo studiato da sfoggio alla bellezza, il negletto è simbolo di abbandono e languore.

Gertrude è caratterizzata da un odio inveterato, cioè radicato nel profondo della sua anima, è compresso e represso, perché non ha alcun modo di sfogarlo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il destino predeterminato di Gertrude nella sua famiglia aristocratica?
  2. Gertrude, essendo l'ultima figlia di una famiglia aristocratica, era destinata a diventare badessa, un destino imposto fin dalla nascita attraverso una forma di pressione psicologica, come descritto nel testo.

  3. Come viene trattata Gertrude nel monastero di Monza?
  4. Nel monastero, Gertrude è trattata con privilegi, venendo chiamata "signorina" e ricevendo elogi e coccole, ma questo non le impedisce di sentirsi in conflitto con il suo desiderio di una vita diversa, come evidenziato nel testo.

  5. Quali sono i conflitti interiori che Gertrude vive?
  6. Gertrude vive un forte conflitto tra il desiderio di una vita mondana, ricca di festini e bellezza, e l'imposizione della vita religiosa, sentendosi invidiosa delle compagne sicure della loro vocazione, come descritto nel testo.

  7. Che conseguenze ha l'innamoramento di Gertrude?
  8. L'innamoramento di Gertrude per un paggio porta a gravi conseguenze: il paggio viene licenziato e lei viene rinchiusa, temendo di tornare al convento come colpevole, evidenziando la tensione tra i suoi desideri e le aspettative familiari.

  9. Come viene descritta l'apparenza e l'anima di Gertrude?
  10. Gertrude è descritta come una figura di bellezza sfiorita e scomposta, con un'anima segnata da un odio profondo e represso, che non riesce a esprimere, creando un contrasto tra il suo aspetto esteriore e il suo stato interiore, come riportato nel testo.

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