Concetti Chiave
- Il naturalismo, influenzato da Zola, enfatizza l'importanza del dialetto e della realtà umana come elementi di verifica teatrale.
- Il verismo di Verga e Capuana offre un pessimismo verso la scienza, che Pirandello abbandona in età avanzata per nuove prospettive.
- La visione di Pirandello sulla realtà è molteplice e soggettiva, influenzata dagli studi sul “io mutevole” di Alfred Binet.
- La teoria della Vita-Forma di Tilgher suggerisce che l'individuo deve adattarsi a ruoli imposti dalla società, vivendo in una forma che limita la libertà.
- Il personaggio pirandelliano è privo di autonomia morale, costretto a recitare un ruolo nella commedia sociale, e deve affrontare questa verità con umorismo per continuare a vivere.
Naturalismo --> da Zola prende l’interesse per il dialetto, il documento umano, la convinzione che il palcoscenico possa essere un luogo di verifica da cui estrarre brandelli di realtà.
Verismo --> da Verga e Capuana (siciliani) prenderà il pessimismo nei confronti della scienza, ma abbandonerà queste credenze in tarda età per approdare a qualcosa di diverso.
Pirandello --> la realtà (non è obiettiva o scientifica) ma è molteplice e sfaccettata, che può essere interpretata personalmente. A ciò si aggiunge la casualità della nostra vita che rende questo pensiero molto pessimista. Grazie agli studi dello psicologo Alfred Binet, Pirandello capisce che esiste un “io mutevole” nato da nostre personalità che cambiano secondo le diverse situazioni in cui ci troviamo.
La teoria della Vita-Forma di Tilgher
Adriano Tilgher elabora la tesi della Vita-Forma che ci permette di comprendere meglio la poetica dello scrittore. La vita pur essendo inizialmente libera deve calarsi in una forma, in cui resta prigioniera.
Questa forma può essere il dottore, l’avvocato o qualunque altra cosa che la società ci impone di essere, quindi siamo costretti a recitare una parte per il resto della nostra vita.
Reazioni dell'uomo pirandelliano
Accade a volte, in quelli che la società guarda come “atti di follia” che ci accorgiamo del modo assurdo in cui stiamo vivendo e della falsità del ruolo che stiamo recitando. Quando l’uomo pirandelliano scopre questa verità, può reagire in 3 modi diversi:
1. La reazione passiva, l’uomo si rassegna alla maschera che lo imprigiona ed è costretto a vivere col senso di una frattura tra la vita che vorrebbe vivere e quella che è costretto a vivere.
2. La reazione ironico-umoristica, è l’uomo che non si rassegna alla maschera, ma visto che non può liberarsi, reagisce in tono ora ironico ora aggressivo (come in La Patente, Pensaci).
3. La reazione drammatica di chi si chiude in una solitudine che lo porta al suicidio o alla pazzia (si presenta anche l’incomunicabilità) – uno, nessuno e centomila ed Enrico IV.
Il personaggio nella commedia sociale
Il personaggio non è una vera e propria persona (ovvero moralmente autonoma o cosciente di sé) ma è solo uno dei personaggi che recitano una parte nella commedia sociale della vita! Per continuare a vivere, deve prendere la sua situazione con l’umorismo e denunciare questo dramma che è la sua vita.
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto centrale della Vita-Forma di Tilgher?
- Come reagisce l'uomo pirandelliano alla consapevolezza della propria maschera sociale?
- In che modo Pirandello descrive la realtà e l'identità dell'individuo?
La Vita-Forma di Tilgher suggerisce che, sebbene la vita sia inizialmente libera, essa deve adattarsi a una forma imposta dalla società, costringendo l'individuo a recitare un ruolo per tutta la vita.
L'uomo pirandelliano può reagire in tre modi: con rassegnazione passiva, con ironia e umorismo, o con una reazione drammatica che può portare alla solitudine o alla follia.
Pirandello sostiene che la realtà non è obiettiva ma molteplice e soggettiva, e che l'identità è fluida, influenzata dalle diverse situazioni in cui ci troviamo, come evidenziato dagli studi di Alfred Binet.