Concetti Chiave
- Il dibattito sui poteri pubblici genera divisioni tra i "patrioti", con i monarchien favorevoli a un voto regio assoluto o sospensivo.
- I monarchien si allontanano dai costituenti, emergendo come un partito "tory" che mira a stabilizzare l'ordine dopo la rivoluzione.
- La scissione dei giacobini porta alla creazione della "Società degli amici della Rivoluzione", inizialmente un gruppo di patrioti moderati.
- Le correnti politiche nell'Assemblea costituente mostrano una composizione variegata, con i foglianti e i giacobini in conflitto sulle posizioni riguardanti la monarchia.
- Il varo della Costituzione avviene in un contesto di tensioni tra i diversi gruppi politici, evidenziando le scissioni all'interno dei patrioti.
Il dibattito sui poteri pubblici
Il dibattito sui poteri pubblici crea una spaccatura nel fronte dei “patrioti”, quando si discute del voto regio assoluto o sospensivo. I monarchien erano per il primo, con la conservazione dei poteri almeno di un monarca costituzionale come quello inglese, in un sistema bicamerale. Quindi iniziano ad allontanarsi dalla maggioranza dei costituenti (tra loro si hanno Barnave, o Duport). Eppure questa componente minoritaria riuscirà già nel 1790-1 a prende in mano l’Assemblea, costituendo quasi un partito “tory”, che intende chiudere la rivoluzione, considerando i suoi obiettivi conseguiti, cercando ora un ordine stabile per mettere in atto quanto conquistato. Con il tempo iniziano a scindersi i giacobini, i fondatori della “Società degli amici della Rivoluzione”, nel 1789 ancora patrioti moderati. Di conseguenza i monarchien vanno a fondare il “Club dei foglianti”.
La nascita delle correnti politiche
La nascita di queste correnti politiche causa una spaccature nell’Assemblea costituente, che poco prima di sciogliersi ha composizione politica molto diversa, con i noirs quasi del tutto assenti, foglianti (45) che difendono la monarchia costituzionale con grande seguito nelle Province, giacobini (26) come patrioti moderati che vedono malamente la figura del Re. Volendo superare le scissioni, molti tengono insieme il fronte dei patrioti. Questa la situazione al momento del varo della Costituzione.
Domande da interrogazione
- Qual è la posizione dei monarchien riguardo al voto regio?
- Come si è evoluto il dibattito politico all'interno dell'Assemblea costituente?
- Qual è stata la reazione dei giacobini alla scissione all'interno del fronte patriottico?
I monarchien sostenevano il voto regio assoluto, auspicando la conservazione dei poteri di un monarca costituzionale, simile a quello inglese, all'interno di un sistema bicamerale, distaccandosi così dalla maggioranza dei costituenti.
Il dibattito politico ha portato a una spaccatura nell'Assemblea costituente, con la nascita di diverse correnti, tra cui i foglianti, che difendevano la monarchia costituzionale, e i giacobini, che rappresentavano i patrioti moderati e avevano una visione critica nei confronti del Re.
I giacobini, inizialmente patrioti moderati, hanno iniziato a scindersi e a formare la “Società degli amici della Rivoluzione”, cercando di mantenere unito il fronte dei patrioti nonostante le divisioni crescenti all'interno dell'Assemblea.