Concetti Chiave
- La caduta della monarchia tedesca avvenne nel 1918 a causa del malcontento popolare e della perdita di controllo da parte della monarchia, culminando nella proclamazione della repubblica.
- La Repubblica di Weimar, formata nel 1919, era caratterizzata da un governo provvisorio e da un Parlamento con potere legislativo, mentre il Presidente deteneva ampi poteri, inclusi quelli per la sicurezza pubblica.
- Il trattato di Versailles del 1919 rese la Germania responsabile della guerra, imponendo risarcimenti e perdite territoriali, alimentando il nazionalismo e il risentimento tra le forze reazionarie.
- La crisi economica portò all'occupazione della Ruhr da parte della Francia e alla resistenza passiva dei tedeschi, aggravando l'inflazione fino a che il piano Dawes non stabilizzò temporaneamente la situazione.
- L'ascesa del Partito Nazista culminò nel 1933 con l'affidamento a Hitler della formazione di un nuovo governo, segnando l'inizio di una dittatura basata su ideologie di purezza razziale e supremazia tedesca.
La caduta della monarchia tedesca
L’ultimo anno della prima guerra mondiale fu per la Germania particolarmente difficile, il malcontento era diffuso: il popolo chiedeva pace e democrazia, mentre la monarchia non aveva più il controllo della situazione. Dall’estate del 1918, i soldati e gli operai costituirono dei “consigli” sul modello dei soviet russi e avviarono una stagione di lotta che sembrava in grado di innescare una rivoluzione. Il 9 novembre 1918 la monarchia fu travolta: a Berlino fu proclamata la repubblica.
La nascita della Repubblica di Weimar
Due giorni dopo, la Germania firmò l’armistizio con gli Anglo-francesi. Fu formato un governo provvisorio composto da esponenti socialdemocratici e sostenuto dallo Stato Maggiore dell’esercito. Il presidente, il socialdemocratico Friederich Ebert, indisse le elezioni per formare un’Assemblea costituente, ma emersero profonde divisioni all’interno del Parlamento. La componente maggioritaria del movimento socialista era il Partito Socialdemocratico di tendenza moderata, l’altra era formata dal Partito Socialdemocratico Indipendente e dalla lega di Spartaco, che si tramutò nel Partito Comunista. Le elezioni per l’Assemblea Costituente si tennero il 19 gennaio 1919 e i risultati premiarono il Partito Socialdemocratico che ottenne la maggioranza. L’assemblea operò nella cittadina di Weimar e da ciò la Germania divenne una Repubblica Federale, la Repubblica di Weimar, formata da 17 Lander. Il potere legislativo andò al Parlamento, il potere esecutivo al Governo, presieduto da un Cancelliere nominato dal Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica comandava le forze armate e deteneva ampi poteri, anche straordinari se dovevano essere utilizzati per la sicurezza pubblica. Hitler approfittando del potere di ristabilire la sicurezza pubblica, utilizzerà proprio quei provvedimenti straordinari per cancellare la democrazia in Germania.
Quali sono le conseguenze del trattato di Versailles?
Nello stesso periodo a Versaiiles, il 28 giugno 1919, fu firmato tra la Germania e le nazioni vincitrici il trattato di pace elaborato alla Conferenza di Parigi, che rendeva i tedeschi unici responsabili della guerra e obbligati a pagare un ingente risarcimento nonché a perdere Alsazia e Lorena e una parte della Slesia denominata “corridoio polacco”.
L’umiliazione che ne seguì rafforzò il nazionalismo tedesco e lo spirito di rivincita delle forze più reazionarie che accentuarono la loro campagna antisocialista e antidemocratica. In questa situazione crebbero le adesioni alle associazioni di destra che propagandavano il nazionalismo, il razzismo e l’antisemitismo tra cui il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori fondato a Monaco da Adolf Hitler.
La crisi economica e la resistenza passiva
La Germania si trovò così in una profonda crisi economica e non riuscendo a pagare una rata del risarcimento, la Francia ne approfittò per occupare con la forza la zona industriale della Ruhr. I tedeschi però risposero con la “resistenza passiva” che non fece altro che stremare ancor di più l’economia tedesca provocando un’inflazione senza precedenti. Nel 1923 il governo, con il nuovo cancelliere Stresemann, pose fine alla resistenza passiva e pose degli accordi con la Francia che sfociarono negli accordi di Locarno. L’aiuto decisivo, che permise una momentanea crescita dell’economia, venne dall’economista Dawes che prevedeva investimenti e prestiti agevolati per permettere all’apparato produttivo tedesco di esprimere le sue potenzialità, dipendendo però dagli Stati Uniti. La ripresa fu interrotta con la crisi del 1929 che interruppe i finanziamenti americani.
L'ascesa del Partito Nazista
In Germania le ali estremiste iniziarono a muoversi con l’intento di abbattere la democrazia. Nel 1930 il cancelliere Muller fu costretto a dare le dimissioni e indisse le nuove elezioni. Il Partito Nazista di Hitler ottenne un ottimo risultato, grazie anche all’appoggio dell’esercito, dei contadini e dell’industria. Nel 1933 venne, così, affidato ad Hitler il compito di formare il nuovo Governo.
L'ideologia nazista e l'inizio della dittatura
Nelle premesse ideologiche del partito nazista era centrale il concetto di purezza della razza tedesca e il mito dell’arianesimo, ovvero la predilezione della razza tedesca pura come razza superiore a qualsiasi altra. Tutti coloro che contaminavano la razza pura dovevano essere soppressi. Lo strumento di questa rigenerazione doveva essere un nuovo Reich e alla sua guida doveva esserci una guida, il Fuhrer. Seguendo questi principi, Hitler era convinto di poter guidare la Germania verso il suo destino e conquistare quello spazio vitale di cui aveva bisogno per crescere. Hitler salì al potere il 28 gennaio 1933 e soppresse ogni opposizione ottenendo la capacità di richiedere una legge che gli conferisse i pieni poteri. Così inizio la dittatura nazista.
Le fasi della persecuzione nazista
La persecuzione si articolò in tre fasi:
• Dal 1933 al 1935 i nazisti scatenarono una violenta propaganda per diffondere tra i tedeschi l’ostilità verso gli ebrei.
• Nel 1935 il governo nazista con le “Leggi di Norimberga” escluse gli ebrei dalla vita pubblica e sottrasse loro ogni diritto. Gran parte degli ebrei emigrarono e nel 1938 vi fu la notte dei cristalli dove furono distrutti i locali ebrei.
• La decisione definitiva di procedere allo sterminio della popolazione ebraica venne presa nel 1941 e nel 1942 iniziarono ad essere internati gil ebrei nei campi di concentramento in attesa della soluzione finale.
Domande da interrogazione
- Quali eventi portarono alla caduta della monarchia tedesca nel 1918?
- Come si formò la Repubblica di Weimar e quali erano le sue caratteristiche principali?
- Quali furono le conseguenze del trattato di Versailles per la Germania?
- Quali furono le cause e gli effetti della crisi economica in Germania negli anni '20?
- Come si sviluppò la persecuzione degli ebrei durante il regime nazista?
La caduta della monarchia tedesca avvenne nel contesto di un diffuso malcontento popolare durante l'ultimo anno della prima guerra mondiale, culminando il 9 novembre 1918 con la proclamazione della repubblica a Berlino.
La Repubblica di Weimar si formò dopo la firma dell'armistizio nel novembre 1918, con un governo provvisorio e un'Assemblea costituente che portò alla creazione di una Repubblica Federale, con poteri legislativi e esecutivi distinti e un presidente con ampi poteri.
Il trattato di Versailles, firmato il 28 giugno 1919, rese la Germania responsabile della guerra, imponendo ingenti risarcimenti e perdite territoriali, il che alimentò il nazionalismo e il risentimento tra le forze reazionarie.
La crisi economica fu aggravata dall'occupazione della Ruhr da parte della Francia e dalla resistenza passiva dei tedeschi, portando a un'inflazione senza precedenti e a una dipendenza dagli investimenti americani, interrotta dalla crisi del 1929.
La persecuzione degli ebrei si articolò in tre fasi: una propaganda violenta (1933-1935), l'esclusione dalla vita pubblica tramite le Leggi di Norimberga (1935) e, infine, la decisione di sterminio nel 1941, con l'internamento nei campi di concentramento.