Concetti Chiave

  • Gabriele D'Annunzio, nato a Pescara nel 1863, è una figura centrale del Decadentismo europeo, vivendo la sua esistenza come un'opera d'arte.
  • Autore prolifico, ha pubblicato opere significative come "Il piacere" e "Alcyone", esplorando la sensualità e la fusione tra uomo e natura.
  • Politicamente attivo, D'Annunzio è stato deputato e ha occupato Fiume, anticipando rituali che influenzeranno il regime fascista.
  • La sua poetica si caratterizza per l'uso di uno stile sublime e un linguaggio mistico, con una forte predilezione per la bellezza e il superomismo.
  • Negli ultimi anni della sua vita, dopo una ferita di guerra, scrisse "Notturno", un'opera introspectiva che riflette sulla solitudine e la creatività.

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Gabriele D'Annunzio - Vita e pensiero

Nacque a Pescara nel 1863 e rappresenta il Decadentismo europeo, visse la vita in modo attivo, in modo pieno, con l'intento di farne un'opera d'arte.
Nel 1879 pubblicò la sua prima raccolta di poesie con evidente ispirazione carducciana, non completò gli studi universitari e si trasformò in un dandy sempre presente agli eventi mondani più importanti.
Viveva sempre al di sopra delle sue possibilità economiche, viveva come un divo, circondato da servitori, lusso e sfarzo. Dal punto di vista artistico assimilò tutte le novità della cultura europea dai simbolisti francesi, dal Verismo italiano e dal superomismo di Nietzsche.
Nel 1889 pubblicò "Il piacere" mentre tra le poesie pubblicò nel 1903 "Laudi del cielo, del mare e della terra" del quale fa parte "Alcyone".
Nel 1897 venne eletto deputato alla Camera e sedette tra la destra per protestare contro i provvedimenti reazionari di fine secolo. Successivamente si allontanò dalla politica attiva.
Alla fine della guerra si lanciò nell'impresa di occupare e governare la città di Fiume in attesa che si concludessero i trattati di pace e venisse assegnata all' Italia o alla Jugoslavia.
Intanto nel concreto agire di D'Annunzio presero forma dei rituali che sarebbero diventate parte integrante del regime fascista.
Deluso, il poeta si ritirò a Gardone dove fece ristrutturare e arredare lussuosamente il Vittoriale e dove passò gli ultimi suoi anni.

Poetica
I suoi modelli sono il classicismo carducciano per la poesia e il verismo verghiano per la prosa (modificandone i significati).
Sperimenterà modelli e generi letterari nuovi e diversi ma la sua ricerca si muoverà costantemente attorno alla definizione di uno stile sublime, di un linguaggio con termini mistici e arcaici e dalla rappresentazione di una realtà dominata dala sensualità.
D'Annunzio vive la sensualità come panismo,cioè alla fusione totale fra uomo e natura, in questa caratteristica risiede l'aspetto più interessante del poeta.
Egli resterà estraneo a ogni atteggiamento problematico e critico nei confronti della condizione umana. La scoperta delle opere di Nietzsche e della sua poetica del superuomo annulleranno qualsiasi atteggiamento critico. In D'Annunzio il pensiero del filosofo tedesco viene banalizzato e forzato all'interno del suo personale sistema di idee. Il superuomo dannunziano è energico, aggressivo e violento, ha un'energia primordiale (prende da Verga), non è vile ma esiste solo la perfezione. Caratteristica della sua superiorità è l' estetismo cioè la cultura della bellezza.
Il passaggio al superomismo è segnato nel romanzo "Il trionfo della morte" del 1894 in cui il protagonista non è più un perdente o un malato ma un superuomo.

Opere
Terra Vergine: 1882, è la prima raccolta di novelle da lui pubblicate. In esse si vede chiaramente la suggestione del Verismo ma nel modello dannunziano.
Verga si rivolge agli strati più bassi mentre D'Annunzio guarda la plebi per ritrovare un' istintualità primitiva che può sopravvivere solo tra la povertà e l'ignoranza.
Le novelle narrano vicende feroci e sono pervase da una sensualità che spesso diventa violenta.
Il piacere:1889, è il primo romanzo di D'Annunzio. Il testo ottiene un enorme successo alimentato dallo scandalo suscitato dai comportamenti immorali del protagonista.
Andrea Sperelli si presenta come una sorta di alter-ego dell'autore, è l'insieme di arte raffinata e di abbandono agli istinti e al degrado morale della società. Venne subito accolto come un manifesto dell'estetismo.
--> Sperelli è un eccentrico e aristocratico dandy che attende di rivedere la sua ex amante Elena e nel frattempo ripensa al tempo passato assieme. Dopo essere stato lasciato da Elena aveva avuto diverse storie tra le quali quella con Maria Ferres.
La relazione con Maria viene vissuta da Andrea come una sorta di risarcimento alla perdita di Elena e arriverà a chiamare Maria, Elena.
Questa, accortasi della situazione fugge,e si ritrova piena di debiti del marito.
Andrea assisterà impotente alla perdita dei beni di Maria e disgustato dalla propria viltà.
Alcyone:1903, fa parte delle Laudi, e indica il nome di una stella. Rappresenta una sorta di diario lirico scritto durante l'estate passata in Versilia.
E' caratterizzato dalla fusione dell'io poetico e della natura, questa metamorfosi lo fa sentire simile a un Dio. Anche sul piano formale l'enfasi e la retorica lasciano il posto alla musicalità del verso e delle parole. In questa raccolta compare ancora il superomismo.

La pioggia nel pineto
è una lirica composta fra luglio e agosto 1902. Quest'opera appartiene all'Alcyone. La poesia è composta da 128 versi divisi in quattro strofe di 32 versi ciascuna. I versi sono liberi, tuttavia ricorrono spesso ternari, il senari e il novenari. I versi sono anche sciolti. Il poeta dà un'immagine raffinatissima e suggestiva di un'atmosfera naturale espressa con una struttura frammentaria dei versi e con la ripetizione di parole e di frasi e dal susseguirsi di sensazioni uditive, visive, olfattive, tattili, ritmate dal ripetersi di due verbi chiave, piove e ascolta in cui, però, le sensazioni uditive prevalgono sulle altre. La poesia, infatti, è una sinfonia musicale perché il poeta sceglie le parole non tanto per il loro significato, quanto per il loro suono. Le strategie tecniche che utilizza per creare musicalità e suggestione sono varie e diversificate e il linguaggio risulta molto ricercato e raffinato. L'autore spezza i legami sintattici e creando una sequenza di effetti sonori con le rime, variamente disposte, le assonanze, le onomatopee e le similitudini.
Il Taci iniziale della poesia è un invito a creare l'atmosfera di silenzio e di ascolto. Il poeta si trova a Marina di Pisa con Ermione, la sua donna amata e, mentre passeggiano in una deserta pineta vicino al mare, li sorprende un fresco temporale estivo. Le gocce, cadendo leggere sui rami e sulle foglie, creano una musica magica e orchestrale, ridestando odori e vita segreta nel bosco. I due amanti si inoltrano sempre più nel fitto della vegetazione e, così circondati, coinvolti e immersi da una sinfonia di suoni, profumi e sensazioni sprigionati dalla pioggia, si sentono parte viva della natura che li circonda, fino ad immedesimarsi con essa stessa e a trasformarsi in creature vegetali. Questa trasformazione inizia nella seconda strofa dove il poeta paragona il volto di Ermione a una foglia e i suoi capelli a una ginestra e si compie nell'ultima strofa dove D'Annunzio definisce Ermione non bianca ma quasi fatta virente, cioè verde, come una pianta. Questa meravigliosa trasformazione, questa immersione totale del poeta e di Ermione nel paesaggio naturale che li circonda è la "favola bella". Una favola perché si tratta di un'illusione momentanea, ma bella perché questo senso di comunione perfetta con la natura è fonte di serenità e di gioia. I temi principali della poesia, infatti, sono tre:la pioggia, la trasformazione o metamorfosi e l'amore.
Ogni strofa termina con il nome della donna Ermione. La poesia si conclude riprendendo i versi che chiudevano la prima strofa. D'Annunzio, superando in questa poesia il peso del tecnicismo formale, della superficialità e della mancanza di profondità, presente, talvolta, nella sua produzione, esprime l'ideale decadente del panismo, cioè della completa fusione tra l'uomo e la natura che lo circonda.

I pastori
Finita l'estate il poeta sembra improvvisamente pervaso da una profonda malinconia e, spaventato dall'imminente autunno, desidera di fuggire, di migrare.
Gli torna alla mente la sua terra d'origine, la terra d'Abruzzi, dove, proprio in quel momento, si sta realizzando una migrazione reale, quella dei pastori che abbandonano i monti per la pianura. Da qui sviluppa una nostalgia per la terra natale. I pastori di d'Annunzio sono personaggi solenni, quasi mitici perché ricordano gli antichi patriarchi.
Attraverso l'uso degli aggettivi l'autore riesce a rendere un'atmosfera arcaica, primitiva, ma al tempo stesso solenne, rituale, quasi religiosa. L'abbondanza di notazioni coloristiche e uditive conferiscono al testo un carattere impressionistico.
Il testo è apparentemente semplice malgrado non manchino termini ricercati lontani dal linguaggio comune e reminescenze letterarie. Questo linguaggio deve dare al lettore un'illusione di evasione dalla quotidianità, di superiorità rispetto alla massa. Spesso è eccessivamente retorico. Lo stile è paratattico.

Notturno
Nel 1916, in seguito a una ferita dovuta ad un ammaraggio di fortuna, perse l'occhio destro. In quel periodo compose Notturno, utilizzando delle sottili strisce di carta contenenti una sola riga ciascuna per scrivere nelle condizioni di completa oscurità impostegli durante la convalescenza. L'opera, pubblicata nel 1921, contiene una serie di ricordi e osservazioni, di riflessioni sulla letteratura, in uno stile spezzato e paratattico nel quale la parola acquista una nuova essenzialità.

Il supplizio dei giacinti
Il poeta è costretto all'isolamento e all'immobilità a causa della sua semicecità sente di perdere la consapevolezza della propria interezza corporea e di sentirsi vivo solo attraverso l'occhio malato e dolente, il punto dove sembrano concentrarsi tutte le sensazioni possibili. Avverte il profumo di giacinti che l'infermiera che lo sta medicando porta con sé. All'allontanarsi della donna, scivola in un nel quale l'immagine dei giacinti spezzati si fonde con il dolore dell'occhio e con il suo lacrimare.
È un altro giorno e attraverso successive analogie tra fiori, creta, sabbia e la statua di un fanciullo etrusco l'autore rivive queste immagini.
Il sapore amaro e metallico delle lacrime dell'occhio infiammato che colano fino alla bocca richiama quello del sale nella bocca dei “pescatori di Pescara”, che escono in mare prima dell'alba.
Il passo si chiude con l'esplosione di una sensazione uditiva: il grido di una rondine rievoca il suono di un cannone e quello delle campane, i cui rintocchi annunciano il ritorno della sera e degli incubi che la accompagnano.
Si tratta di una prosa caratterizzata dalla presenza di elementi ritmici e retorici che la rendono molto simile a una poesia, aspetto accentuato anche dalla versificazione. Il linguaggio è estremamente raffinato, a tratti eccessivo.
Nel Notturno le intrusioni narcisistiche e superomistiche scompaiono, l'artista è completamente solo con se stesso e si abbandona a una sorta di impulso creativo.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico e culturale in cui si inserisce Gabriele D'Annunzio?
  2. Gabriele D'Annunzio, nato nel 1863 a Pescara, rappresenta il Decadentismo europeo e vive una vita intensa, cercando di trasformarla in un'opera d'arte. Assimila influenze culturali da simbolisti francesi, verismo italiano e dal superomismo di Nietzsche.

  3. Quali sono le caratteristiche principali della poetica di D'Annunzio?
  4. La poetica di D'Annunzio si distingue per la ricerca di uno stile sublime e un linguaggio mistico, con una forte rappresentazione della sensualità e della fusione tra uomo e natura, definita panismo. Rifiuta ogni atteggiamento critico verso la condizione umana, abbracciando il superomismo.

  5. Quali opere significative ha scritto D'Annunzio e quali temi trattano?
  6. Tra le opere significative ci sono "Il piacere" (1889), che esplora l'estetismo e la decadenza morale, e "Alcyone" (1903), che rappresenta un diario lirico di fusione con la natura. Temi ricorrenti includono la sensualità, la metamorfosi e l'amore.

  7. Come si manifesta il superomismo nel romanzo "Il trionfo della morte"?
  8. In "Il trionfo della morte" (1894), il protagonista non è più un perdente ma un superuomo, incarnando l'ideale di perfezione e superiorità, caratterizzato da un'estetica della bellezza e da un'energia primordiale.

  9. Qual è il significato della poesia "La pioggia nel pineto"?
  10. "La pioggia nel pineto" è una lirica che esprime la fusione tra l'io poetico e la natura, attraverso una sinfonia di suoni e sensazioni. Rappresenta l'ideale decadente del panismo, evidenziando la comunione perfetta tra uomo e natura, culminando in una trasformazione quasi divina.

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