Concetti Chiave
- Werner Fiume definisce la fides nelle obbligazioni come un vincolo e una responsabilità, distinguendo tra fideiussio e fidepromissio in base al modo in cui si crea il vincolo.
- Nella fideiussione, la fides enfatizza la responsabilità, costituendo l'essenza stessa dell'istituto, a differenza della fidepromissio dove ha un significato subordinato.
- Gaio, nelle Istitutiones, riconosce ulteriori garanzie delle obbligazioni che non richiedono il verbo "spondere" e ammette formule stipulatorie accessibili anche agli stranieri.
- Le formule stipulatorie della sponsio e fidepromissio richiedono un impegno alla stessa prestazione promessa dal debitore, mentre nella fideiussio il garante si assume la responsabilità per l'inadempimento.
- La formula stipulatoria della fideiussio, "id fide tua esse iubes?", indica un impegno basato sulla fede e responsabilità del garante, differente da quella di sponsio e fidepromissio.
Concezione di fides nelle obbligazioni
Werner Fiume affermò che nelle garanzie dell'obbligazione si deve seguire una concezione di fides quale "vincolo, responsabilità". La differenza tra fideiussio e fidepromissio consisterebbe nel fatto che, in quest'ultima, il vincolo viene prodotto attraverso il promettere una propria prestazione. Con l'aggiunta di fides a promittere si fa riferimento soltanto alla responsabilità che corrisponde e consegue al promittere.
Ruolo della fides nella fideiussione
Nella fideiussione, invece, attraverso l'aggiunta della fides viene particolarmente sottolineato il carattere della responsabilità.
L’aggiunta della fides nella fideiussio non ha il significato subordinato che ha nella fidepromissio. Nella fideiussio, infatti, la fides sta in primo piano: la parola «fides» è dunque l'emblema dell'intero istituto, di cui costituisce la vera essenza.
«Idem dabis? Idem promittis? Idem facies?»
Formule stipulatorie nelle Istitutiones di Gaio
Nelle Istitutiones, Gaio ammette l’esistenze di ulteriori garanzie delle obbligazioni che non richiedessero l’uso del verbo «spondere». Tali domande stipulatorie sono: «idem dabis? Idem promittis? Idem facies?». A tali garanzie, non usandosi il verbo spondere, erano ammessi gli stranieri.
Le suddette formule stipulatorie erano espresse nel seguente modo:
Sponsor ita interrogator: idem dari spondes?
Fidepromissor: idem fidepromittis?
Fideiussor ita: idfide tua esse iubes?
Confronto tra sponsio, fidepromissio e fideiussio
Confrontando le formule stipulatorie della sponsio e della fidepromissio, da un lato, e della fideiussio, dall'altro, risulta evidente una fondamentale differenza di contenuto: nel caso della sponsio (o della fidepromissio) il garante si impegna ad eseguire la stessa prestazione promessa dal debitore principale («idem dari spondes? idem dari fidepromittis?»), nella fideiussio, invece, il garante non si impegna alla medesima prestazione promessa dal debitore principale, ma assume la responsabilità per l'inadempimento a questi imputabile.
Tale differenza risulta evidente analizzando la formula stipulatoria della fideiussio: «id fide tua esse iubes?», che in italiano significa «dichiaro di volere che in fede mia ciò sia così».
Domande da interrogazione
- Qual è il significato di "fides" nelle obbligazioni secondo Werner Fiume?
- Qual è la differenza principale tra fideiussione e fidepromissio?
- Quali sono le formule stipulatorie menzionate nelle Istitutiones di Gaio?
Secondo Werner Fiume, la "fides" nelle obbligazioni rappresenta un vincolo e una responsabilità. Nella fideiussione, la fides è centrale e costituisce l'essenza dell'istituto, mentre nella fidepromissio il vincolo è legato alla promessa di una prestazione.
La differenza principale risiede nel fatto che nella fidepromissio il garante promette di eseguire la stessa prestazione del debitore principale, mentre nella fideiussione il garante assume la responsabilità per l'inadempimento del debitore, senza impegnarsi alla medesima prestazione.
Nelle Istitutiones di Gaio, le formule stipulatorie includono domande come «idem dabis? Idem promittis? Idem facies?», che non richiedono l'uso del verbo "spondere" e permettono anche l'intervento di stranieri nelle garanzie delle obbligazioni.