Concetti Chiave
- Ugo Foscolo, poeta romantico italiano, rappresenta il passaggio dalla cultura illuminista al romanticismo, cercando un equilibrio tra emozione e razionalità.
- La sua opera principale, "Le ultime lettere di Jacopo Ortis", è considerata il primo romanzo moderno italiano e riflette temi di passione politica e d'amore.
- Foscolo ha composto il carme "I Sepolcri", in cui esplora il valore delle illusioni e l'importanza della memoria e della gloria dei defunti.
- La sua carriera accademica è stata breve e interrotta, ma ha influenzato profondamente la critica letteraria italiana con i suoi saggi e traduzioni.
- Il suo lascito poetico ha generato un mito risorgimentale, con interpretazioni significative da parte di Mazzini e De Sanctis, evidenziando la sua figura di vate civile.
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Vita e opere. Di famiglia veneziana, Foscolo nacque a Zante, isola dell'arcipelago greco, che resterà la sua patria ideale e fonte ispiratrice della sua poesia. Dopo aver compiuto gli studi a Zante e a Spalato, nutrendosi dei classici greci e latini e dei filosofi settecenteschi, si trasferì a Venezia, cominciando ben presto a comporre versi di ispirazione arcadica o romantica, come i versi sciolti del poemetto Al sole (1797). Nello stesso anno fece rappresentare con successo la prima tragedia, di ispirazione alfieriana, Tieste, ma nell'aprile fu costretto a lasciare Venezia per rifugiarsi a Bologna, a causa dei suoi atteggiamenti ostili alla oligarchia veneta. Qui scrisse l'Ode a Bonaparte liberatore e, per dimostrare attivamente la propria adesione agli ideali nuovi, si arruolò nell'esercito della Cispadana, tornando nella Venezia repubblicana. Ma dopo il trattato di Campoformio con il quale Napoleone cedeva Venezia all'Austria andò nuovamente in esilio. La delusione politica, unita all'ardente passionalità amorosa, costituirono il nucleo tematico del romanzo epistolare Le ultime lettere di Jacopo Ortis, iniziato nel 1798 e terminato nel 1802. Primo esempio di romanzo moderno nella storia letteraria italiana, costruito sul modello della Nouvelle Héloïse di J.J. Rousseau e dei Dolori del giovane Werther di W. Goethe, esso contiene tutti i motivi della poesia foscoliana, dalla passione politica e civile al culto della bellezza rasserenatrice, dall'amore per la patria all'amore per la donna, e mette in evidenza quel contrasto tra cuore e ragione che attraversa tutta l'opera di Foscolo, nel tentativo di mediazione tramite il mito delle "illusioni", cioè dei più alti ideali che sopravvivono eternamente nella poesia. In questi anni il poeta iniziò la composizione di un'opera a carattere autobiografico, rimasta incompiuta, Il sesto tomo dell'Io, mentre partecipava a varie battaglie, distinguendosi nella difesa di Genova contro gli austriaci. A Genova scrisse l'ode A Luigia Pallavicini caduta da cavallo che, insieme alla seconda ode All'amica risanata, dedicata all'amante milanese Antonietta Fagnani Arese, canta la potenza rasserenatrice della bellezza, il cui carattere effimero è mitigato dalla poesia che dura in eterno. Le due odi furono pubblicate nel 1803 insieme a dodici sonetti, nei più maturi ed originali dei quali (Alla Musa, A Zacinto, In morte del fratello Giovanni, Alla sera) il poeta aveva felicemente tentato di assopire "quello spirto guerrier ch'entro [mi] rugge", cioè la passionalità e il dissidio interiore, nel nitore e nella limpidezza del dettato poetico, così come nelle Odi, dove però l'esercizio stilistico prevaleva nella rievocazione di miti classici. Dopo il soggiorno a Milano, nel 1804 Foscolo seguì l'armata italiana di Napoleone in Francia, dove restò fino al 1806, a Boulogne e a Valenciennes. In quegli anni si dedicò alla traduzione dell'Iliade, della Chioma di Berenice di Callimaco e del Viaggio sentimentale di L. Sterne che fu per lui magistrale esempio di bonaria e ironica saggezza, distante dalla furia delle passioni.
Alla traduzione di Sterne il poeta premise la Notizia intorno a Didimo Chierico, inventando un personaggio che, come Jacopo Ortis, rappresenta un alter ego foscoliano e concretizza la maturazione del poeta verso un atteggiamento più distaccato e sorridente, in cui le passioni, mai spente, traspaiono però come "calore di fiamma lontana".
Grazie a questo nuovo equilibrio interiore nasce il capolavoro foscoliano, il carme I Sepolcri, composto a Milano, ma pubblicato a Brescia nel 1807, contemporaneamente al Nuovo esperimento di traduzione dell'Iliade. In questo carme civile in endecasillabi sciolti, Foscolo ribadisce il valore delle illusioni di contro al pessimismo materialistico: la tomba, inutile per i morti, è tuttavia per i vivi testimonianza degli affetti familiari, segno di civiltà e soprattutto incitamento a egregie imprese col ricordo della gloria dei grandi e fonte di ispirazione per i poeti che canteranno, come Omero, le gesta degli eroi con una voce che saprà vincere il silenzio anche quando il tempo avrà distrutto le tombe.
Nel 1808 Foscolo ottenne la cattedra di eloquenza all'Università di Pavia, ma fece appena in tempo a leggere la prolusione Dell'origine e dell'ufficio della Letteratura e a tenere cinque lezioni, che la cattedra fu soppressa.
Dopo la rappresentazione senza successo della seconda tragedia, Aiace (1811), Foscolo si trasferì a Firenze dove rimase due anni, trascorrendo il periodo più sereno della sua vita, pieno di rinnovato fervore creativo: compose infatti la terza tragedia, Ricciarda, e cominciò a lavorare all'incompiuto poema Le grazie, nei cui frammenti è testimoniato il definitivo approdo foscoliano nelle regioni della poesia e delle illusioni raffigurate attraverso la contemplazione di miti classici. Ritornato a Milano nel 1813 vi restò fino al 1815, quando al ritorno degli austriaci, prima di prestar giuramento al nuovo regime in qualità di capitano dell'esercito, preferì lasciare la città e rifugiarsi in Svizzera, dove pubblicò i discorsi Della servitù d'Italia, ristampò l'Ortis, e scrisse l'Hypercalypseos, satira contro i letterati italiani. Nel 1816 si trasferì a Londra dove visse fino alla morte con la figlia: dapprima agiatamente, poi, anche a causa della vita dispendiosa, costretto a lavorare assiduamente scrivendo articoli di critica letteraria (sulla Commedia, sul Decamerone, sul Petrarca, saggi che segnano la nascita della moderna critica letteraria italiana) e dando lezioni private. Morì perseguitato dai creditori e ormai caduto in disgrazia. Sepolto in un cimitero di un sobborgo londinese, le sue ossa furono tumulate nel 1871 nel tempio di S. Croce a Firenze.
Testimonianze critiche. La personalità e l'opera foscoliane, l'una così vitale e tormentata, l'altra così estranea agli schemi correnti, profondamente rivoluzionaria e preromantica, suscitarono nei contemporanei un misto di ammirazione e di incomprensione: basti citare per tutti il giudizio di Pietro Giordani sui Sepolcri, definiti "fumoso enigma". Intanto si veniva creando il mito risorgimentale del Foscolo, grazie soprattutto all'interpretazione di Giuseppe Mazzini che sottolineò il significato storico della sua poesia ed esaltò la sua funzione di vate civile e patriottico, ponendo le basi per la successiva fondamentale analisi di Francesco De Sanctis, con lo studio nuovo della personalità del poeta alla luce della sua vocazione e con una reinterpretazione del suo classicismo e delle sue contraddizioni come espressione di un'epoca di feconda crisi. Successivamente una messe di studi eruditi, filologici e biografici poco aggiunse alla valutazione dell'opera del poeta veneziano, mentre la critica novecentesca, a partire dai saggi di E. Donadoni, con i contributi di B. Croce, G. De Robertis, A. Momigliano, L. Russo, W. Binni e altri, ha concentrato la propria attenzione su alcune questioni fondamentali: il rilievo dell'Ortis come depositario di tutti i temi fondamentali della poetica foscoliana; l'importanza del momento "sterniano" nell'evoluzione dello stile e della poetica; la posizione storica in relazione con i grandi poeti del neoclassicismo romantico europeo (Hölderlin, Keats, Shelley); il problema dell'unità dei Sepolcri; la rivalutazione delle Grazie come momento culminante dell'itinerario artistico foscoliano; infine l'importanza della critica letteraria del Foscolo come iniziatrice della tradizione critica italiana.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto culturale in cui si inserisce l'opera di Ugo Foscolo?
- Quali sono le opere principali di Foscolo e i temi che affrontano?
- Come si manifesta l'influenza della vita personale di Foscolo sulla sua scrittura?
- Qual è il significato del carme "I Sepolcri" nella poetica di Foscolo?
- In che modo la critica ha interpretato l'opera di Foscolo nel corso del tempo?
Ugo Foscolo vive e scrive in un periodo di transizione dalla cultura illuminista al romanticismo, cercando di mediare tra un romanticismo appassionato e la ricerca di equilibrio, influenzato dalla bellezza dei classici (testo).
Tra le opere principali di Foscolo ci sono "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" e "I Sepolcri", che trattano temi come la passione politica, l'amore per la patria e la bellezza, evidenziando il contrasto tra cuore e ragione (testo).
La vita di Foscolo, segnata da delusioni politiche e passioni amorose, influisce profondamente sulla sua opera, come dimostrano i temi di amore e patriottismo presenti nei suoi scritti (testo).
"I Sepolcri" rappresenta il capolavoro di Foscolo, in cui il poeta esplora il valore delle illusioni e il ricordo dei grandi, sottolineando l'importanza della memoria e della civiltà (testo).
La critica ha visto in Foscolo una figura complessa e rivoluzionaria, con interpretazioni che variano da ammirazione a incomprensione, evidenziando il suo ruolo di vate civile e la sua influenza sulla critica letteraria moderna (testo).