Concetti Chiave
- Le contadine bretoni indossano abiti tradizionali e vivono una visione della lotta tra l'angelo e Giacobbe, mescolando realtà e fantasia.
- Il colore è utilizzato liberamente su tele di juta, con una distinzione tra il reale (bianco e nero) e la visione (rosso e verde).
- Gauguin, influenzato dal sincretismo religioso, rappresenta figure con aureole in contesti indonesiani, come una donna con un bambino e re magi con doni.
- Il diario “Noa noa” riflette la convinzione di Gauguin di essere un profeta, ma la sua arte rimane incompresa al ritorno a Parigi.
- La delusione per il condizionamento occidentale lo porta a un tentativo di suicidio e a una riflessione sull'esistenza, rappresentata nel suo lavoro artistico.
Contadine e visioni
I soggetti sono contadine che indossano con vestiti tipici bretoni, dopo la predica hanno una visione al contenuto di quest’ultima, ossia la lotta tra l’angelo e Giacobbe: realtà e fantasia coesistono. Si mescolano anche il tema cristiano e il tema folkloristico, novità lontane dall’impressionismo, e integra anche un’influenza di giapponismo di Hokusai:
• Gestione dello spazio divide realtà da immaginazione con un ramo
• Riprende la raccolta “Manga” di Hokusai per la lotta
Influenze artistiche e colori
Riprese anche le contadine dipinte da Bernard, il colore viene usato liberamente su tele di juta che assorbono più il colore, qui utilizza due coppie di colori: bianco e nero per il reale, rosso e verde per la visione.
Nel 1888 ritorna a Parigi ma non è cambiata, anzi è ancora più moderna, e quindi si trasferisce ad Arles dove abitava Van Gogh e dove vuole organizzare un gruppo di artisti nuovi: i due intrattennero una relazione pittorica per ben due mesi. Poi, nel 1891 va in Polinesia a Papeete, capitale incontaminata con una vita semplice e primordiale, e Gauguin inizia a vivere come loro.
Sincretismo religioso in Polinesia
Emerge un forte sincretismo della religione in mondo indonesiana, si vede infatti una donna che porta sulle spalle un bambino, entrambi dotati di aureole, e altri personaggi in preghiera:
• Uno ha le ali [angelo Gabriele che annuncia a Maria]
• Re magi che portano doni, che qui sono frutti dipinti come natura morta
Qui scrisse anche un diario “Noa noa” in cui si convince di essere un profeta e ritorna a Parigi per mostrare le verità acquisita, tuttavia non venne ancora apprezzato e quindi ritorna definitivamente a Tahiti.
Delusioni e tentativi di suicidio
Qui però rimane deluso dal condizionamento degli occidentali, in particolare in ambito religioso, le donne vengono infatti spinte dalle suore a coprire il proprio corpo, ma è lui stesso parte di questo condizionamento e quando lo comprende, tentò di suicidarsi ma fallì e quindi si trasferì nelle isole Marchesi.
Prova a risolvere il mistero dell’esistenza, il quadro non è la risposta ma è la domanda. Si vedono donne indonesiane con un bambino appena nato e vicino un cane, al centro si vede un uomo che è emblema del titolo e di questo mistero, si sta infatti nutrendo da un albero, a sinistra compare invece una donna morente, emblema del finire. È evidente anche un dialogo tra colori: giallo isola ma dominano colori scuri.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema centrale delle visioni delle contadine nel dipinto?
- Come viene gestito lo spazio tra realtà e immaginazione nell'opera?
- Quali influenze artistiche si possono notare nei colori utilizzati?
- Qual è il significato del sincretismo religioso rappresentato in Polinesia?
Le contadine, vestite con abiti tipici bretoni, vivono una visione che rappresenta la lotta tra l'angelo e Giacobbe, mescolando realtà e fantasia, con influenze cristiane e folkloristiche.
Lo spazio è diviso da un ramo, che simboleggia la separazione tra la realtà e l'immaginazione, evidenziando il contrasto tra i due mondi.
I colori sono usati liberamente su tele di juta, con bianco e nero per il reale e rosso e verde per la visione, richiamando anche le contadine dipinte da Bernard e l'influenza di Hokusai.
Il sincretismo religioso è evidente nella rappresentazione di figure con aureole e simboli cristiani, come l'angelo Gabriele e i re magi, che riflettono la fusione tra credenze locali e cristianesimo.