Concetti Chiave
- Con il decreto del 4 dicembre 1793, la Convenzione ha subito un cambiamento radicale, riducendo la sua importanza a sedute brevi in cui le decisioni centrali venivano prese dal Comitato.
- Il Comitato ha ottenuto il controllo su tutti i corpi costituiti e funzionari pubblici, con il potere di riorganizzare le autorità e sostituire i ministri con commissioni.
- I funzionari erano obbligati a relazionare ogni 10 giorni e segnalare ritardi, creando un sistema di responsabilizzazione e denuncia.
- Il Comitato ha istituito una struttura parallela con agenti dislocati nella periferia, imponendo obblighi di relazioni anche ai direttori di distretto.
- Solo il Tribunale rivoluzionario o il Comitato stesso potevano decidere sulla scarcerazione di chi veniva arrestato per attività antirivoluzionaria.
Il cambiamento della Convenzione
Le cose cambiano con un ulteriore decreto del 4 dicembre 1793. La Convenzione diventa un qualcosa di ben diverso: sedute brevissime e tranquille, in cui si discute di oggetti di poca rilevanza, mentre le questioni centrali erano decise dal Comitato. Coloro che erano incaricati di preparare il rapporto per la Convenzione si facevano attendere e si atteggiavano come Capi di Stato, ma contestati in aula, con anzi deliberazioni adottate tacitamente all’unanimita, senza mai votare. La Convenzione non contra praticamente più nulla.
Il potere del Comitato
Nel nuovo decreto si afferma che tutti i corpi costituiti e i funzionari pubblici vengono messi sotto l’ispezione immediata del Comitato, autorizzato a prendere tutte le misure necessarie per procedere a mutamenti di organizzazione delle autorità costituite. Quindi un’istituzione che può disporre di tutte le altre a piacimento. Al posto dei dodici ministri del Consiglio esecutivo vengono istituite altrettante commissioni, dato che ormai erano inutili, visto che i loro compiti spettavano ora al Comitato. Prima però erano comunque obbligati a relazionare per scritto ogni 10 giorni, segnalando ritardi e negligenze e chi le porta avanti come “colpevole”. Quindi denunciare tutti i funzionari che non si erano adoperati con tutti i mezzi a loro disposizione nello svolgimento dei loro ruoli.
La struttura parallela del Comitato
Il Comitato va a creare una sorta di sua struttura governativa e amministrativa parallela, con agenti dislocati nella periferia. Gli stessi direttori di distretto vengono obbligati a relazionare regolarmente, a loro volta sorvegliati dagli agenti nazionali. A quasi tutte le autorità della Repubblica spetta il potere di spiccare mandati di arresto a chi facesse attività antirivoluzionaria o chi non facesse nulla per impedirla. Però la facoltà di scarcerazione spettava solamente al Tribunale rivoluzionario o direttamente al Comitato.
Domande da interrogazione
- Qual è il principale cambiamento nella funzione della Convenzione dopo il decreto del 4 dicembre 1793?
- Quali poteri ha acquisito il Comitato secondo il nuovo decreto?
- In che modo il Comitato ha creato una struttura governativa parallela?
Dopo il decreto del 4 dicembre 1793, la Convenzione diventa un'istituzione con sedute brevi e poco rilevanti, mentre le decisioni cruciali vengono prese dal Comitato, riducendo drasticamente il suo potere decisionale.
Il Comitato ha acquisito il potere di ispezionare tutti i corpi costituiti e i funzionari pubblici, autorizzato a prendere misure per riorganizzare le autorità e a denunciare chi non adempie ai propri doveri, sostituendo di fatto le funzioni del Consiglio esecutivo.
Il Comitato ha istituito una struttura governativa parallela con agenti dislocati nella periferia, imponendo ai direttori di distretto di relazionare regolarmente e conferendo poteri di arresto a diverse autorità, mentre solo il Tribunale rivoluzionario o il Comitato potevano disporre la scarcerazione.