Concetti Chiave
- Il gene è l'unità del materiale ereditario, localizzato nei cromosomi e composto da segmenti di DNA.
- I geni esistono in coppie omologhe nelle cellule eucariote, con uno proveniente dalla madre e l'altro dal padre.
- Un singolo gene può presentarsi in diverse forme, influenzando uno o più caratteri ereditari.
- I geni possono essere dominanti o recessivi, con i caratteri dominanti che si manifestano sempre.
- La struttura chimica del gene è formata da catene di nucleotidi, essenziali per la duplicazione e la trasmissione delle informazioni genetiche.
Definizione e struttura del gene
E' la particella biologica con sede nel cromosoma, considerata l'unità del materiale ereditario della cellula. È un piccolo segmento della catena dell'acido desossiribonucleico (DNA). Il gene è composto da una sequenza di unità più piccole e potenzialmente mutabili, detti mutoni; ogni gene è presente due volte nella cellula, poiché i cromosomi delle cellule degli organismi eucarioti superiori sono contenuti nel nucleo in coppie omologhe, cioè associati a due a due (uno è di origine materna, l'altro paterna).
Funzione e variabilità genetica
Il gene esiste quindi in coppia col proprio omologo, ma uno stesso gene può presentarsi in diversi aspetti, che sono le forme alternative del medesimo carattere ereditario. Un gene può avere un'azione unitaria e determinare un solo carattere oppure controllare la comparsa di più caratteri correlativi. Più spesso un carattere ereditario è controllato da più geni cumulativi.
Dominanza e struttura chimica
Il gene dominante è un gene il cui carattere si manifesta in ogni caso, mentre quello recessivo si presenta solo allo stato omozigote, perché in quello eterozigote la sua azione è prevaricata dall'allelomorfo dominante. La struttura chimica del gene è rappresentata dalla catena degli acidi nucleici formata da molecole di nucleotidi che si succedono con diverse combinazioni, creando le "parole" del codice genetico. La loro proprietà fondamentale è l'autoriproduzione: possono duplicarsi uguali a se stessi; nel corso della moltiplicazione cellulare le cellule figlie ricevono così le informazioni genetiche; gli errori che vengono commessi durante tale processo sono appunto le mutazioni.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di gene e la sua struttura fondamentale?
- Come si manifesta la variabilità genetica nei geni?
- Qual è la differenza tra geni dominanti e recessivi?
Il gene è definito come la particella biologica situata nel cromosoma, considerata l'unità del materiale ereditario della cellula. È un segmento della catena di DNA, composto da sequenze di mutoni, e si presenta in coppie omologhe all'interno del nucleo delle cellule eucariote superiori.
La variabilità genetica si manifesta attraverso le forme alternative di un gene, che possono determinare diversi caratteri ereditari. Un gene può avere un'azione unitaria o controllare più caratteri correlativi, e spesso un carattere è influenzato da più geni cumulativi.
I geni dominanti si manifestano sempre, mentre i geni recessivi si esprimono solo in stato omozigote. In stato eterozigote, l'azione del gene recessivo è soppressa dal gene dominante. La struttura chimica del gene è formata da nucleotidi che compongono il codice genetico e possiedono la capacità di autoriproduzione.