In Verrem 2, 4, 94-95: Un furto fallito di Verre ad Agrigento
Clamor a vigilibus fanique custodibus tollitur; qui primo cum obsistere ac defendere conarentur, male mulcati clavis ac fustibus repelluntur. Postea convulsis repagulis ecfractisque valvis demoliri signum ac vectibus labefactare conantur. Interea ex clamore fama tota urbe percrebruit expugnari deos patrios, non hostium adventu nec opinato neque repentino praedonum impetu, sed ex domo atque ex cohorte praetoria manum fugitivorum instructam armatamque venisse. Nemo Agrigenti neque aetate tam adfecta neque viribus tam infirmis fuit qui non illa nocte eo nuntio excitatus surrexerit, telumque quod cuique fors offerebat arripuerit. Itaque brevi tempore ad fanum ex urbe tota concurritur. Horam amplius iam in demoliendo signo permulti homines moliebantur; illud interea nulla lababat ex parte, cum alii vectibus subiectis conarentur commovere, alii deligatum omnibus membris rapere ad se funibus. Ac repente Agrigentini concurrunt; fit magna lapidatio; dant sese in fugam istius praeclari imperatoris nocturni milites.
Si leva un urlo dalle guardie e dai custodi del tempio [di Ercole ad Agrigento]: prima, cercando di difendere il tempio e di opporsi, vengono cacciati con bastoni e spranghe. Dopo aver scassinato le chiusure e manomessi i battenti cercano di demolire la statua e muoverla con delle leve. Nel frattempo la voce della cattura degli dei della patria si diffuse in tutta la città; non erano stati catturati con un improvviso arrivo dai nemici, né con un assalto improvviso dei banditi, ma dalla patria e dalla corte pretoriana era giunto un esercito di schiavi armati e schierati. Non ci fu nessuno ad Agrigento che, né per l'età così avanzata né tanto debole, in quella notte, svegliato dalla notizia, si alzò e andò a combattere con le armi che offriva il caso. Così in poco tempo tutti accorrono al tempio dalla città. Da più di un'ora già moltissimi uomini scuotevano la statua cercando di demolirla; quella nel frattempo non vacillava da nessuna parte, mentre alcuni cercavano di smuoverla con degli oggetti, altri, legate tutte le membra, cercavano di portarla a sé con delle funi. Improvvisamente accorrono gli uomini di Agrigento; tirano un grande numero di sassi; i militari notturni di quel famoso comandante si danno alla fuga.