Concetti Chiave
- Garibaldi rappresentava il simbolo della lotta contro l'autorità papale e l'oscurantismo, incarnando così l'ideale repubblicano.
- La massoneria in Italia fu bandita dal 1820 al 1859, riprendendo vigore con il Grande Oriente Italiano, ma non fu un corpo organizzato durante il Risorgimento.
- Garibaldi, massone di spicco, cercò di unire le forze della sinistra democratica italiana attraverso la massoneria.
- Alla morte di Garibaldi nel 1882, la massoneria espresse un intenso cordoglio nazionale, organizzando funerali e manifesti in suo onore.
- Negli elogi funebri, Garibaldi era visto come l'incarnazione degli ideali massonici, inclusi la libertà, la tolleranza e il ripudio dell'oscurantismo.
Garibaldi e l'idea repubblicana?
Garibaldi incarnava il simbolo dell’idea repubblicana e della lotta contro il potere temporale dei papi e l’oscurantismo della Chiesa cattolica.
La massoneria in Italia preunitaria
La massoneria fu assente dalla scena italiana dal 1820 al 1859: bandita da tutti gli Stati preunitari dopo il Congresso di Vienna perché identificata come l’ispiratrice delle forze rivoluzionarie e duramente avversata dalla Chiesa cattolica. In Italia ricomparve soltanto verso la fine del 1859, quando a Torino un gruppo di liberali di fede cavouriana fondò il Grande Oriente Italiano, più avanti diventato Grande Oriente d’Italia (GOI). A esso si affiancò il Supremo Consiglio del rito scozzese antico e accettato, costituito a Palermo.
È importante affermare che la massoneria fu estranea alla vicenda risorgimentale, perché non esistette come corpo organizzato su base nazionale, così come non furono attive le singole logge a livello locale. Si deve però dire che dopo l’Unità nelle logge massoniche confluì larga parte di coloro che avevano fatto il Risorgimento.
Garibaldi e la massoneria
Garibaldi fu massone ed è stato l’esponente più celebre della massoneria italiana ottocentesca. Arrivò a coprire le massime cariche e pensò che la massoneria potesse essere l’organismo capace di realizzare il disegno politico di ricomporre in un fronte unitario tutte le forze sparse della sinistra democratica italiana.
Iniziazione e carriera massonica di Garibaldi
Garibaldi venne iniziato alla massoneria nel 1844 nella loggia L’Asil de la Vertud di Montevideo, una loggia irregolare non riconosciuta dalle principali obbedienze internazionali. Successivamente però regolarizzò la sua posizione presso la loggia Les Amis de la Patrie di Montevideo. Garibaldi entro nella massoneria in età avanzata e durante l’esilio. Soltanto nel 1860, nella Palermo appena conquistata, Garibaldi venne elevato al grado di maestro massone. Nel 1862 divenne, invece, gran maestro del Supremo Consiglio del rito scozzese di Palermo. Nel 1864 Garibaldi divenne maestro anche del Grande Oriente d’Italia, ma presto si dimise. Lo scopo di Garibaldi, inoltre, era quello di completare l’unificazione nazionale per riunire le varie obbedienze massoniche.
Per Garibaldi, la massoneria doveva farsi promotrice del progetto di riunire in un fascio comune tutte le correnti della democrazia, tutte le forze impegnate nella diffusione della cultura laica, della libertà e del progresso.
La morte di Garibaldi e il tributo massonico
Garibaldi morì a Caprera il 2 Giugno 1882 e il suo nome fu il più ricorrente nella denominazione delle logge. La massoneria partecipò con grande intensità emotiva al dolore unanime del Paese che seguì all’annuncio della morte di Garibaldi. Il gran maestro del GOI Giuseppe Petroni fece affiggere nelle principali città italiane un manifesto, nel quale la massoneria esprimeva il proprio omaggio all’eroe. Il funerale di Caprera non fu l’unico saluto a Garibaldi, infatti numerose logge parteciparono a questi riti pubblici e allestirono funerali massonici nei loro templi.
Elogi funebri e memoria di Garibaldi
Negli elogi funebri dettati dai massoni veniva evidenziato che Garibaldi era la perfetta incarnazione degli ideali massonici: l’amore per la patria, la fede nel progresso, la libertà, la tolleranza, il ripudio di ogni oscurantismo e lo spirito laico. Garibaldi scelse di farsi cremare per esprimere la sua fede nella scienza, indicando anche un ritorno alla natura e alla vita. Il corpo di Garibaldi, però, non fu mai cremato, nonostante le continue proteste da parte delle logge massoniche.
Se inizialmente Garibaldi veniva presentato come quasi una semidivinità, successivamente si sottolineò il suo essere massone, democratico, repubblicano, laico e anticlericale. In seguito cambiarono anche le modalità del ricordo: dalle orazioni funebri si passò alla memoria iscritta su pietra, scolpita nei monumenti di marmo o di bronzo o incisa nelle lapidi.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Garibaldi nell'idea repubblicana in Italia?
- Come si è evoluta la massoneria in Italia prima e dopo l'Unità?
- Qual è stata la carriera massonica di Garibaldi?
- Come è stata commemorata la morte di Garibaldi dalla massoneria?
- Quali ideali massonici venivano associati a Garibaldi nei suoi elogi funebri?
Garibaldi rappresentava il simbolo dell'idea repubblicana e della lotta contro il potere temporale dei papi e l'oscurantismo della Chiesa cattolica.
La massoneria fu bandita dal 1820 al 1859, ma riemerse con la fondazione del Grande Oriente Italiano. Dopo l'Unità, molte figure del Risorgimento confluirono nelle logge massoniche.
Garibaldi fu iniziato alla massoneria nel 1844 e raggiunse posizioni di rilievo, diventando gran maestro del Supremo Consiglio e maestro del Grande Oriente d'Italia, con l'obiettivo di unificare le forze democratiche.
La massoneria partecipò intensamente al lutto nazionale per la morte di Garibaldi, organizzando funerali massonici e affiggendo manifesti in suo onore nelle città italiane.
Negli elogi funebri, Garibaldi era descritto come l'incarnazione degli ideali massonici, tra cui l'amore per la patria, la libertà, la tolleranza e il ripudio dell'oscurantismo.