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Concetti Chiave

  • Goya è un pittore spagnolo innovativo che riflette il contesto storico della sua epoca, caratterizzato da forti contrasti sociali e culturali.
  • Il suo dipinto "Le fucilazioni del 3 maggio" rappresenta l'eroica resistenza del popolo spagnolo, evidenziando la paura e la vulnerabilità umana di fronte alla morte.
  • I ritratti femminili di Goya, in particolare le "Mayas", esprimono un fascino per la figura femminile, mescolando elementi di bellezza classica e autenticità spagnola.
  • "L'ombrellino" mostra l'influenza di Velazquez attraverso una pennellata liquida e una composizione che esalta la freschezza e la bellezza giovanile della dama.
  • Nel dipinto "Il Colosso", Goya rappresenta un gigante simbolico che riflette il terrore dell'epoca napoleonica e lo spirito indomito del popolo spagnolo.

Goya e il contesto storico

Lo spagnolo Goya è considerato uno dei più grandi pittori a cavallo fra il VIII e il XIX secolo, ma anche il più difficile da classificare a causa della sua originalità: può essere compreso solo se si colloca nell’ambito culturale in cui è vissuto, ovvero una Spagna in decadenza, con forti differenze economiche fra l’aristocrazia e il popolo, fanaticamente religiosa, fra superstizioni medievali e razionalismo illuminista, fra tradizioni arabe e una forte componente di zingari, i gitanos. Si spiegano così i molteplici caratteri e soggetti della pittura di Goya, che si discosta da quella neoclassica: rifiuta il ricorso all’antico e l’uso di toni chiari, preferendo soffermarsi sul presente ed esprimere l’interiorità, l’inconscio, con toni scuri e zone ricche d’ombra. Il pittore, infatti, sente profondamente il dramma della sua epoca, vivendo nel periodo fra l’invasione napoleonica e la restaurazione monarchica, e lo esprime attraverso un’angosciosa rappresentazione del proprio “io” e documentando tragedie realmente accadute in guerra.

Le fucilazioni del 3 maggio

Ne è un esempio “Le fucilazioni del 3 maggio”: nel dipinto, un plotone francese sta giustiziando patrioti spagnoli. I soldati sono controluce e di spalle, tutti simili fra loro nella posa e nella divisa; appaiono come un’unica grande macchina priva di volontà propria, semplici strumenti di morte al servizio del potere. La luce della lanterna illumina i condannati, fra cui spicca la figura centrale, individuata cromaticamente dalla camicia bianca e i pantaloni gialli, con le braccia allargate in un gesto disperato e, nel mucchio di cadaveri, un uomo caduto, riverso in un mare di sangue, il cui volto è deformato dalle ferite.

Contrasti con il neoclassicismo

Il quadro, pur esaltando l’eroica resistenza del popolo spagnolo all’invasione francese, si discosta totalmente dalla valenza patriottica neoclassica che avevamo riscontrato nel “Giuramento degli Orazi”, dove tutto appariva risoluto, fermo, senza timori o dubbi; qui, invece, viene rappresentato l’uomo reale, con sua paura nei confronti della morte nonostante sia consapevole di aver compiuto un servizio per la patria. Anche da un punto di vista prospettico, alla precisione lineare e alla prospettiva centrale di David, Goya contrappone un senso di moto dato da una prospettiva obliqua.

Ritratti femminili e le Mayas

Goya è sensibile anche al fascino della figura femminile: ne sono la prova i ritratti di donna, nell’ambito di varie scene di feste popolari, ma ancor di più le due celebri “Mayas”, desnuda e vestida. Quella Desnuda ce la presenta come una venere classica della tradizione rinascimentale (da Tiziano fino a Velazquez) e esprime una bellezza calda e aggressiva, mediante le curve accentuate del bel corpo, esaltato dai rapporti cromatici del piano d’appoggio ma soprattutto dalla vivezza penetrante degli occhi (rappresenta il tipo di femminilità spagnola dell’epoca, una donna che fissa senza pudore gli occhi dello spettatore con un sorriso ambiguo: si pensa abbia rappresentato l’amante del ministro Godoy.)

L'ombrellino e l'influenza di Velazquez

Un altro capolavoro, costituito da una complessa struttura compositiva, luministica e cromatica, è “L’ombrellino” (“Parasol”), fra i cartoni degli arazzi: raffigura una giovane dama che veste secondo i dettami della moda parigina, che aveva una forte influenza in tutto il continente, e un giovane alle sue spalle, un "majo", cioè un esponente del ceto povero del popolo. Da un punto di vista pittorico il dato piu' rilevante e' una pennellata larga e liquida che indiscutibilmente denuncia il fortissimo ascendente di Velazquez. Straordinaria l'aggiunta dell'ombrellino verde, che si bilancia cromaticamente con la parte inferiore dominata dal giallo cangiante della gonna della donna, e altrettanto splendida risulta l'idea di porre un muretto alla destra della donna, che non solo ne isola la figura e ne fa risaltare la fresca bellezza giovanile, ma permette l’uso di quei superbi giochi di ombre che costituiscono gran parte della potenza e del fascino dell'opera.

Il Colosso e il simbolismo

Il corpo dell’enorme gigante, nonostante sia in secondo piano, occupa il centro del dipinto de “Il Colosso”: il pittore lo rappresenta come un simbolo di qualcosa di terrorizzante, alle cui spalle le piccole figure degli abitanti della valle fuggono (a parte un asino che appare fermo, che gli studiosi pensano possa simboleggiare l’incomprensione del valore della guerra da parte del popolo). Sullo sfondo un borgo buio, che non è più riparo per nessuno, e dietro di questo si staglia la figura del colosso, con i pugni serrati e gli occhi chiusi, che si erge verso un nemico invisibile che sta al di là delle colline, dando le spalle, o meglio proteggendo le spalle alla fuga della popolazione inerme, un’umanità dagli occhi sbarrati dal terrore che cerca riparo da una forza superiore: Goya riesce a esprimere il contenuto storico del periodo in cui vive, quello dell’invasione napoleonica. Si pensa che il dipinto sia ispirato a un poema, “La profezia dei Pirenei” nel quale si nomina l’apparizione di un gigante, che sarebbe la metafora dello spirito indomito spagnolo, posto a difendere il popolo dalle armate sanguinarie di Napoleone.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il contesto storico che ha influenzato l'opera di Goya?
  2. Goya ha vissuto in una Spagna in decadenza, caratterizzata da forti differenze economiche, fanaticamente religiosa e segnata da superstizioni medievali e razionalismo illuminista, elementi che hanno influenzato profondamente la sua pittura.

  3. In che modo "Le fucilazioni del 3 maggio" si discosta dal neoclassicismo?
  4. A differenza del neoclassicismo, che esalta la fermezza e la risolutezza, Goya rappresenta l'eroica resistenza del popolo spagnolo con un'umanità reale, esprimendo paura e angoscia di fronte alla morte, come evidenziato nel suo dipinto.

  5. Qual è il significato delle due "Mayas" di Goya?
  6. Le "Mayas", desnuda e vestida, rappresentano la femminilità spagnola dell'epoca, con la Desnuda che esprime una bellezza calda e aggressiva, simile a una venere classica, e si pensa possa rappresentare l'amante del ministro Godoy.

  7. Qual è l'importanza de "L'ombrellino" nella produzione di Goya?
  8. "L'ombrellino" è un capolavoro che mostra l'influenza di Velazquez, con una composizione luministica e cromatica complessa, e rappresenta una giovane dama in abiti parigini, evidenziando la freschezza e la bellezza giovanile attraverso giochi di ombre.

  9. Che simbolismo si cela dietro "Il Colosso"?
  10. "Il Colosso" rappresenta un gigante terrorizzante che simboleggia la forza e la protezione del popolo spagnolo durante l'invasione napoleonica, esprimendo il contenuto storico del periodo e l'indomito spirito spagnolo, ispirato da un poema che menziona un gigante protettore.

Domande e risposte

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