Concetti Chiave
- Ecateo, nato a Mileto intorno al 540 a.C., è considerato il primo grande geografo, opponendosi al mito e ponendo le basi della geografia come disciplina investigativa.
- Erodoto, erede di Ecateo, si focalizza sul meraviglioso umano nelle sue "Storie", cercando di affascinare il lettore attraverso narrazioni storiche più razionali rispetto al mito.
- La medicina antica, pur con origini magiche, ha evoluto un metodo empirico attraverso l'osservazione dei fenomeni naturali, parallelo alla nascita di altre scienze in Asia Minore.
- Ippocrate, nato intorno al 460 a.C., è il fondatore della medicina scientifica, introducendo un metodo di indagine basato su osservazioni e prove empiriche.
- Il "corpus ippocratum", raccolta di opere di Ippocrate e della sua scuola, ha rappresentato la base della scienza medica futura, rendendo "medico" sinonimo di "seguace di Ippocrate".
Ecateo e la nascita della geografia?
A Mileto nacque verso il 540 a.C. il primo grande geografo dell'antichità, Ecateo, che visitò l'impero persiano e tutto il bacino del Mediterraneo, dal Mar Nero allo stretto di Gibilterra. Tipico rappresentante dello spirito di investigazione, Ecateo mostra un'antipatia vivissima per il lmito: così come, dopo di lui, farà la maggior parte degli autori che, in quel tempo, cominciano a scrivere in prosa, e che son detti "logografi". La contrapposizione tra autori di logoi e di mythoi corrisponde abbastanza bene alla distinzione tra "prosatori" e "poeti"; e contro il modo mitologico di esprimere la verità, proprio dei poeti (primi tra tutti Omero ed Esiodo), i logografi e i rappresentanti dellas cienza come historìa prendono posizione, molto più aspramente che i cultori di una scienza come theorìa. Questi ultimi, anzi, a volte scrivono essi stessi in poesia, e in forme vicine a quelle del mito.
Erodoto e il meraviglioso umano
E' vero che gli scrittori di prose vanno anch'essi in cerca del favoloso e del meraviglioso, e che, ancora nel secolo successivo, l'erede spirituale di Ecateo, Erodoto di Alicarnasso (585-525 a.C.), registra nelle sue Storie tutto ciò che gli pare più atto a colpire la fantasia. Ma il meraviglioso degli storici è (o, almeno, pretende di essere) un meraviglioso umano, in contrapposto alle vicende del mito che manifestavano l'attività degli dei.
La medicina e il metodo empirico
Un'altra scienza che induce a portare l'attenzione sui fenomeni visibili e palpabili è la medicina. Lo attesta il termine stesso di "empirici" con cui, nell'antichità, si designavano i medici. La medicina nasce, bensì, sul terreno della magia, e non rifugge, in origine, dal sottomettere i corpi agli influssi astrali: ma essa si mette sulla strada della scienza quando, nel tentativo di agire fisicamente sul malato, va in cerca delle cause naturali del suo stato. Ciò avviene, nei paesi di lingua greca, quasi contemporaneamente alla nascita delle altre scienze, e negli stessi luoghi: le coste dell'Asia Minore.
Ippocrate e la fondazione della medicina scientifica
A Cnido (poco a Sud di Alicarnasso) prosperò la prima scuola di medicina, in cui si distinse Democede (morto intorno al 540 a.C.). E al di là di un piccolo braccio di mare, nell'isola di Coo, nacque Ippocrate (intorno al 460 a.C.), discendente di una famiglia di medici e vero fondatore della medicina scientifica. Il "metodo ippocratico" rimarrà per secoli il modello di un'investigazione scientifica condotta raccogliendo un gran numero di osservazioni precise, e sottoponendo alla prova dell'esperienza ogni conclusione. In particolare, in un celebre libro "Sul morbo sacro" (o epilessia), Ippocrate contestò che tale malattia derivasse, come si credeva, da una condanna divina, e sostenne che tutto, in natura, è divino, senza per questo cessare di avere cause naturali. Merito precipuo di Ippocrate fu lo studio dell'individualità singola del malato nella sua totalità psicofisica, e l'applicazione di terapie differenziate. Gran viaggiatore anche lui (come tutti gli scienziati "investigatori"), Ippocrate legò il suo nome a una serie di opere (molte certamente dovute alla scuola), che formarono il corpus ippocratum, e costituirono la base di tutta la scienza medica successiva. "Medico" e "seguace di Ippocrate" divennero, così, termini equivalenti.
Domande da interrogazione
- Chi è considerato il primo grande geografo dell'antichità e quali sono le sue principali caratteristiche?
- Qual è la differenza tra il meraviglioso degli storici e quello dei poeti secondo Erodoto?
- Come si è evoluta la medicina dall'origine magica a una scienza empirica?
- Chi è Ippocrate e quale contributo ha dato alla medicina scientifica?
- Qual è l'importanza del corpus ippocraticum nella storia della medicina?
Ecateo, nato a Mileto verso il 540 a.C., è considerato il primo grande geografo dell'antichità. Mostrava un forte spirito di investigazione e un'antipatia per il mito, contrapposto alla prosa dei logografi, che cercavano di esprimere la verità in modo più razionale.
Erodoto, erede di Ecateo, registra nelle sue "Storie" un meraviglioso umano, in contrapposizione al meraviglioso mitologico dei poeti, che rifletteva l'attività degli dei. Questo approccio evidenzia un interesse per le esperienze umane piuttosto che per le divinità.
La medicina, inizialmente legata alla magia e agli influssi astrali, ha iniziato a svilupparsi come scienza quando ha cominciato a cercare le cause naturali delle malattie, un processo che si è verificato quasi contemporaneamente alla nascita di altre scienze nell'Asia Minore.
Ippocrate, nato intorno al 460 a.C. a Coo, è considerato il fondatore della medicina scientifica. Ha introdotto il "metodo ippocratico", basato su osservazioni precise e sull'esperienza, e ha contestato le spiegazioni divine delle malattie, ponendo l'accento sull'individualità del malato.
Il corpus ippocraticum, una raccolta di opere attribuite a Ippocrate e alla sua scuola, ha costituito la base della scienza medica successiva, stabilendo un modello di indagine scientifica e rendendo il termine "medico" equivalente a "seguace di Ippocrate".