Concetti Chiave
- La teoria freudiana della sessualità infantile sostiene che il bambino vive sensazioni e passioni sessuali, sfidando l'immagine tradizionale dell'infante puro.
- Freud definisce il bambino un "perverso polimorfo", capace di cercare piacere attraverso diverse zone erogene, come la bocca, l'ano e il fallo.
- Le fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud sono: fase orale, fase sadico-anale e fase fallica, ognuna con specifiche caratteristiche comportamentali e zone erogene.
- Il complesso d'Edipo emerge nella fase fallica, dove il bambino sviluppa un desiderio verso i genitori e si confronta con dinamiche di rivalità e affetto.
- Il caso di un ragazzino in fase fallica evidenzia ansie per la perdita del proprio organo sessuale e un'evoluzione personale che porta alla risoluzione dei suoi conflitti infantili.
La teoria freudiana della sessualità
La teoria freudiana della sessualità infantile, ovvero dello sviluppo psicosessuale dell’infante, del fanciullo e infine dell’adolescente appare oggi sostanzialmente obsoleta, ma la sua tesi di fondo è ancora valida: il bambino, dalla nascita fino ai cinque o sei anni, non è l’esserino puro che la cultura di ogni epoca ama fantasticare, ma è un soggetto che vive sensazioni e passioni sessuali insieme a intense angosce. Demolendo questo pregiudizio, considerato esso stesso frutto di rimozione, Freud giunge a definire il bambino come un «perverso polimorfo», ossia come un individuo capace di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi (donde la perversione) e mediante i più svariati organi corporei (donde il polimorfismo). Ogni fase dello sviluppo psicosessuale si organizza intorno a una zona erogena, ossia la parte del corpo dove il piacere sessuale ha modo di essere vissuto. La questione sul pansessualismo freudiano verte intorno alla solida convinzione del medico che nella vita sessuale si determini tutta la vita dell’adulto.
Quali sono le fasi dello sviluppo psicosessuale?
La prima si dipana nel periodo dell’allattamento e in particolare nei primi due-tre mesi di vita, sino ad un anno e mezzo circa; viene denominata da Freud orale in quanto la zona erogena è rappresentata dalla bocca e dalla cavità boccale; fase autoerotica in cui l’infante trova nel capezzolo della mamma lo strumento per procurarsi piacere autoerotico, masturbatorio. Chi non supera questa fase è l’obeso o il conformista (sempre dipendente da qualcosa). La seconda fase, denominata sadico-anale, è collocabile tra i due e i tre anni, la zona erogena è situata nella regione anale; il bambino ha imparato a controllare gli sfinteri anali e può decidere se trattenere il contenuto intestinale o rilasciarlo; il piacere erotico è qui legato al sadico trattenere il contenuto intestinale, a fronte di una mamma che altro non aspetta se non una cospicua defecazione. Spesso chi non supera questa fase dimostra atteggiamenti di avarizia: Freud ha sempre sostenuto che esista un’equivalenza simbolica tra feci e denaro. La fase fallica si dispiega fra i tre e i cinque o sei anni, si configura e tragicamente tramonta il complesso d’Edipo; non è una fase autoerotica poiché la sessualità infantile si sviluppa potentemente nella direzione di un desiderio d’oggetto, ossia verso un’altra persona, la mamma o il papà; la zona erogena è, nel maschietto, il fallo, ma non semplicemente il pene quale organo riproduttivo, piuttosto il fallo come manifestazione simbolica del potere e del comandare.
Il caso del ragazzino in fase fallica
Ragazzino rimasto in fase fallica, all'età di 5 anni, ma che già dall'età di 3 anni si era dimostrato fortemente interessato alle genitalità dei genitori, ritenendo indistinguibili i due organi sessuali. Egli è in costante ansia per la paura di perdere il proprio organo sessuale, ciò è causato dalla repressione che i genitori compiono nei suoi confronti quando egli pone loro domande a questo proposito; con la nascita della sorellina compie uno sviluppo sessuale, realizza che il suo organo si accrescerà col passare del tempo, ma sviluppa una fobia per i cavalli (il cui organo genitale supera le dimensioni di quello del padre). Nel frattempo cerca ostinatamente di entrare in rapporti intimi con la madre (che lo accudisce in bagno, naturalmente) e prova invidia per il padre, da lui è inconsciamente inquietato per la paura di perdere l’amore della madre, causa l’inferiorità sessuale. L’allontanamento dal lettone è un duro colpo, ma col tempo, tranquillizzato dai genitori, vede la progressiva scomparsa del complesso, il cui lascito è una pulsione a fare continue domande. Anni dopo, quando legge la pubblicazione del suo caso clinico, Hans si sente completamente estraneo ai precedenti problemi: ha completamente superato la fase.
Domande da interrogazione
- Qual è la tesi fondamentale della teoria freudiana della sessualità infantile?
- Come si articolano le fasi dello sviluppo psicosessuale secondo Freud?
- Qual è il significato della fase fallica nello sviluppo psicosessuale?
- Quali sono le conseguenze per un bambino che non supera la fase orale?
- Come si manifesta il caso del ragazzino in fase fallica?
La tesi fondamentale è che il bambino non è un essere puro, ma vive sensazioni e passioni sessuali insieme a intense angosce, definendolo un «perverso polimorfo» capace di cercare piacere in vari modi (testo).
Le fasi si organizzano attorno a zone erogene specifiche: la fase orale (bocca), la fase sadico-anale (regione anale) e la fase fallica (fallo), ognuna con caratteristiche e conseguenze psicologiche particolari (testo).
Nella fase fallica, il bambino sviluppa un desiderio d'oggetto verso i genitori e vive il complesso d'Edipo, con il fallo che simboleggia potere e comando, non solo come organo riproduttivo (testo).
Un bambino che non supera la fase orale tende a diventare obeso o conformista, rimanendo dipendente da qualcosa, secondo le osservazioni di Freud (testo).
Il ragazzino vive ansie legate alla paura di perdere il suo organo sessuale e sviluppa fobie, mentre cerca rapporti intimi con la madre e prova invidia per il padre, ma alla fine supera il complesso con il supporto dei genitori (testo).