Metodologie e tecnologie didattiche
La didattica
La didattica è una disciplina antica che negli ultimi decenni ha subito notevoli mutazioni di significato e procedure operative. Deriva dall'antica parola "dak", che significa mostrare o tramandare contenuti.
Definizione
Esistono due definizioni di didattica: la prima ci dice che la didattica è il momento operativo della pedagogia, cioè la parte pratica, la quale dialoga costantemente con quella teorica; la seconda sostiene che la didattica sia una scienza autonoma, la quale descrive la "teoria dell'istruzione".
La didattica si occupa della riproduzione del sapere, in istituzioni a ciò predisposte come scuole, da esperti (professori) a novizi (alunni).
Per quanto riguarda le didattiche disciplinari, l'insegnamento di una disciplina (materia), la didattica si occupa di analizzare:
- I percorsi formativi e i loro esiti
- Le strutture disciplinari come presentare i contenuti di una materia
- Le tecniche di insegnamento a prescindere dalla materia
- Le tecniche di valutazione e misurazione degli apprendimenti
Per quanto concerne le altre scienze dell'educazione, la didattica definisce il proprio statuto epistemologico, cioè si afferma come scienza autonoma.
Soggetti e temi della didattica
Allievo, docente, oggetto, metodologia, contesto educativo.
La didattica e le discipline
Quando un professore sta insegnando una materia, si frappone tra il sapere autentico di quella disciplina e gli alunni. Cioè espone gli argomenti a modo suo, nel miglior modo possibile e dopo aver selezionato dei contenuti relativi a quella disciplina. La disciplina "originale" resta quella, quello che cambia è il modo di presentarla.
Quindi abbiamo il sapere originale e una sua trasposizione che comprende anche le modalità didattiche con le quali il docente presenta quei contenuti. Quindi una cosa è la disciplina, cioè il sapere autentico, la materia originale; un'altra è la didattica della disciplina, cioè come quella materia è insegnata, ovvero una trasposizione del sapere originale.
Oltre a come si insegna la trasposizione della disciplina, entra in gioco anche il come si insegna, metodi e strumenti.
Siamo pronti a capire il significato di didattica: è un insieme di saperi che rendono possibile l'educazione, dove per saperi si intendono anche la progettazione, la valutazione, le metodologie, la ricerca e altre azioni.
Significato di didattica e insegnamento
Didattica e insegnamento sono due cose diverse: didattica si riferisce alle conoscenze relative all'insegnare, insegnamento riguarda l'atto di insegnare, azione vera e propria.
La didattica quindi, in un certo senso, comprende l'azione di insegnare ma riguarda anche la conoscenza di come apprendere/insegnare. La didattica è una disciplina con una propria autonomia scientifica: è una scienza.
La progettazione didattica
Programmazione vs progettazione
Programmare: stilare programmi con la convinzione di poter prevedere tutto il futuro senza considerare possibili imprevisti.
Progettare: ipotizzare programmi con la consapevolezza di non poter controllare tutte le variabili in gioco. Quindi: la programmazione è espressione di un modello lineare che tende a chiudere i problemi mediante la riduzione della molteplicità delle variabili in gioco (conosco gli esiti esatti a priori); la progettazione è espressione di un modello reticolare che tiene conto della complessità senza pretendere di determinare totalmente gli esiti (possono esserci imprevisti che portano alla ridefinizione dei percorsi).
La progettazione è la prefigurazione dell'azione, cioè un progetto si basa sulla programmazione ed è il disegno dell'insieme di azioni che permettono di espletare l'insegnamento nel miglior modo possibile.
La progettazione didattica può essere di tre tipi:
- Per obiettivi
- Per contenuti
- Per concetti
Programmazione per obiettivi
Premessa: il comportamentismo? Si avanza da unità didattica a unità didattica.
Un'unità didattica si compone di:
- Obiettivi
- Requisiti
- Contenuti
- Metodi
- Verifica
Alla fine dell'attività didattica, l'alunno deve superare una prestazione (es. eseguire tot operazioni in tot tempo). Deve quindi essere in grado di conseguire gli obiettivi formativi riportati sotto.
Obiettivi educativi:
- Conoscenza: richiamare alla memoria nozioni generali
- Comprensione: fare proprio un certo argomento
- Traduzione: trasformare il contenuto di partenza in un'altra forma
- Interpretazione: riordinare e rielaborare il contenuto di partenza
- Extrapolazione: fare delle deduzioni
- Applicazione: capacità di utilizzare metodi acquisiti in precedenza
- Analisi
- Sintesi
- Valutazione: capacità di riconoscere qualcosa
Programmazione per contenuti
Analizzare tutti i contenuti in maniera superficiale in modo tale da avere una conoscenza di tanti argomenti di cui però nessuno è approfondito.
Programmazione per concetti
Premessa: il cognitivismo? Muoversi da un contenuto all'altro, facendo collegamenti, costruendo mappe concettuali e connessioni tra un nodo e l'altro (dove per nodo intendo un argomento). Unisco conoscenze dichiarative (cosa) e procedurali (come). Creo un grafo con concetti, relazioni e gerarchie che è sempre pronto ad espandersi.
Programmazione per competenze
In base all'ambiente in cui ci si trova (asilo, liceo, istituto tecnico, ...) c'è una normativa di riferimento. Il MIUR si occupa dell'organizzazione generale (discipline, attività, monte ore, standard, valutazione, ...). Le scuole determinano nel PTOF (Piano triennale dell'offerta formativa) il curricolo obbligatorio per i propri alunni.
Il curricolo è l'insieme delle esperienze di apprendimento che una scuola progetta al fine di conseguire obiettivi formativi.
Definizione di conoscenze, abilità, competenze
- Conoscenze: indicano il risultato dell'assimilazione di informazioni attraverso l'apprendimento. Le conoscenze sono l'insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro. Nel Quadro delle Qualifiche e dei Titoli EQF, le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche.
- Abilità: indicano la capacità di applicare conoscenze e di usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi; le abilità sono descritte come cognitive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l'abilità manuale e l'uso di metodi, materiali, strumenti).
- Competenze: indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e metodologiche in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.
La scuola deve massimizzare le competenze trasversali di una persona. Competenza = conoscenza + abilità.
Competenze chiave
- Relative agli assi culturali: linguaggi, matematica, scienza, società
- Relative all'esercizio della cittadinanza: comunicare, progettare, collaborare, partecipare
N.B. Unità didattica e unità di apprendimento.
Le unità di apprendimento (UdA) costituiscono il piano di lavoro educativo che illustra un percorso attraverso cui le abilità e le conoscenze degli studenti si concretizzano e si trasformano in competenze. L'unità didattica ti insegna conoscenze e abilità. L'unità di apprendimento ti insegna competenze, cioè a saper utilizzare conoscenze e abilità anche al di fuori del contesto scolastico.
Le UdA possono essere:
- Straordinarie: progetti grandi, anche relativi a più discipline
- Ordinarie: brevi, relative ad una sola disciplina
Nella progettazione per competenze è di fondamentale importanza l'attenzione che si deve porre a:
- Mediatori didattici
- Strategie attive
La valutazione didattica
La valutazione didattica
La docimologia è una branca della pedagogia che si occupa di effettuare valutazioni. È lo studio dei problemi connessi alla misurazione e alla valutazione, in particolare nella scuola. Sta prendendo sempre più piede anche grazie alle critiche mosse contro i metodi di valutazione tradizionali. L'origine della docimologia si fa risalire a Piéron, il quale negli anni effettuò degli studi in Francia.
La docimologia quindi è la parte della pedagogia che studia i criteri e i metodi di valutazione del profitto scolastico e delle prove d'esame. La valutazione tradizionale è quella che si basa su compiti scritti e orali. È una valutazione intuitiva perché l'insegnante non segue nessuna particolare procedura.
Verifica vs valutazione
Sono due cose diverse. La verifica precede la valutazione. La verifica è la rilevazione di elementi obiettivi ai quali, tramite la valutazione, si attribuisce un valore. La verifica serve a riscontrare se gli obiettivi sono stati raggiunti, quindi viene fatta per ottenere informazioni. A queste informazioni posso anche attribuire un valore, ma non è un giudizio.
Misurazione
È un processo che consta di tre fasi: stimolazione, registrazione, lettura. È l'operazione che viene fatta per rilevare e rappresentare informazioni che poi serviranno per la valutazione. Posso valutare solo qualcosa che è misurabile.
La valutazione è l'atto e al contempo la conseguenza dell'attribuzione di valore a qualcosa o qualcuno. Occorre che lo strumento e le modalità di misura siano chiari ed espliciti al fine di effettuare una valutazione oggettiva. Valutare significa attribuire valore a qualche cosa o riconoscere il valore di qualche cosa. "Attribuire" impronta soggettivistica. "Riconoscere" impronta oggettivistica.
Criteri di valutazione
Esistono tre criteri di valutazione:
- Criterio assoluto, predeterminato e basato sul rendimento atteso di ciascun alunno, indipendentemente da qualsiasi altro fattore.
- Criterio individuale, che tiene conto dei livelli di partenza dell'alunno e dei progressi conseguiti.
- Criterio relativo, basato sul confronto tra la prestazione del singolo e quella della classe e delle classi tra loro.
Il giudizio non è la somma dei dati misurati, bensì la loro interpretazione in base a criteri stabiliti a priori.
Valutazione vs giudizio
Il giudizio porta in sé qualcosa di soggettivo, la valutazione deve essere oggettiva. La valutazione si fonda su criteri di:
- Corresponsabilità nel team docente
- Coerenza con gli obiettivi e le attività programmate
- Trasparenza (chiarezza, semplicità, esplicitazione dei percorsi)
Ha carattere:
- Promozionale: pieno sviluppo della personalità dell'alunno
- Formativo: concorre a modificare e rendere efficace il percorso didattico
- Orientativo: stimola la consapevolezza degli stili di apprendimento di ciascun alunno
La valutazione è uno strumento della programmazione che consente di:
- Regolare i processi di apprendimento e insegnamento
- Rilevare la qualità del servizio scolastico e della didattica
Validità, attendibilità, funzionalità
- Validità: capacità di misurare il conseguimento dell'obiettivo in base al contesto.
- Attendibilità: le prove sono attendibili se utilizzano sistemi di misura omogenei e se hanno determinato a priori i criteri di interpretazione dei risultati.
- Funzionalità: capacità di esprimere in modo chiaro le richieste di una prova e la valutazione.
La valutazione ha diverse funzioni:
- Diagnostica: fornisce elementi sulle condizioni in cui determinate procedure vengono avviate e sul modo in cui esse si sviluppano.
- Formativa: la valutazione è uno strumento necessario all'insegnante per differenziare gli interventi didattici; essa è quindi regolativa rispetto all'azione didattica.
- Sommativa: controlla la consistenza dei risultati raggiunti dagli alunni e verifica i criteri stabiliti per misurare il loro livello di profitto, in rapporto a tutte le risorse utilizzare ed ai risultati da essi raggiunti.
- Orientativa: predispone le condizioni affinché l'alunno possa, col tempo, maturare scelte autentiche e ponderate.
- Selettiva: dà ragione del non raggiungimento del successo scolastico o formativo.
- Proattiva: indica la strada da percorrere, gli strumenti da utilizzare, le strategie da impiegare per raggiungere i traguardi formativi attesi.
- Prognostica: fornisce informazioni sul livello culturale dell'alunno che magari è pronto a passare a gradi d'istruzione superiori.
La distorsione della valutazione con le prove tradizionali
Possono esserci effetti distorcenti: effetto di alone, effetto di contagio, effetto di contrasto, effetto della distribuzione forzata dei risultati, effetto di Pigmalione, effetto di stereotipia.
Effetto di alone: giudizi precostituiti sull'individuo esaminato influenzano la valutazione; spesso è dovuto ai risultati di prove precedenti (chi ha ottenuto buoni voti continua ad averli, così come chi ha ottenuto cattivi voti).
Effetto di contagio: la valutazione espressa da una persona di cui si ha stima influenza quella di un'altra.
Effetto di contrasto: gli allievi precedentemente valutati influenzano la valutazione in corso.
Effetto della distribuzione forzata dei risultati: deriva dalla convinzione che i voti della classe debbano per forza rispecchiare la distribuzione normale.
Effetto di Pigmalione: i docenti prevedono i risultati di una prova e poi questa predizione va ad influenzare la valutazione effettiva.
Le prove di verifica
Una prova è uno strumento usato per conoscere il grado di competenza raggiunto dagli allievi in modo da poter acquisire un elemento del giudizio valutativo e poter indirizzare l'insegnamento successivo. Le prove possono essere scisse in tre categorie:
- Prove non strutturate
- Prove semistrutturate
- Prove strutturate
Prove non strutturate
Non seguono uno schema predefinito bensì prevedono risposte aperte (interrogazioni, risposte aperte); richiedono molto tempo per essere effettuate e potrebbero non esprimere un giudizio obiettivo. Questo non implica che non siano efficaci.
Prove semistrutturate
Sono una via di mezzo tra le prove strutturate e quelle non strutturate, come ad esempio saggi brevi, problemi, i quali prevedono di seguire un certo schema ma il tipo di risposta è ancora considerabile "aperta". Gli alunni devono progettare e formulare autonomamente le risposte rispettando vincoli prescrittivi che permettono il confronto con criteri di correzione predeterminati.
Prove strutturate
Prevedono risposte predefinite che, quindi, sono valutabili in modo obiettivo. Es: scelta multipla, V/F, ...
Stimolo aperto risposta aperta (es. interrogazione orale): Lo stimolo consiste nel fornire l'indicazione di una certa area di problemi entro cui orientarsi. La risposta richiede che si utilizzi la capacità di argomentare, di raccogliere le conoscenze possedute anche in aree limitrofe.
Stimolo chiuso risposta aperta (es. saggio breve): Lo stimolo si presenta accuratamente predisposto in funzione del tipo di prestazione che intende sollecitare. La risposta può tuttavia essere fornita in modo adeguato solo se l'allievo, facendo ricorso alle sue abilità e conoscenze, riesce ad organizzare una propria linea di comportamento che lo conduca a fornire la prestazione richiesta.
Stimolo aperto risposta chiusa: Spesso il professore sollecita l'allievo ad esprimere consenso a ciò che afferma. Si tratta di pseudo-prove perché lo stimolo è ampio ma non indirizzato all'allievo, il quale dà una risposta impropria perché non frutto di suoi ragionamenti/conoscenze.
Costruzione delle prove semi strutturate
Definizione degli obiettivi-contenuti, predisposizione dello stimolo (quesiti specifici-ben definiti), determinazione dei vincoli/livelli di accettabilità delle risposte, definizione di scala di misura e punteggi.
Caratteristiche di una prova oggettiva strutturata
È a stimolo chiuso risposta chiusa. Le domande sono di difficoltà equivalente per tutti, sono ben mirate agli obiettivi e la valutazione è oggettiva (indipendente dal docente che corregge la prova). Questi scritti sopra sono due pro. Ci sono anche dei contro a queste prove e sono che: non sono adatte a verificare conoscenze approfondite, le risposte esatte potrebbero essere dovute al caso, necessitano di tanto tempo per essere costruite.
Altri vantaggi sono che: sono facili da correggere, sono oggettive, non ci sono ambiguità, non presentano il rischio dell'effetto alone, di contrasto e stereotipia, lo studente può autovalutarsi. L'oggettività consiste nella possibilità di predeterminare l'esattezza delle risposte e nell'attribuzione del punteggio uguale da parte di tutti gli insegnanti. Rimane comunque un dato di soggettività, che sta nelle decisioni relative alla scelta e alla costruzione della prova. Per diminuire tali rischi è opportuno lavorare in gruppo. Maggiore è il numero di docenti che converge nelle stesse decisioni, minore sarà il livello di soggettività.
Tipi di prove strutturate
- Completamento
- Vero/Falso
- Scelte multiple
- Corrispondenze (associazioni tra elementi, freccette)
La valutazione autentica o alternativa
Nasce negli anni '90 negli USA. La ricerca distingue due tipi di apprendimenti: un metodo volto a favorire l'assimilazione e la riproduzione dei contenuti e un metodo che promuove la capacità di utilizzare le competenze in contesti reali, complessi e significativi.
Valutazione tradizionale vs autentica
La valutazione tradizionale ha scopi selettivi e terminali e non assicura che lo studente abbia ampliato il bagaglio delle proprie competenze, magari un buon voto premia chi ricorda a memoria gli argomenti da esporre e non chi ha una buona capacità di rielaborazione, mentre a lungo termine il secondo si.
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